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16 ottobre 2009

Ballata della masturbatrice solitaria


La fine della cosa è sempre morte.
Fuori da me stessa il mio respiro 
scopre che te ne sei andato via.
Matto terrore. Mi nutro di me stessa.
Io da sola ogni notte scopo il letto.
Un dito dopo l´altro mi fotto la mia figa.
Non è così lontana. Basta allungare la mano.
La scuoto e la scrollo come una campana. Scivolo
nel nido d´amore dove la montavi
tu che sul letto mi prendevi.
Io da sola ogni notte scopo il letto.

Prendi ad esempio questa notte, amore:
ogni coppia si unisce,
su e giù si capovolge solidale,
si inginocchia spingendo, testa a testa.
Io da sola ogni notte scopo il letto.
Mi distendo, mi penetro.
Mia piccola susina chiamavi la mia passera.
Poi venne la mia rivale, occhi neri,
signora delle acque si leva sulla spiaggia,
ha dita vellutate da pianista,
belle turgide labbra per succhiare,
voce come flauto che seduce.
Io da sola ogni notte scopo il letto

Mi spacco in due come si spacca una pietra.
I ragazzi stanotte e le ragazze
si uniscono e si chiavano, 
aprono le camicie, abbassano
le cerniere, si tolgono le scarpe
spengono la luce – le scintillanti
creature sono piene
di bugie e godimento, brillano
di sudore e di sperma,
si mangiano l´un l´altra, sono sazie.
Io da sola ogni notte scopo il letto.


Anne Sexton
fotografia: Roj Smith

21 maggio 2009

Il nodo


Quando l’uomo entra nella donna come l’onda scava la riva, ripetutamente, e la donna, godendo, apre la bocca e i denti le luccicano come un alfabeto, il Logos appare mungendo una stella, e l’uomo dentro la donna stringe un nodo perché mai più loro due si separino e la donna si fa fiore che inghiotte il suo gambo e il Logos appare e sguinzaglia i loro fiumi. Quest’uomo e questa donna con la loro duplice fame hanno cercato di spingersi oltre la cortina di Dio, e ci sono riusciti per un momento, anche se poi Dio nella sua perversione scioglie il nodo.

*
Anne Sexton 
photo dal web

06 luglio 2008

Magia nera


Una donna che scrive è troppo sensibile e sensuale,
quali estasi e portenti!
Come se mestrui bimbi ed isole
non fossero abbastanza, 
come se iettatori e pettegoli
e ortaggi non fossero abbastanza.
Crede di poter prevedere gli astri.
Nell'essenza una scrittrice è una spia.
Amore mio, così io son ragazza.
Un uomo che scrive è troppo colto e cerebrale,
quali fatture e feticci!
Come se erezioni congressi e merci
non fossero abbastanza; come se macchine galeoni
e guerre non fossero già abbastanza.
Come un mobile usato costruisce un albero.
Nell'essenza uno scrittore è un ladro.
Amore mio, tu maschio sei così.
Mai amando noi stessi,
odiando anche le nostre scarpe, i nostri cappelli,
ci amiamo preziosa, prezioso.
Le nostre mani sono azzurre e gentili,
gli occhi pieni di tremende confessioni.
Ma quando ci sposiamo
ci abbandoniamo ai figli, disgustati.
Il cibo è troppo e nessuno è restato
a mangiare l'estrosa abbondanza.

*
Anne Sexton
photo dal web

17 febbraio 2008

Al mio amante che torna da sua moglie


Lei è tutta là.
Per te con maestria fu fusa e fu colata,
per te forgiata fin dalla tua infanzia,
con le tue cento biglie predilette fu costrutta.
Lei è sempre stata là, mio caro.
Infatti è deliziosa.
Fuochi d’artificio in un febbraio uggioso
e concreta come pentola di ghisa.
Diciamocelo, sono stata di passaggio.
Un lusso. Una scialuppa rosso fuoco nella cala.
Mi svolazzano i capelli dal finestrino.
Son fumo, cozze fuori stagione.
Lei è molto di più.
Lei ti è dovuta,
t’incrementa le crescite usuali e tropicali.
Questo non è un esperimento.
Lei è tutta armonia.
S’occupa lei dei remi e degli scalmi del canotto,
ha messo fiorellini sul davanzale a colazione,
s’è seduta a tornire stoviglie a mezzogiorno,
ha esposto tre bambini al plenilunio,
tre puttini disegnati da Michelangelo,
l’ha fatto a gambe spalancate
nei mesi faticosi alla cappella.
Se dai un’occhiata, i bambini sono lassù
sospesi alla volta come delicati palloncini.
Lei li ha anche portati a nanna dopo cena,
e loro tutte e tre a testa bassa,
piccati sulle gambette, lamentosi e riluttanti,
e la sua faccia avvampa neniando il loro poco sonno.
Ti restituisco il cuore.
Ti do libero accesso
al fusibile che in lei rabbiosamente pulsa,
alla cagna che in lei tramesta nella sozzura,
e alla sua ferita sepolta
- alla sepoltura viva della sua piccola ferita rossa -
al pallido bagliore tremolante sotto le costole,
al marinaio sbronzo in aspettativa nel polso sinistro,
alle sue ginocchia materne, alle calze,
alla giarrettiera - per il richiamo - lo strano richiamo
quando annaspi tra braccia e poppe
e dai uno strattone al suo nastro arancione
rispondendo al richiamo, lo strano richiamo.
Lei è così nuda, è unica.
È la somma di te e dei tuoi sogni.
Montala come un monumento,
gradino per gradino.
Lei è solida.
Quanto a me,
io sono un acquerello.
Mi dissolvo.

Anne Sexton
 
fotografia: Pamela Hanson & Monica Bellucci model

25 novembre 2007

Logos


Quando l’uomo
entra nella donna
come l’onda scava la riva,
ripetutamente,
e la donna, godendo, apre la bocca
e i denti le luccicano
come un alfabeto,
il Logos appare mungendo una stella,
e l’uomo
dentro la donna
stringe un nodo
perché mai più loro due
si separino
e la donna si fa fiore
che inghiotte il suo gambo
e il Logos appare
e sguinzaglia i loro fiumi.

Quest’uomo e questa donna
con la loro duplice fame
hanno cercato di spingersi oltre
la cortina di Dio, e ci sono
riusciti per un momento,
anche se poi Dio
nella sua perversione
scioglie il nodo.

*
Anne Sexton
photo dal web