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15 maggio 2020

Cercami



Cercami...
come solo tu sai fare
come bacio sul collo...
come vento sotto la  gonna
Cercami... ovunque
non lasciarmi andare mai
te in me, io in te…
ovunque ci sia un po' di noi.
Guardami dal basso, segui le mie gambe
e raggiungimi la bocca
quella che avvampa e poi  ti chiama.
Cercami comunque
anche quando la mia pelle
ti sembrerà così lontana 
e ne avrai scordato il profumo.
Cercami...
negli stessi occhi tuoi
perché se vivo in te
io saprò non morire mai!

foto dal web

03 giugno 2010

I cinque sensi

     


Da sempre uso i cinque “sensi”.
Fin da piccola, ma per l'olfatto è come se avessi una percezione in più.
Mi sono sempre piaciuti gli odori e i profumi delle cose.
Ricordo da bambina l’odore della cera che la nonna stendeva sul pavimento di marmo, l’odore di benzina, il profumo fresco che aveva il bucato steso in terrazzo e che entrava dalle finestre aperte, il dopobarba di papà quando di sera si chinava a darmi il bacio della buonanotte, il profumo di mamma, e chi se lo dimentica più?
E ora sono qui, quasi nuda, con indosso un asciugamano di spugna morbido in questa camera nella penombra di un pomeriggio primaverile cittadino.
La luce filtra dalle persiane socchiuse.
Il letto è grande e profuma di pulito, le lenzuola sono bianche e i cuscini sono morbidi, di piuma leggera giusto quanto basta per affondarci dentro.
Vicino trovo una benda nera di seta.
Al telefono mi ha chiesto di bendarmi. So che è arrivato, non lo vedo ma sento i suoi passi, è nell’altra stanza.
Le pareti sono chiare, di un leggero color pesca.
Sfioro le lenzuola, prendo la benda, faccio un grande respiro e l’appoggio sulle palpebre che involontariamente si chiudono.
Arriva.
Riconosco il suo odore. Deve essersi rasato da poco perché ha messo qualche goccia del dopobarba che gli ho regalato.
Sento che appoggia qualcosa sulla poltroncina, forse la sua borsa di pelle.
C’è silenzio.
Stiamo in silenzio ed è strano per me, appoggiare quella fascia nera sugli occhi. Ma poi capisco il gioco: fare l’amore principalmente con uno dei cinque sensi, usare il mio olfatto per rendere più intenso il piacere.
Ha voluto allacciarmi lui la benda e mentre lo faceva mi ha baciato le spalle e l’incavo del collo, piccoli baci che sembravano un soffio di vento caldo.
Mi ha spogliato lentamente e io ho sentito liberarsi nell’aria l’odore del mio corpo, del mio profumo e del suo quando si è spogliato a sua volta.
L’asciugamano è sceso ai miei piedi, per un attimo il mio corpo è stato percorso da brividi leggeri ma poi lui mi ha preso, si è appoggiato a me, ha baciato la mia bocca e io ho accolto il suo sapore, la mia lingua l’ha gustato come lui avrebbe fatto con un dolce al cioccolato.
Ho raccolto il caldo della sua pelle fra le mie mani, il mio viso è vicino al suo ed io lo respiro.
Mi stende sul letto e lentamente lo sento scivolare verso il basso, mi copre di baci il seno, lo prende fra le mani; è un seno grande, morbido, bianco.
Poi la sua bocca prosegue, scivola giù sull’ombelico per poi fermarsi li sul monte di Venere.
Mi accorgo che il mio corpo si è messo in movimento, afferro un nuovo odore, un aroma, è il mio. Una traccia acida e dolce. E’ l’odore del mio sesso.
Non stacca le mani dal mio seno ma scende affondando la sua bocca in me. Mi assaggia con la lingua, emette un suono. Sa essere lieve e calmo. Ho un fremito.
Con le mani gli accarezzo il collo, le sfioro i lobi, la nuca e sento di aprirmi sempre più.
Sono in apnea.
Improvvisamente si stacca ma non è più calmo, lo capisco da come mi bacia.
La sua lingua danza con la mia. Mi morde il labbro inferiore e lo succhia e il sapore del mio sesso s’infila nelle narici di entrambi.
Mi accelera il cuore.
Si stende e rimane supino. Io sono al buio.
Non mi sta più toccando e così mi metto in ginocchio, uso l’olfatto come guida e lo trovo.
Sembrerà strano, ma da questa percezione posso sapere in che stato è: sento il suo testosterone, quell’odore caldo e umido del sesso maschile prima del sesso.
Risalgo con la lingua lungo le sue gambe ma non è per baciarlo.
Arrivo a lui e voglio sentire le diverse sfumature. Più denso verso il basso, più acre in punta.
Ma sempre lui. Un profumo che sa di gola, di uomo, di voglia di me.
Poi, lo assaggio.
E lui si lascia fare. E’ mio. Completamente mio.
All'improvviso mi distende e mi passa le mani prima sul viso, poi mi sfiora le labbra e con l’indice mi apre la bocca.
Scende sul seno, sul ventre e finisce per poi appoggiarle sui fianchi e con un movimento fluido mi entra dentro e inizia a muoversi e a danzare con me.
Capisco che il suo corpo sta cambiando odore.
Ora è più carico, più selvaggio. Mi sorprende scoprire quante informazioni mi arrivano dagli altri organi, ora che la vista non può vedere.
Avverto che i miei sensi si sono affinati, come esploratori nel buio. Ogni fragranza mi esorta a lasciarmi andare.
Non bado alle posizioni, a come si muove su di me, a come prende il mio corpo, in questo momento non m’importa dei dettagli ma sono gli odori a prendermi, come se fossi in un vortice.
Tutto è progressivamente più intenso.
La pelle lucida e umida, il mio sesso sempre più dolce, il suo desiderio che diventa più aspro.

Sento che sto per avere un orgasmo senza suono, come sott’acqua.
Lo sperimento come una cosa nuova che il corpo mi regala.
Lui è al culmine dell’eccitazione. Lo sento fremere, irrigidirsi. Io uso l’olfatto, lui usa le mani come se fossero una morsa. Ho il suo viso sul collo, lo sento respirare, ansimare. Io sono in apnea e lui mi sta divorando con il respiro.
E l’aria si riempie di un odore leggermente pungente, quasi aspro; sento quello, prima del suo grido. Dalla sua bocca esce un urlo rauco.
E anche se non lo vedo capisco che mi sta guardando, sta guardando il mio viso, non si sta perdendo nulla.

Nulla, e solo allora ci lasciamo andare e godiamo, insieme.
Rimaniamo così, non so per quanto, ma lui rimane sopra di me, rimane dentro di me. Dice che vorrebbe stare così, immobile fino a quando mi prenderà un'altra volta e un'altra volta ancora.
Odoriamo di sesso, profumiamo d’amore.
Solo poi mi toglie la benda.
Contempla il mio volto trasformato, mutato dall’orgasmo ma io non apro gli occhi nemmeno un istante.

Sa che se lo guardo adesso, poi non potrà più fare a meno di me.



pa.oletta
foto dal web













12 gennaio 2010

[ed@]11


Non c'è riparo all'esigenza di una donna e della sua intimità... 

quando la pelle chiama, nessun luogo è al sicuro da pensieri indiscreti!



enea darrigo
fotografia dal web

14 febbraio 2008

La mia notte


Ogni calar della notte
i miei occhi tentano di vederti,
tu ci sei, ma non ti fai toccare! 
Perché?
La mia mano sfiora il cuscino
dove tu sei stata
irripetibilmente mia!
Tento di ricordare, ma ogni
ricordo mi fa male!
Perché non ci sei?
I miei occhi socchiusi,
vinti dalla notte
ti vogliono, ti cercano...
i miei pensieri assetati t'inventano!
Tu eri mia... ti prego torna, 
non lasciarmi morire!


*
Antonio Zero
photo dal web

12 febbraio 2008

Ma le gambe....


Lui e lei preferiscono partner con gambe lunghe. Lo rivela uno studio polacco dell'Universita' di Wroclaw: sottoposte a 218 volontari di entrambi i sessi immagini ritoccate al computer. I ricercatori: "Sono sinonimo di buona salute". 

"...Saran belli gli occhi neri, saran belli gli occhi blu. Ma le gambe, ma le gambe..." La storica canzone italiana sembra svelare, meglio di tante teorie scientifiche, i meccanismi dell'attrazione. Sia per lui che per lei. Uno studio polacco dell'Universita' di Wroclaw, pubblicato su New Scientist, sembra infatti voler dire la parola definitiva sulle capacità seduttive di un paio di belle gambe lunghe. Non importa se fasciate da sensuali calze autoreggenti o coperte da pantaloni maschili. A riprova del detto "altezza mezza bellezza", i ricercatori polacchi hanno mostrato a 218 volontari di ambo i sessi, le immagini di 7 uomini e 7 donne a cui i "trucchi" del computer avevano donato un surplus extra di gambe del 5%, del 10% o del 15%. E hanno chiesto a ciascuno di esprimere i propri giudizi. Ebbene, alle donne e agli uomini piacciono i rappresentanti dell'altro sesso con le gambe lunghe, ma non lunghissime. Dunque i trampolieri perdono di fascino. I più gettonati sono gli esponenti cui gli scienziati avevano allungato le gambe del 5%. Se il software del computer si era spinto al 10% di allungamento, allora l'effetto sul sesso opposto si annullava equiparando il grado di interesse a quello di due gambe non manipolate al Pc. Messi poi davanti a due gambe allungate del 15% l'effetto registrato è negativo. "Due cosce lunghe, sia per lei che per lui - dicono i ricercatori polacchi - sono sinonimo di buona salute. Un meccanismo inconscio che spinge a scegliere il possibile partner dalle gambe più lunghe".


*
photo dal web