20 maggio 2007

Attesa


Una mano mi ronza intorno al sogno
mentre leggi di questo desiderio
sulle pagine della tua pelle.

T'ascolto,
come profumo rosso
d'inattesa femminilità
che s'accavalla sulla tua voglia
d'essere donna ancora.

Una mano ti segue piano
dentro al velo nero che ti confina
e ti fa sentire attesa!

*
fotografia: Corwin Von Kuhwede

Ansel Adams



"...una grande fotografia è la piena espressione di ciò che l'autore sente del soggetto che sta fotografando nel senso più profondo; per questo è la vera espressione di ciò che lo stesso fotografo sente sulla vita nella propria complessità".








*
Ansel Adams

19 maggio 2007

Aforisma


La poesia
non è un modo di esprimere un'opinione.
E' un canto che sale da una ferita sanguinante
o da labbra sorridenti. 


*
Khalil Gibran
fotografia: Arina

18 maggio 2007

I colori della vita


Tieni a mente
che non si possono odiare tutti i fiori
solo perché uno ha le spine;
non avere più sogni
solo perché uno non si è realizzato;
perdere definitivamente la fede
perché non si è saputo aspettare;
desiderare che anche gli altri soffrano
solo perché noi, in questo momento,
stiamo soffrendo;
condannare tutte le amicizie
solo perché una ci ha tradito;
non credere più nell'amore
solo perché uno ci è stato infedele
ricordando che…
esiste sempre un’altra opportunità
un'altra amicizia
un nuovo amore
una nuova forza interiore! 


*
Anonimo
photo dal web

Donna completa


Donna completa, mela carnale, luna calda,
denso aroma d'alghe, fango e luce pestati,
quale oscura chiarità s'apre tra le tue colonne?
Quale antica notte tocca l'uomo con i suoi sensi?
Ahi, amare è un viaggio con acqua e con stelle,
con aria soffocata e brusche tempeste di farina:
amare è un combattimento di lampi
e due corpi da un solo miele sconfitti.
Bacio a bacio percorro il tuo piccolo infinito,
i tuoi margini, i tuoi fiumi, i tuoi villaggi minuscoli,
e il fuoco genitale trasformato in delizia
corre per i sottili cammini del sangue
fino a precipitarsi come un garofano notturno,
fino a essere e non essere che un lampo nell'ombra. 


*
Pablo Neruda
fotografia: Agnieszka Motyka

16 maggio 2007

Luce


"Il sole splendeva forte ed intenso. Tornando a casa osservai d'un tratto davanti a me la mia ombra, così come vedevo proiettata l'ombra dell'altra guerra dietro la presente, e quest'ombra non mi ha più abbandonato da allora, ha sovrastato ogni mio pensiero, notte e giorno e forse il suo cupo profilo si è disegnato su molte pagine di questo libro. Ma ogni ombra in fondo è anche figlia della luce e solo chi ha potuto sperimentare tenebre e chiarità, guerra e pace, ascesa e decadenza, può dire di avere veramente vissuto". 

*
Stefan Zweig
fotografia: Alina Lebedeva

Davvero



E rimango dolcemente inebriata
da questa atmosfera
di sogni e passione,
di attimi rubati al tempo,
di forti emozioni...
e riascolto ogni parola
e rivivo ogni istante...
mentre nell'aria risento
ancora i sapori e gli odori
di questa strana notte di luna...
e davvero nell'aria
c'è ancora il suo profumo così vero,
da sembrare irreale.


*
Monica de Steinkuel
photo dal web

Istruzioni per ammazzare le formiche a Roma


Le formiche si mangeranno Roma, sta scritto. Fra le lastre di pietra vanno; lupa, quale corso di pietre preziose ti seziona la gola? Da qualche parte le acque qui escono dalle fonti, le ardesie vive, i tremuli cammei che a notte fonda biascicano la storia, le dinastie e le commemorazioni. Dovremmo trovare il cuore che fa pulsare le fonti perché si premunisca contro le formiche, e organizzare in questa città turgida di sangue, di cornucopie ritte come mani di cieco, un rito di salvazione affinché il futuro si limi i denti sui monti, si trascini ammansito e senza forze, completamente senza formiche. Prima di tutto cercheremo di individuare la dislocazione delle fonti, cosa facile perché nelle mappe a colori, nelle piante monumentali, le fonti hanno anche zampilli e cascate celesti, basta cercarle bene e inscriverle in un recinto di matita blu, non rossa perché una buona mappa di Roma è rossa, come Roma. Sul rosso di Roma la matita blu traccerà un recinto viola attorno ad ogni fontana, e solo così possiamo essere certi che ci sono tutte, che ne vediamo i fiorami. Più difficile, più segreta e raccolta, è la fatica di perforare l'opaca pietra sotto la quale serpeggiano le vene di mercurio, intendere a forza di pazienza il cifrario di ogni fontana, mantenersi nelle notti di luna penetrante in una veglia innamorata presso i bacini imperiali, finché da tanto sussurro verde, da tanto gorgogliare fiorito non vadano nascendo le direzioni, le confluenze, le altre strade, quelle vive. E senza dormire, seguirle, con bacchette di nocciolo a forma di forcella, di triangolo, con due bacchette in ciascuna mano, con una sola tenuta pendente fra le dita molli, ma tutto questo invisibile ai carabinieri e agli abitanti gentilmente diffidenti, girare per il Quirinale, salire per il Campidoglio, correre esultanti per il Pincio, sbaragliare con una apparizione immobile come un globo di fuoco l'ordine di piazza Esedra, e così estrarre dai sordi metalli del suolo la nomenclatura dei fiumi sotterranei. E non chiedere aiuto a nessuno, mai. Dopo, pian piano, si vedrà come in questa mano di marmo scorticato le vene corrano armoniose, per gioia d'acque, per artificio di gioco, avvicinandosi infine a poco a poco, e confluire, allacciarsi, crescere in arterie, riversarsi dure nella piazza centrale ove palpita il capitello di vetro liquido, la radice di pallide coppe, il cavallo profondo. E sapremo ormai dove si trova, in quale conca di cupole calcaree, fra piccolissimi scheletri di lemuri, ritma il suo tempo il cuore dell'acqua. Costerà saperlo, ma lo sapremo. Allora ammazzeremo le formiche, avide di fonti, con una colata di calce nelle gallerie che gli orribili minatori tessono per avvicinarsi alla vita segreta di Roma. Ammazzeremo le formiche solo se sapremo arrivare alla fontana centrale. E ce ne andremo con un treno della notte e fuggiremo le lamie vendicatrici, oscuramente felici, confondendoci fra i soldati e le monache.

*
Julio Cortazar
fotografia: Mecuro BCotto