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13 ottobre 2008

L'albero


Sono il tuo albero, 
quello con cui da piccolo giocavi a nascondino, 
quello sotto cui hai detto per la prima volta ti amo. 
Sono il tuo albero, 
quello che ascoltava le vostre canzoni, 
gridate nelle voci di un adolescenza sognatrice 
e suonate nelle corde di una chitarra che porta il mio nome; 
le stesse canzoni che ora vuoi rubare all'Umanità, 
accecato dal potere del mio peggior prodotto, il denaro. 

Sono il tuo albero, 
quello che ti ha cresciuto con i suoi frutti 
di cui ora apprezzi solo il potere che ti possono dare 
brevettando ciò che non è tuo 
e distruggendo tutto ciò che è futile al mercato. 

Sono il tuo albero, 
quello che ti curò con le sue tenere foglie quando ti ammalasti; 
le stesse cure che ora vuoi negare ai tuoi fratelli 
solo perché non possono compiacere la tua avidità. 

Sono il tuo albero,
quello che a scuola ti ha dato le sue matite 
e la sua carta per disegnare le tue idee e il tuo sapere; 
le stesse idee e lo stesso sapere che ora vuoi legare 
per quelle cose che tu chiami affari. 

Sono il tuo albero,
e visto che oramai ci conosciamo da molto tempo 
mi permetto di insegnarti una cosa: 
ciò che ha un valore inestimabile 
non può avere mai un prezzo. 

Sono il tuo albero, 
e anche se continuerai ad umiliare le mie e le tue radici 
e ad uccidere i miei compagni quando potresti farne a meno, 
io fin quando sarò qui 
continuerò a regalarti la mia ombra e il mio calore 
chiedendoti in cambio solo la gioia del tuo respiro.


*
Alessandro Bonfanti
photo dal web