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01 luglio 2008

Dirty Talk


Accantoniamo per una volta l'amplesso e giochiamo al "dirty talk" o al massaggio erotico. I giochi sviluppano la fantasia e sono un aiuto per l'intimità della coppia... 

Tenerezza, vicinanza fisica, intimità,fantasia e molto gioco: tutte componenti di una sana vita di coppia. Ma ce ne sono altre. E il sesso? Anche quello. Purché non se ne faccia sempre l'obiettivo finale. L'erotismo ha infatti mille volti e non si esaurisce con la penetrazione. Allora, dimenticate le prestazioni aerobiche per una sera e divertitevi giocando insieme al partner. Non ve ne pentirete.Per paradossale che possa sembrare, inventare e raccontare al partner qualche storiella un po' sconcia, può essere un eccitante gioco erotico. Un po' come se si stesse girando con la fantasia uno di quei b-movie orripilanti degli anni Settanta, che tutti amano odiare, ma che si guardano solo ed esclusivamente in compagnia, magari con un sacchettino di pop corn in mano. Oppure raccontare fantasie erotiche inconfessabili, lasciando da parte il pudore e mettendoci quella parte primitiva e bestiale che abbiamo in noi. Al bando dunque il politicamente corretto. In realtà per fare questo basterebbe un cellulare o una mail. E allora perché non un letto? Vi vergognate? Niente paura, qui si gioca in casa, in tutti i sensi. E poi, non dimenticate che Boccaccio, di quelle storielle salaci, ne ha fatto un'opera d'arte. Ma a voi non si chiede tanto. Il gioco potrebbe trasformarsi ben presto in un modo per raggiungere una nuova intimità con il partner. E il tutto senza nemmeno toccarsi.E se proprio la fantasia è troppo scarsa o i criteri estetici troppo alti, si può ripiegare su altri giochi come il massaggio erotico. In realtà non ci sono regole prestabilite per questo tipo di gioco. L'importante è prendersi tutto il tempo che occorre, meglio ancora se si cosparge il corpo del partner con un olio profumato. Il resto dipende da voi e dalla vostra fantasia. Un consiglio ai maschietti: non dimenticate che le donne preferiscono i preliminari, anche se solo immaginati. E le storie sono in realtà soltanto un pretesto. Non c'è scritto da nessuna parte che un incontro amoroso debba obbligatoriamente terminare con un orgasmo. Eppure l'intesa e la complicità che si sente in quei momenti non fa rimpiangere il classico rapporto. Provare per credere.


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11 marzo 2008

Tacchi a spillo... che piacere!!!


Le amanti dei tacchi a spillo possono continuare a camminare tranquille e felici sui loro trampoli. Secondo una ricerca italiana, pubblicata dalla rivista "European Urology", non solo dona un'andatura sexy, ma avrebbe anche benefici effetti sulla vita sessuale. Pare infatti che influisca sui muscoli pelvici, noti anche come «muscoli del piacere» perché direttamente coinvolti nell'orgasmo. Per la precisione lo stiletto avrebbe la capacità di rilassare i muscoli aumentando, al tempo stesso, la loro forza e la loro capacità di contrazione. Con dei muscoli pelvici ben allenati si avrebbe una maggiore eccitazione sessuale e, di conseguenza, un piacere più intenso. Felicissimo Manolo Blanick, che dello stiletto ha fatto un marchio di fabbrica: «È una splendida notizia, dopo anni di teorie contraddittorie. Per le donne, i tacchi sono un modo per attirare gli uomini... certo, ci vuole misura, perché un tacco superiore agli 11,5 centimetri non solo non fa camminare bene, ma non è nemmeno elegante». Secondo uno studio, gli stiletto fanno bene al sesso. Stimolano muscoli che influiscono sull'orgasmo (oltre a piacere da matti agli uomini). A indossarli si soffre e parecchio, ma sembra valerne la pena. Indossare i tacchi a spillo, infatti, non solo fa girare la testa agli uomini, donando alla silhouette femminile un'andatura sinuosa e sexy, ma sarebbe anche un vero e proprio toccasana per la vita sessuale. Gli stiletto, stando a uno studio di Maria Cerruto (pubblicato sulla rivista European Urology), urologa dell'Università di Verona, sollecitando la muscolatura pelvica, andrebbero a tutto beneficio dell'orgasmo e dell'eccitazione. La notizia è finita subito sul Sunday Times, che ha intervistato la dottoressa italiana: «Adorando le scarpe con il tacco - ha spiegato la Cerruto - ho voluto cercare qualcosa di positivo in loro e alla fine ho raggiunto il mio obiettivo, scoprendo che i tacchi influiscono sull'attività della zona pelvica».

La dottoressa italiana ha seguito 66 volontarie al di sotto dei 50 anni, misurando l'attività elettrica prodotta dai muscoli pelvici con i piedi in differenti posizioni: le donne che tenevano i piedi con un angolatura di 15 gradi dal pavimento, ovvero che portavano un tacco di circa 7 centimetri, mostravano una riduzione di oltre il 15% dell'attività pelvica. Il che comporta una maggiore forza e maggiore abilità a contrarre quella zona muscolare. Non è un segreto, infatti, che i muscoli pelvici ben allenati siano sinonimo di maggior piacere sessuale. Ma quante donne, in concreto, si mettono periodicamente a fare esercizi per quella zona? Se invece, come parrebbe, bastasse indossare un paio di scarpe alte... Sarebbe per tutte fatica risparmiata.


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09 marzo 2008

Il chiodo fisso


A 20 anni come a 70, il sesso per lui è un chiodo fisso! 

Nonostante la rivoluzione sessuale sia ormai solo un ricordo il sesso rimane uno dei più gettonati oggetto di studio. Dopo aver spaziato con i desideri e le frustrazioni di lei, studiosi ed esperti si infilano sotto le coperte di lui per scoprire che il sesso è il suo chiodo fisso. A dire la verità non era necessario scomodare la scienza per scoprire l'evidente verità. I giornali, le riviste e la pubblicità ci bombardano in continuazione con immagini dalla forte valenza sessuale. E persino nel buonista concorso di Miss Italia si è intrufolato il desiderio maschile sotto forma di una richiesta formale della giuria tecnica di poter valutare il "lato b" delle concorrenti. Ma chi crede più alla spiegazione di voler valutare a 360 gradi la bellezza delle candidate?

Il sesso per l'uomo è una costante fino alla fine della sua vita. Ne è convinto Franco Avenia, presidente dall'Associazione italiana per la ricerca in sessuologia (Airs) e vicepresidente della Federazione italiana di sessuologia scientifica. Anche a 75 anni l'uomo vuole avere una vita sessuale attiva ma questo desiderio si scontra con la difficoltà di trovare una donna disposta ad assecondarlo. "Generalmente - spiega Avenia - da noi specialisti arrivano così uomini di 60 anni e più che si lamentano perché le loro mogli non vogliono fare più l'amore. E donne che invece si lamentano di essere assediate dai loro mariti". Dopo la menopausa la vita sessuale della donna è accompagnata da un progressivo calo del desiderio sessuale. Mentre nell'uomo il desiderio resta, così come la capacità funzionale di avere rapporti sessuali, e nei casi in cui questo non fosse possibile viene in aiuto l'industria farmaceutica ma la società è ormai maturata e considera la sessualità come un diritto anche nella tera età.

Fin qui tutto rientra nell'ambito della fisiologia. Quando però la voglia di fare sesso si trasforma in un chiodo fisso si sconfina nella patologia, più specificamente nella dipendenza da sesso, una problematica psichiatrica descritta scientificamente per la prima volta nel 1886 e alla quale nel 2004 è stato dedicato il primo studio italiano. I risultati di quest'ultima indagine hanno portato alla pubblicazione del volume "Manuale sulla sexual addiction. Definizioni, diagnosi, interventi", a cura di Franco Avenia (presidente dell'Associazione italiana per la ricerca in sessuologia, Airs) e di Annalista Pistuddi (psicologa e psicoterapeuta), edito da Franco Angeli e presentato questa sera presso la libreria Croce a Roma.

Lo studio evidenzia che 6% degli italiani ne è dipendente e l'8% rischia di diventarlo. Hanno un'età compresa tra i 26 e i 50 anni. Inoltre, la dipendenza da sesso (DsD) è presente più nei single (64%) che nelle persone con partner (36%). Tra i single è diffusa soprattutto tra vedovi e separati (77%), meno nei soggetti non sposati (23%). Come tutte le dipendenze, la DdS provoca disfunzioni (in questo caso sessuali), diverse a seconda del sesso del soggetto: negli uomini eiaculazione precoce, eccitazione, disfunzione erettile, turbe dell'orgasmo; nelle donne, anorgasmia e difficoltà di eccitazione. Negli Stati Uniti la dipendenza da sesso colpisce 20 milioni di persone.


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fotografia: Thesensualeye