21 settembre 2010

Ti sorprenderò



Maura era una ragazza comune, non appariscente, ma talmente normale che non capiva perché non fosse oggetto di interesse da parte dei maschietti così come le sue amiche. Per questo aveva maturato nel tempo un sogno semplice ma sempre riposto nel profondo del cassetto… farsi fotografare da un fotografo professionista, per vedere come la vedevano gli altri… con occhi benevoli ovviamente, ma capire come apparisse. Avere un book fotografico di immagini fatte ad arte, e non dal primo che poteva capitare, le sarebbero servite per capirsi, per guardarsi e potersi ritrovare in esse… magari nei momenti grigi per far tornare a splendere il sole interiore. Aveva cresciuto in animo la necessità assoluta di sapere come era vista da altri occhi e come quegli occhi, posandosi su di lei, l’avrebbero fatta sentire… 
Con questo desiderio in mente si mise alla ricerca su internet di fotografi professionisti nella città. 
Fu una lunga ricerca ma poi vide una serie di foto che la intrigarono molto, le modelle avevano pose e look molto sensuali, audaci ma raffinate.
Cercò il nome del fotografo perché lei, voleva anche che fosse un uomo che l’attirasse, un maschio che le facesse scorrere brividi sulla schiena al solo vederlo. Dunque non bastava la tipologia di foto a farla scegliere, era necessario selezionare il fotografo.
Vide questo tizio, era un uomo alto, occhi verdi ammalianti, un bel tipo decisamente. Cercò altre foto, le guardò con avidità, ogni particolare poteva essere decisivo. Si vedeva che sapeva farci e si domandò con quante di quelle modelle fosse andato anche oltre.
Così decise di chiamare, per avere informazioni su come si sarebbe svolto il tutto, sul prezzo, sulle cose da indossare, il posto in cui vedersi.
La voce che sentì all'altro capo del telefono la fece sussultare, era un voce calda, profonda, intensa. Un tono che portava con sé immagini di sesso.
La sua fantasia già era andata oltre.
Le disse di presentarsi nel suo studio, di portare alcuni capi di lingerie che le piacevano particolarmente e a quel punto anche lui le chiese di vedere qualche sua foto, per decidere, orientarsi.
Si scambiarono così i numeri dei cellulari.
Lei aveva già fatto da sola delle foto con raffinati capi di lingerie, foto che mettevano in bella mostra il suo corpo sodo e ben proporzionato. 
Si piaceva, questo era innegabile e le piaceva piacere.
Scelse le foto più belle ma non gli mandò quelle più audaci o di nudo integrale.
In fondo aveva a che fare con uno sconosciuto.
Aspettò una reazione. Poco dopo il bip bip del telefono le annunciava l’arrivo di un messaggio:
Con una modella così potrei cominciare anche subito. Ce la fai a stare qui tra mezz’ora?
Cavolo, non se l’aspettava ma scrisse un SI e velocemente lo inviò.
Quando suonò alla porta dello studio lui andò ad aprire. Si guardarono con un interesse imbarazzante. 
Prego accomodati Sonia, posso darti del tu vero?” – disse lui facendola entrare.
“Si certo”.
Lei lo scrutò e lui sorrise. 
Lui aveva un jeans e una camicia bianca sbottonata davanti e arrotolata sulle maniche. 

Era decisamente bello, aitante, muscoloso. Ancora una volta pensò che la voce non l’aveva tradita. Il suo aspetto e il suo odore facevano pensare al sesso.

Anche lui la guardò, mentre le offriva da bere un cocktail, si sedette su un divano bianco e le chiese di muoversi, di camminare per vedere la sua dimestichezza davanti poi alla telecamera. 
Le sembrò una sfida, le piacevano le sfide.
Aveva indossato un mini tailleur nero, scarpe nere con tacco 12 e cinturino, suola rossa, calze nere con riga dietro, gonna corta, camicetta rossa trasparente che nulla lasciava all'immaginazione e faceva intravedere il pizzo di un raffinato reggiseno nero. 
Si mosse con naturalezza ma poi scoppiò a ridere.
“Scusa è che non sono abituata”.
“Sembra esattamente il contrario, vieni a bere il tuo drink qui accanto a me, parliamo un po’, serve per stemperare la tensione e poi essere più rilassati quando faremo le foto”.
Con una mano toccò il divano nel posto accanto al suo.
Lei prese il bicchiere e si sedette.
La gonna si alzò lasciando intravedere un striscia di pizzo nero delle calze.
Sapeva che lui stava guardando e non fece nulla per tirare giù la gonna. Quella situazione la intrigava molto.
“Allora come mai questa scelta di farti fotografare? Mi sembra che tu lo sappia far bene anche da sola!”.
“Non so, mi piace e volevo qualcosa di diverso, foto vere, fatte con tecnica non so se puoi capire…”
“Mi è tutto molto chiaro. Allora che ne dici di iniziare?”
Le fece vedere lo studio, c’era tanta luce, divani, tendaggi di ogni tipo e colore, un letto, sedie, una vasca, tappeti…
“Cosa mi devo mettere?”
“Forse è meglio chiedere cosa ti devi togliere, per ora rimani con la lingerie che hai addosso che da quello che vedo non è niente male, proviamo a fare qualche scatto.”
Così lei si spogliò con calma.
Si tolse la giacca, sbottonò uno ad uno i bottoni della camicetta e la lanciò su una sedia. Poi fece scorrere la zip della gonna, ancheggiò per farla scendere e quando toccò terra, vide nei suoi occhi una voglia che stentava a tenere a bada.
Era rimasta con un completino reggiseno e tanga di pizzo, reggicalze e calze, scarpe alte nere.
Lui senza dire nulla cominciò a scattare foto a raffica, le dava a volte delle indicazioni su come posare.
“Non mi hai detto che te ne pare, se secondo te può venire un bel servizio fotografico!”
Allora lui si avvicinò e le disse:
“Ti sorprenderò”.
Continuò a scattare, lei si sdraiò sul letto, lui si avvicinò per fare foto su vari particolari, le chiese di slacciarsi il reggiseno e di giocarci.
Quando la vide a seno nudo trasalì… neanche su modelle di diciotto anni aveva mai visto un seno così ben tornito e sodo ma fece finta di nulla.
Continuò a fare foto poi decisero di fare una pausa.
Lui si sdraio sul letto accanto a lei, la guardò e le disse che aveva un corpo perfetto, avrebbe davvero potuto fare la modella.
Lei cercò di rimettersi il reggiseno ma lui glielo prese dalle mani.
“Ti vergogni?”
“No ma siamo in pausa hai detto”
“Appunto meglio stare in libertà”. Annusò il reggiseno e disse:
“Ora con questo ci gioco io”.
Si avvicinò e le leccò un seno, lei non aspettava altro. Forse non aveva mai aspettato altro. 
Gli toccò la nuca e spinse la sua bocca sul suo capezzolo e quello era più di un si. Per lui fu il segnale che poteva osare.
In un attimo fu sopra di lei, le morse avidamente i capezzoli e la sentì gemere sotto il suo corpo. Le strinse il seno con le mani, poi le fece scivolare verso il perizoma e lo scostò.
Le toccò il clitoride mentre i suoi occhi erano puntati sul volto di lei, le piaceva vedere le smorfie di piacere e dolore. Con un dito le fu dentro e la sentì calda, molto calda e bagnata. Questo lo eccitò ancora di più, con impeto infilò tre dita e spinse forte, lei gridò e sussultò, si inarcò per il piacere e divaricò ancora di più le gambe. Era eccitatissima.
Lui giocò ancora con le dita nella sua fica, si portò le mani alla bocca e l’assaporò. 
Poi le strappò il tanga, la camicia bianca volò a terra in un attimo, si tolse i pantaloni facendo intravedere dagli slip un cazzo già duro e voglioso.
Lei si alzò sulle ginocchia, si avvicinò e gli toccò il cazzo attraverso gli slip, era duro e caldo, lo sentì pulsare. 
Sempre attraverso gli slip lo annusò portandosi avanti con il naso. Alzò lo sguardo per vedere la sua espressione.
Lui era fuori di sé dal desiderio di scopare.
“Prendilo, è tuo!” – le disse.
“Lo so che è mio” – rispose lei con aria di sfida.
Gli abbassò di colpo gli slip, si abbassò mostrando il suo culo perfetto e sodo, prese in mano quel cazzo che aveva desiderato dall'inizio, lo leccò e se lo mise in bocca. Lo sentì vibrare di piacere.
Ci giocò come sapeva fare lei, gli arrotolò attorno la lingua per poi succhiarglielo mentre lui lo spingeva nella sua gola.

Era molto eccitato ma lei non voleva che tutto finisse così. 
In fondo si sentiva padrona del gioco e quel gioco lo avrebbe condotto lei.

Quando lo sentì gemere lei si ritrasse, lo fece scivolare dalla sua bocca, si sdraiò aprendo le gambe e mostrandogli altre labbra in attesa di giocare con il suo attrezzo.
Lui rimase spiazzato.
Aveva pensato ad altro ma lei si stava toccando e un liquido incolore faceva brillare la sua fica.

La penetrò con impeto e furore, si baciarono, lei sorridendo lo bloccò dentro se stessa con le gambe mentre lui ansimava e ritmicamente si muoveva su quel corpo marmoreo.
Era una lotta di corpi nudi e sudati, di umori assaporati, di desiderio focoso.
Era godimento totale.
Lei si inarcò e gridò. Stava venendo, il suo respiro si fece sempre più affannoso mentre il seno si sollevava e si abbassava.
Di colpo lui si ritrasse e la rigirò come un fuscello, ora aveva il suo culo a portata di mano, le leccò l’ano, ci infilò un dito, la sentì ancora gemere e dimenarsi, con le dita trasportò il suo liquido dalla vagina all'ano, ci giocò ancora un po’ e poi le fu dentro prima con delicatezza e poi con voglia rabbiosa.
La sentì urlare di piacere e dolore, la sentì spingere il suo culo affinché il cazzo entrasse fino in fondo e lui le venne dentro. 

Un fiume di un intenso liquido biancastro era dentro quel culo perfetto.
Lui le avvicinò la bocca all'orecchio e le sussurrò:
“Avresti mai pensato che questa giornata sarebbe finita così?”
La sua languida risposta fu:
“Si, esattamente così”.

*
Storydream
fotografia: Petr Sojka

05 settembre 2010

In treno



Siamo in partenza io e mia sorella, abbiamo preso un treno che ci porterà qualche giorno a Roma. Siamo invitate al matrimonio di nostra cugina per il sabato successivo. Prendiamo posto, Livia si sistema al lato del finestrino ed io al suo fianco. Sistemiamo le valige e aspettiamo la partenza del treno. Quando vado per sistemare la borsetta ecco che vedo una rivista ripiegata, curiosa la apro e vedo che è un manuale di sesso, tipo kamasutra con tante foto esplicative. La faccio vedere a mia sorella e visto che lo scompartimento è vuoto, ci ridiamo e scherziamo su ma poi le chiedo... "questo l'hai mai fatto?"
"smettila dai... non essere sempre la solita!"
Non parla di buona voglia sull'argomento, è una ragazza molto molto riservata.
Mentre sfoglia la rivista arriva al capitolo lesbo, imbarazzata chiude la rivista e la piega sul portaoggetti che ha di fronte... Una voce maschile alle nostre spalle taglia quell'imbarazzo...
"Buongiorno signore, scusate il disturbo, devo prendere posto. Il numero 19 è il mio..."
Prego rispondo io! Ritiro le gambe sotto al tavolinetto per farlo passare.
Uffa... sbuffo infastidita, finita la pacchia penso! Non si potrà più chiacchierare in santa pace...
Lui mi si siede di fronte, un bell'uomo però! Avrà 50/55 anni, sguardo intelligente, capelli brizzolati e morbidi... un uomo composto e molto educato. Insomma mostra un'aria interessante che mi inizia ad incuriosire non poco... 
Ecco fatto! dice sorridendo... mentre piega la giacca sullo schienale, purtroppo dovrete sopportarmi, vado fino a Roma quindi fate come se io non ci fossi...
E te pare poco, penso...
Sta qua di fronte ha una camicia bianca che lo rende meravigliosamente accattivante... dovrei far finta che non c'è... ?(pazzo!)
In quel momento la sua gamba sfiora la mia, e sulla pelle mi passa una scossa. Per caso o l'avrà fatto apposta? mi chiedo
Ada nasconde la rivista sotto il maglioncino, ma l'uomo con la coda dell'occhio l'ha notata già da un bel pezzo.
Come vi chiamate ci chiede? E si arrotola la camicia ai gomiti, quel gesto per me è micidiale le camice ai gomiti arrotolate cosi m'ammazzano... non so ne il motivo ne il perché ma le braccia di un uomo e le sue mani che fanno quel gesto mi fanno impazzire.
Lo guardo e lui se ne rende conto subito...
Io sono Laura, lei è mia sorella Livia !Piacere mio risponde...
Io sono Giulio!... e tu cara Livia cosa stavi leggendo di bello?
Nulla risponde lei! 
T'imbarazza il contenuto della rivista?
No... risponde lei mentendo spudoratamente
Vedo che è interessata al capitolo lesbo? ribatte lui con un sorriso malizioso
Ma no! risponde Livia l'ho trovato qua anzi... stavo per metterlo nel cestino...
No, e perché mai annuì Giulio... fammi dare un 'occhiata! 

Lei gli passa la rivista, e Giulio senza il minimo imbarazzo la sfoglia e dice... Siamo tutti grandi e vaccinati… ti scandalizza vedere due donne che fanno all'amore?
Lei è diventata viola dalla vergogna! chi ci dice che l'amore etero sia quello perfetto? Quello che ci soddisfa a pieno?
Ti dirò... anzi, vi dirò... vedere due donne che si baciano e s'accarezzano intimamente per me è la cosa più bella che possa esistere.
Io sono senza parole, siamo qui con uno sconosciuto a parlare di un argomento imbarazzante ma al dir il vero molto intrigante.
Mentre sfoglia la rivista sembra eccitarsi, allunga la gamba e si strofina alla mia abbiamo le ginocchia vicine ed io in silenzio lo lascio fare. Mi piace pensare che magari sta avendo un erezione, e che osservando quelle due donne che si strofinano si sia eccitato a tal punto da volere il mio contatto.
Stringo le gambe sento le mie calze che sfregano la pelle, tolgo le scarpe sotto al tavolino e gli metto il piede sul suo cazzo. Lui avverte il mio tocco, il suo cazzo è gonfio e duro eccitato da tutto ciò che stava succedendo... Finisco di toccarlo perché il controllore è in arrivo. Giulio per togliersi dall'imbarazzo chiede? Siete sorelle? Si... rispondo io, sorelle e profondamente amiche... qualcosa che va oltre il legame di sangue. Sai, quel legame che si rafforza e rende speciale un rapporto scontato.
Giulio ci guarda, si passa la mano tra i capelli e si allenta la cravatta.
Fa un po' caldo dice sorridendo... l'argomento toccato da me sotto al tavolino gli stava accendeva lo sguardo...
Siamo solo noi tre nel vagone... Incominciamo a parlare di svariati argomenti e il viaggio diventa interessante. Le ore volano in fretta tra gli sguardi complici di noi due.


Verso le 21 arriviamo a Termini...
Posso domandarvi dove passerete la notte ragazze? Non sappiamo rispondo io siamo partite senza una meta precisa troveremo qualche B&B a poco prezzo nei paraggi...
Ma no, dice Giulio... vi ospito io, sono solo ed i miei sono alla casetta al mare. Per questa notte sono libero.
Livia guarda e mi fa cenno di no con gli occhi... io invece sento che mi posso fidare, anzi, volevo pazzamente andare da lui.
Emmh... dai su accettiamo! Siamo stanche e dove andiamo da sole in questa grande città a quest'ora??
Prendiamo un taxi che ci porta a casa sua, saliamo e sistemiamo la valige in camera... Ha una casa molto accogliente... sorridendo dice "fate come foste a casa vostra"...
Come chiudiamo la porta alle spalle, Livia inizia la ramanzina... lo sapevo! Ma possibile che non cambi mai?... uffffaaaaa quando fa cosi non la sopporto, la solita pippa, la solita prudente e malfidata.
Smettila! Possibile che non ti lasci mai andare a nulla di nuovo... le urlo arrabbiata! Mica ci mangia? Eppoi sembra una bravissima persona.
Innervosita faccio la doccia e dopo la fa anche lei, abbiamo indossato i nostri accappatoi e fatto qualche telefonata.
Dai andiamo a ringraziarlo... Livia dai andiamo da Giulio, lo salutiamo gli diamo la buona notte e poi a nanna!
Avevo una gran voglia di rivederlo anche solo un minuto ...
La prendo e la trascino nel corridoio. Giulio? toc toc? Giulio dormi? Di gia?
Nessuna risposta... ad un tratto la porta si apre e lui ci dice entrate su!
Non è ancora in pigiama ha solo sbottonato la camicia, è bellissimo la maglietta bianca lo fascia e lo rende virile e maschio.
I miei occhi incontrano i suoi e senza parlare si avvicina e mi bacia di colpo inaspettatamente, quel bacio era quello che con gli occhi mi aveva dato in treno mentre lo toccavo... 
Livia rimane allibita muta senza parole, imbarazzata al mille x mille, non capiva cosa stesse succedendo

Lui invece aveva già capito che solo io potevo coinvolgerla, solo io avevo il potere di farla sciogliere del tutto... così la prendo per mano e la trascino lentamente verso di noi.

Finisce con la mia bocca e dolcemente passa alla sua, scende con la lingua sul suo collo e con la mano mi tocca i capezzoli dentro l'accappatoio.

L'atmosfera si riscalda.
Ci prende per mano e ci porta sul letto… ci slega l'accappatoio e si mette in mezzo a noi due, ci bacia le spalle e con le dita ci disegna carezze. Sulla pelle… arida di tante cose che nessuno mai ci dona... Quell'uomo ha una tenerezza nel baciare che ti spiazza l'anima ed ha un sapore di buono che mi fa ricordare i lecca lecca che di nascosto rubavamo al nostro papà quando faceva il droghiere.
Livia mi guarda meravigliata ma non si allontana, ha bisogno anche lei di quell'uomo che ci vuole entrambe in modo cosi intenso...
Colta da raptus improvviso, comincia ad armeggiare con i suoi pantaloni fino a farli scivolare a terra… gli accarezza le gambe vellutate e li segna il profilo con le unghie dolcemente
Lui con le dita gli tocca lievemente la figa saggiandola e affonda le dita nel grondante calore, girando attorno al clitoride lentamente delicatamente beandosi dei mugolii di lei che ansima.
Io aspetto eccitata e li guardo, allargo le gambe e mi tocco, più forte, mi masturbo accovacciata sul letto. E' meraviglioso vedere Giulio che tocca la figa di Livia. Gli piace stare al centro di noi, se la prende comoda, la stende sul letto e la scopa davanti, più volte. Si toccano si leccano, mordono la carne l'uno dell'altro, e l'odore di sesso si sente in tutta la stanza.
Non potendo più stare a guardare ecco che la mia bocca cercare quella di Livia… Lei mi passa la lingua e poi la cede ancora Giulio.
Lui la tiene a gambe divaricate mentre lei si tortura i capezzoli continuando a cavalcarlo con un ritmo costante ad occhi chiusi e testa reclinata indietro.
Mentre sono sul letto vedo un paio di scarpe nere di vernice scivolo giù e le indosso, mi calzano a pennello, forse sono della sua donna...
Mi distendo sul letto e allargo le gambe aspettando Giulio che era ancora a stantuffare Livia.
Eccitato dalla cosa mi vede e mi porta sullo scrittoio che sta di fronte toglie i fogli e mi mette a carponi. M'afferra i fianchi e mi porta verso il suo cazzo duro che è li caldo ancora degli umori di Livia.
Mi allarga le gambe e me lo infila dolcemente, lo sento schizzarmi dentro morbido e umido.
Mi scopa, mi fotte con un ritmo che mi fa smaniare... Livia s'avvicina e gli bacia la schiena da dietro… gli struscia le tette sulla schiena…
Falle indossare un pò anche a lei ora - mi dice mentre mi sta scopando - ... io adoro le scarpe, e voglio vedere come le indossa.
Le sfilo e le passo a mia sorella.
A quel punto lui si inginocchia e gli lecca le gambe con la lingua, gli massaggia le cosce, lei si contorce, io m'avvicino di lato e la bacio sui seni.
Un incontro magico, fatto di voglie e di cose nuove da scoprire, di umori che si fondono ognuno nei desideri dell'altro... quei desideri che mai nessuno dei nostri compagni ha saputo, mai e poi mai, soddisfare.
Tra poco vengo dice Lui... sdraiatevi qua, voglio venirvi sopra! E lui eccitato dalle nostre lingue che lo leccano ci viene sopra le tette, e sopra la fica, le nostre dita toccano il suo seme caldo e ce lo spalmiamo addosso come nettare prelibato... gli stessi gesti quasi fossero stati predefiniti prima.
Tutto finisce, Livia abbraccia Giulio da dietro e io davanti, le mie mani e le sue s'incontrano e lei felice mi fa l'occhiolino.
Giulio ci lecca la bocca ripetutamente succhiandoci la lingua... dormite qua con me questa notte non andate in camera vostra...
E chi si muove, rispondo io, non ci penso nemmeno :)))))

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photo dal web