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15 maggio 2020

Cercami



Cercami...
come solo tu sai fare
come bacio sul collo...
come vento sotto la  gonna
Cercami... ovunque
non lasciarmi andare mai
te in me, io in te…
ovunque ci sia un po' di noi.
Guardami dal basso, segui le mie gambe
e raggiungimi la bocca
quella che avvampa e poi  ti chiama.
Cercami comunque
anche quando la mia pelle
ti sembrerà così lontana 
e ne avrai scordato il profumo.
Cercami...
negli stessi occhi tuoi
perché se vivo in te
io saprò non morire mai!

foto dal web

Miele



Lo vidi arrivare da dietro le tendine della cucina... scesi di corsa il vialetto per aprire il cancello... sapevo del suo arrivo e non vedevo l'ora di stringerlo. Il cuore a mille e la pelle che fremeva come non mai era in pieno tumulto... gioia vera!
Lui si ferma davanti alla basculante del garage senza entrarvi... in silenzio scende dalla vettura, mi prende per mano senza rivolgermi parola e mi trascini dentro casa... posate le chiavi sul tavolo mi abbraccia forte. Era eccitato... ed io non trattenni molto la mia le lingue trovatesi all'unisono erano già intrecciate... mi bacia mi succhia, si strofina col suo cazzo già pressante sul vestito...
"Paolo calmati" - gli dico - 
"Questo è niente" - risponde concitato -
Nel mentre mi spingi sul muro vicino la finestra facendoti largo nelle mutandine con le tue dita rovesciandomi una quantità imperiale di baci sul collo.
"Dai Paolo, calmati... abbiamo tutto il tempo che vogliamo, perché questa fretta?"
"Ti ho pensata tutto il viaggio, i tuoi messaggini mi hanno eccitato tantissimo è questo è il risultato... cosa ti aspettavi? Non è fretta, è desiderio portato allo spasmo e ringrazia che non mi sono fermato da Gina a comprare le sigarette..." disse canzonandomi!
"Sei bellissima vestita così! Belle le scarpe rosse, e questo reggicalze nero che ho intravisto appena nelle foto brutte che mi hai mandato ieri, bello anche senza calze"...
Riesco per due minuti a calmarti un poco, così ci sediamo al tavolino e quasi sfinita dalla lotta accavallo le gambe per rilassarmi i muscoli... ma vedo che tu segui le linee delle mie gambe con gli occhi, studi quei tacchi sinuosi con vitale piacere... non ti avevo mai visto cosi eccitato, preso da questa impazienza.
"Vuoi mangiare qualche cosa? Hai sete? Hai voglia di dormire... dai, allora saliamo in camera?"
"No - rispose di getto - voglio star qui in questo angolo di casa vicino al caminetto... è caldo, accogliente, è il posto che ho sognato quando ti vedevo mentre mi chiedevi di scoparti... proprio qui... su questo tavolo".

Senza battere ciglio mi alzai dalla sedia lasciando che dalle mutandine s'alzasse un refolo profumato dei miei umori già in ebollizione alla sola vista di lui... capii così che anche io stavo perdendo il controllo, appoggiai le mani sul tavolo tondo della cucina e vi salii sotto lo sguardo attento di Paolo.
Lasciai cadere i capelli fuori dal tavolo sistemandomi sdraiata proprio davanti ai suoi occhi. Spiandolo di traverso, divaricai appena le cosce, per consentire al suo sguardo un maggiore interesse nella spasmodica ricerca della micia... Paolo era di fronte a me... seduto in fremente attesa degli eventi... si sporse appena dalla sedia allungando la sua mano verso me. Iniziò col a mettermi dentro le sue dita... una per volta, sino ad essere tre, sei... persi il conto. La mia figa era bagnata e calda, sbocciata in bella mostra sulla tavola apparecchiata solo per lui!
Subito dopo, non bastando più le dita a disposizione, si alza e mi sposta lo slip. Con la lingua incomincia a leccarmi la figa sale su fino all'ombelico per poi scendere a succhiare avido i miei umori. Gli afferro la testa portandola verso me mentre lui prima mi succhia il clito poi mi apre le piccole labbra con le dita e ci gioca seguendone i contorni sempre con la lingua.
Gli avvolgo il busto con le gambe stringendogli i tacchi sulla schiena... le scarpe di vernice rossa spiccano sulla sua schiena, sulla camicia bianca che porta ancora addosso appena sbottonata. Urlo appena per il piacere... Paolo ci sa fare, è un maestro nei preliminari sa cosa voglio, sa quello che più mi piace... e si diverte a torturarmi così,
"Aspetta, fammi spogliare, ti prego...
Lui si scosta appena, scendo dal tavolo ed apro lentamente la cerniera la gonna che si sfila, rimango in mutandine e reggicalze... lo prendo per mano e lo porto verso il camino, sul divanetto. Dolcemente mi gira di schiena per avere il mio culo alla sua mercé sollevandomi poi una gamba che appoggia sul cuscino.
"Girati ora e appoggia le tue mani su questo camino... fammi vedere le tue belle unghie rosse sul bianco di questo pietra"
Mi giro sui tacchi e mi metto di culo, di seguito mi slacci il balconcino e con i denti mi mordi il collo. 

"Voglio scoparti cosi... con addosso queste scarpe rosse... rosse come la tua figa che sta esplodendo di umori ed impaziente palpita di desiderio..." - si spoglia anche lui -
"Lasciati la camicia - gli dico - togli solo la cravatta, fallo per me... ora dai fottimi non aspettavo altro" - mugolai con un fil di voce.
Ubbidiente si avvicina con il cazzo che mi punta come un dirigibile dritto e nodoso. Lo strofinò prima nella figa per inumidirlo un poco... già calda e accogliente... poi lo puntò sull'altro buco e pian pianino si fece strada delle mie viscere fino a quando con un colpo secco me lo risucchiai interamente dentro il culo... ora sentivo anche il suo ansimare... 
Iniziò così la danza senza freni, ritmica, aggressiva ma non violenta... entrò ed uscì dentro me molte volte, cambi ritmo ma la spinta rimase sempre quella giusta. Ad un certo punto si fila da dietro e mi prende la figa, cosi bagnata che i miei umori iniziano a colare giù lungo le gambe, poi sulle calze... mi iniziava a piacere assai. Cercai quindi di girarmi per guardarlo negli occhi nel momento del coito, ma lui per nulla turbato mi trattenne..
"Rimani così - mi disse - ti piace vero? ora ti punisco per quanto sei stata monella a farmi arrapare oggi in ufficio".
Mi baci il collo mi mordi continuando a fottermi in quella splendida posizione. 
"Piegata sui tacchi ti arrivo proprio al cazzo, vedi come ti agevolo!?"
"Che troia sei" - fu la sola risposta 
Così continuò ad entrare ed uscire vigoroso... le sue palle mi sbatterono come una bambina da punire... dopo incominciò a strisciarmi le dita sulla schiena ed a mordermi il collo. 
"Mordimi forte Paolo, forte ti prego"... 
"No basta... altrimenti vengono i segni e tuo marito se ne potrebbe accorgere"
"Mi piace invece, su fallo, ti prego..."
Ma continuò perverso a scoparmi da dietro alternando i due buchetti con maestria lasciandomi solo il tempo di un'altro dei miei orgasmi. Uno dei tanti che solo lui riesci a farmi arrivare. Si inginocchiò e mi cominciò a baciare il culo, infilandomi la lingua dentro tutti i buchi, scendendo poi giù fino alle caviglie. A quel punto ero già sprofondata con i gomiti sullo schienale del divano, tenendo la testa riversa dallo sfinire del godimento... si aggrappò con le dita ai miei tacchi portandoli a svettare al lato dei suoi fianchi... inarcai la schiena per agevolare le manovre del suo cazzo oramai irrefrenabile. Il rumore che ascoltai fu quel piacevole sciabordio delle carni senza più vizi ne pudore mentre si sfregano di piacere ed umori alla deriva.
"Ora vieni qua voglio venirti dentro" - disse rigirandomi a sedere.
"Manca poco perché i tuoi umori raggiungano i miei".
"E chi lo dice?" accennò con tono di sfida...
Lo sentivo dal suo ansimare e dal movimento sempre più veloce che ora stava avendo tra le mie gambe... Aprii bene puntando i tacchi sul divano e spingendo il bacino più avanti possibile. Tu entrasti ancora di più, tutto... nella speranza di sentire ogni millimetro di piacere. Con le dita cercai di allargare un poco ancora la mia fica spalancando meglio le labbra mute, oramai quasi allo stremo. Tu ne approfittasti subito per trovare ancora un piccolo posto... Mi penetrò con un desiderio enorme ma dopo un attimo mi sfilò il cazzo dalle gambe per inchinarsi... mi prese il clito ed iniziò a segarlo con le sue labbra... era diventato duro, rosso come un tizzo ed io continuavo a contorcermi sempre più cercando con la mano di scostargli la testa per farlo smettere altrimenti sarei venuta prima. Capì la situazione e si rialzò... in ginocchio prese il suo attrezzo turgido e pulsante tra le mani quasi a farmi vedere l'arma del colpo di grazia... splendido... un cazzo splendido per me... il suo. 
Dopo pochi colpi ancora sentii inondarmi della sua sborra calda... stava venendo... aveva tutti i muscoli del collo tesi. L'abbronzatura della recente vacanza gli donava un qualcosa di ancora più appagante. Mi distrassi un attimo in queste considerazioni quando iniziai a sentire tutto quel seme scivolarmi giù, tracimante sul cuscino, sulla biancheria... 
Non vedendomi venire all'unisono (ero già venuta tre volte), ritrasse il membro continuandomi a scopare con le dita. Vi aggiunsi le mie per raccogliere il liquido suo e portarmelo alle labbra, ma lui continuò ad entrarmi con la sua mano grande e devastante... mi frugò qualche istante appena prima di riuscire a farmi squirtare addosso a lui con le cosce all'aria come una vera troia. Si inginocchiò quindi ad assaggiare anch'egli il mio piacere. Ci baciammo lungamente sfiniti, al tepore del camino acceso...
"Hai un sapore dolce come miele fruttato"
Tu ti chini e prendi un po’ della mia acqua dalle scarpe rosse di vernice... 
"Niente male questo cocktail" - dicesti sorridendo.
Mi lavò in seguito anche le tette con il suo piacere... i capezzoli mi facevano male per quanto mi si erano inturgiditi. Questa dedizione e costanza per i particolari del mio corpo che Paolo aveva, sapeva portarmi in Paradiso... lui era l'unica chiave che riusciva a farmelo spalancare senza troppi bigottismi.
"Hai un sapore buono - fece lui - peccato che mi sento stanco adesso, altrimenti ti scoperei qui, in questo momento, prima di cena"!

*
photo dal web

26 dicembre 2010

Un sogno in dono


Avevo invitato anche mia sorella all'appuntamento preso con Luca... volevo fargli una sorpresa e regalargli un sogno, una serata speciale! Lui si libera di qualche impegno e dopo il lavoro passa a prenderci. La sua auto si ferma al solito posto e lui rimane assai interdetto nel vedere due figazze che l'aspettano anziché una... prova a chiedere se fosse cambiato circa l'appuntamento ma mentre salgo davanti (ovviamente) e mia sorella Livia dietro, lo esorto a partire e di fretta.


In macchina parliamo del più e del meno poi, con un sorriso angelico ci chiede, stante la magnifica trinità, se ci può farci delle foto. Noi, entusiaste, non ci abbiamo pensato più di tanto accettando subito la proposta. Così Luca cerca di evitare il traffico dirigendosi verso una strada che porta fuori città affermando altresì di aver trovato un bel posticino dove nessuno ci potrà disturbare… un vecchio casale in campagna che dovrà ristrutturare nei prossimi mesi. Dopo mezzora di macchina arriviamo in un luogo splendido, immerso nel verde degli alberi e dei rovi...

Lui scende… mi apre lo sportello e fa lo stesso con mia sorella ancor più frastornata di me. Noto il loro scambio di sguardi ammiccanti e la cosa inizia ad infastidirmi un poco, ma faccio finta di nulla e, con molta cautela, entriamo. La vecchia casa risulta tenuta bene ed è ancora parzialmente arredata… ci accoglie una bella scalinata un patio e l'ingresso. Oltre si staglia un divano di pelle rossa dove Livia si siede timorosa ed imbarazzata. Lei è di poche parole, non ama i posti chiusi e quell'imbarazzo la rende ancora più misteriosa e bella. 
Luca continua a guardarla con interesse... mi piace assai vederlo eccitato, preso tra due fuochi. Anche lui dopo le prime chiacchiere di convenevoli, del tetto da riparare, del pozzo da abbassarre... è abbastanza impacciato. Mi accorgo d'aver lasciato in macchina il cellulare e chiedo le chiavi a Luca per andare a riprenderlo... scendo con non poca difficoltà quei gradini d'ingresso, per via dei tacchi, affrettandomi poiché non volevo lasciarli troppo tempo da soli quei due... La gelosia è sempre in agguato… così, risalendo in casa, non li trovo più in sala dove eravamo poco prima…. in silenzio mi dirigo verso le stanze ed ecco da dietro una porta arrivarmi la presenza di due ombre molto vicine tra loro. Si stavano baciando. Scostando appena la porta scorgo Luca intento a slacciare il vestitino di Livia... tirargli giù la zip dietro la schiena e con la lingua gliela lecca man mano che la stoffa lascia spazio alla pelle. Avrei voluto quella lingua sul mio collo e non sul suo... Lei, apprezzando, ricambiava l’attenzione passandogli la mano sul cazzo che, bello gonfio, non chiedeva altro d'esser liberato dallo slip. Avrei voluto fermarli ma stranamente mi piacque guardarli... vedere fino a che punto sarebbero arrivati. Il cuore mi batteva forte, sarei voluta entrare e urlargli di lasciarlo andare... Ma poi, pensandoci bene, lei era mia sorella ed avevo creato io la situazione. Lei era l'unica che sapeva del feeling che io avevo con quell'uomo. L'unica che sapeva che lui era la cosa più bella che mi fosse mai capitata.
Mi trattengo quindi dall'urlare, soffocando la gelosia dentro la mia lingerie, che inizio a carezzare inconsciamente. Lui fa stendere Livia sul letto e si sbottona la camicia… quella camicia che io adoro, ora la stava appoggiando vicino alle sue scarpe nere… la c'è il suo odore e nessuna donna lo avrebbe dovuto percepire oltre me. Egli incomincia a carezzarle le gambe nere e setose sedendosi affianco a lei sul bordo del letto. 
Non c'è la faccio più… sono arrabbiata, furiosa… tutto questo mi manda in bestia. Mi meraviglio di me e della mia non reazione che mi tiene inchiodata ancora. Basta è troppo! Da lì dietro mi sbottono la camicetta. Decido… entro… e mi fermo sulla porta. Loro due non si meravigliano affatto della mio arrivo anzi, Luca mi guarda e mi dice... stavamo aspettandoti, vieni qua e distenditi vicino a Livia. Destabilizzata da quella frase finisco di sfilarmi la camicetta e sciolgo i capelli… butto giù un respiro profondo per non fargli vedere che stavo scoppiando di gelosia… avrei però voluto sapere, a quel punto, quale delle due preferiva. Così, mi avvicino a Luca e gli passo la lingua sulle labbra, lui risponde compiaciuto riempiendo di baci e saliva i miei capezzoli duri che s'affacciavano dal balconcino di pizzo nero. Detto fatto la sua mano si dirige verso Livia andandosi ad infilare dentro le mutandine. Anche la prima battaglia era già vinta… in tre a godere di quell'atmosfera calda ed avvolgente che si era creata senza avere progettato nulla… nata solo da un pensiero, ma cosi meravigliosamente eccitante e unico!
Quindi mi passa le dita all'interno delle cosce, e con esse s'avvicina alla mia fica. Ora possono trovare le piccole labbra, sento che si fanno spazio in me, sento che mi sto bagnando di piacere.  Trova il mio buchetto e mi penetra delicatamente con un dito, poi sento che ne infila un'altro prima di spingere a fondo. Penso di avere urlato quando ho sentito la sua lingua umida dentro me. Mi sono appoggiata sui gomiti e con le mani ho tentato di tirare ancora più su la gonna, poi l'ho lasciato fare. Mentre questo accade noto che Livia, sdraiata accanto a me, si sta eccitando nel vedere Luca leccarmi dappertutto!
Quella lingua mi stava facendo veramente godere, mi trasmetteva passione, desiderio e piacere. Una mano mi accarezzava il basso ventre fin dove poteva arrivare e l’altra univa le sue dita al gioco della lingua, stavo per perdere il controllo del mio corpo così l’ho fermato, ho preso la sua testa per i capelli e l’ho tirata su sino alla mia bocca. L’ho baciato e quando la mia lingua ha trovato la sua ho sentito il mio sapore. 
Livia, che nel frattempo si era goduta le attenzioni di Luca verso me, allunga una mano in direzione del suo cazzo e lo accarezza da sopra i pantaloni. Poi con una mano lo libera ed allora Luca l'aiuta porgendolo!
Lo passa sulla bocca di Livia, poi sulla mia... è duro e vellutato al tempo stesso, Livia gli mette le mani dappertutto e appena io mi distraggo approfitta per ingoiarlo con piacere.
Cosi, decido di lasciarglielo quel piacere, scivolo davanti a lei ai suoi piedi. Le tiro un po’ su la gonna, lei mi aiuta, e mi tuffo in mezzo alle sue gambe affondando la mia lingua nella fica di mia sorella. Mi eccito a dismisura.  Sento il mio corpo nuovamente pronto all'amplesso, mi stupisco di me, delle mie reazioni e comprendo il valore di un rapporto trasgressivo. Voglio trasmettere anche a Luca la mia eccitazione e la voglia che mi prende. Io e Livia c'è lo stiamo cucinando ben bene, non senza le coccole che merita e credo riusciremo a portarlo all'orgasmo.
Lui si inginocchia, e potrebbe spingerci con dolcezza il membro in gola, potrebbe costringerci a succhiarlo sino a farlo venire, ma sta al gioco, ha capito cosa vogliamo e per questo c'è tempo.
Rimani cosi dice Livia, in questa posizione, e si gira verso di lui con il culo fasciato da un meraviglioso reggicalze,in attesa della sua mossa.
Luca si avvicina e se la scopa da dietro con grande dolcezza mentre io, da dietro, gli bacio la schiena... dopo una decina di minuti tocca a me, prima che i suoi umori arrivassero a bagnarla s'infila dentro la mia fica caldo e prepotente allo stesso tempo.
Solo in quel momento noto lo specchio di fronte che ci riflette tutti... un magico insieme d'umori e di sapori che stanno esplodendo di desiderio.
Livia lo allontana da me,  lo prende per mano e lo porta in cucina. Quindi sale sul tavolo allarga le gambe, vi punta i suoi tacchi e incomincia a masturbarsi...
Ci guarda e sorridendo dice "fatelo qua, vicino a me su questo tavolo, voglio vedervi scopare fatelo vicino me"
Luca sorridendo mi fissa negli occhi. E’ eccitatissimo mi appoggia al tavolo mi allarga al limite le gambe. Mi penetra da dietro... mi da dei colpetti decisi e poi si ferma dentro un attimo facendomi gustare ogni sfumatura di quella penetrazione.
Poi lo lascio andare verso Livia, mi piace vederlo intento sui suoi capezzoli che sbucano dal balconcino e a quella libidine voglio partecipare anche io, non voglio perdermi nulla sono ingorda e infame, e lui lo sa che se anche lo sto dividendo con mia sorella rimarrà solo mio.
Mi piace guardarlo,  sento dal suo respiro affannato che sta per arrivare all'orgasmo. Il dono che gli stiamo dando è noi stesse, in quanto sorelle, e ciò rende noi due partecipi della nostra stessa pelle... 
Luca non riesce più a trattenersi e vorrebbe venirci addosso. Ci passa nuovamente cazzo sulla bocca... leccare in due la stessa asta era meraviglioso... ci dividevamo quel lecca lecca avide e ingorde... un lecca lecca dal sapore molto afrodisiaco anche perché mentre lo gustavamo, ci guardavamo nei occhi gelose l'una dell'altra!
Lui godeva compiaciuto pensando forse che la cosa si sarebbe potuta ripetere più frequentemente... ma arrivò quel suo orgasmo immediatamente seguito dal nostro.  Lui si lascia leccare io sento i suoi muscoli che saltellano al ritmo del suo orgasmo. Al termine si reclina verso di noi mi afferra la testa e poi quella di mia sorella, ci bacia con passione dicendo ringraziandoci di quel dono... mi guarda e mi sorride senza dire nulla. Livia ora la vedevo finalmente serena.
Dai vi dò dieci minuti per sistemarvi e farvi belle... ci attende un book fotografico. Vi voglio cosi, come vi ho possedute ora, reggicalze e tacchi! Siamo venuti qui per lavorare mica per divertirci...
Sicuri che siamo già venuti, dice Livia... sbottiamo tutti a ridere???


*


photo dal web

05 settembre 2010

In treno



Siamo in partenza io e mia sorella, abbiamo preso un treno che ci porterà qualche giorno a Roma. Siamo invitate al matrimonio di nostra cugina per il sabato successivo. Prendiamo posto, Livia si sistema al lato del finestrino ed io al suo fianco. Sistemiamo le valige e aspettiamo la partenza del treno. Quando vado per sistemare la borsetta ecco che vedo una rivista ripiegata, curiosa la apro e vedo che è un manuale di sesso, tipo kamasutra con tante foto esplicative. La faccio vedere a mia sorella e visto che lo scompartimento è vuoto, ci ridiamo e scherziamo su ma poi le chiedo... "questo l'hai mai fatto?"
"smettila dai... non essere sempre la solita!"
Non parla di buona voglia sull'argomento, è una ragazza molto molto riservata.
Mentre sfoglia la rivista arriva al capitolo lesbo, imbarazzata chiude la rivista e la piega sul portaoggetti che ha di fronte... Una voce maschile alle nostre spalle taglia quell'imbarazzo...
"Buongiorno signore, scusate il disturbo, devo prendere posto. Il numero 19 è il mio..."
Prego rispondo io! Ritiro le gambe sotto al tavolinetto per farlo passare.
Uffa... sbuffo infastidita, finita la pacchia penso! Non si potrà più chiacchierare in santa pace...
Lui mi si siede di fronte, un bell'uomo però! Avrà 50/55 anni, sguardo intelligente, capelli brizzolati e morbidi... un uomo composto e molto educato. Insomma mostra un'aria interessante che mi inizia ad incuriosire non poco... 
Ecco fatto! dice sorridendo... mentre piega la giacca sullo schienale, purtroppo dovrete sopportarmi, vado fino a Roma quindi fate come se io non ci fossi...
E te pare poco, penso...
Sta qua di fronte ha una camicia bianca che lo rende meravigliosamente accattivante... dovrei far finta che non c'è... ?(pazzo!)
In quel momento la sua gamba sfiora la mia, e sulla pelle mi passa una scossa. Per caso o l'avrà fatto apposta? mi chiedo
Ada nasconde la rivista sotto il maglioncino, ma l'uomo con la coda dell'occhio l'ha notata già da un bel pezzo.
Come vi chiamate ci chiede? E si arrotola la camicia ai gomiti, quel gesto per me è micidiale le camice ai gomiti arrotolate cosi m'ammazzano... non so ne il motivo ne il perché ma le braccia di un uomo e le sue mani che fanno quel gesto mi fanno impazzire.
Lo guardo e lui se ne rende conto subito...
Io sono Laura, lei è mia sorella Livia !Piacere mio risponde...
Io sono Giulio!... e tu cara Livia cosa stavi leggendo di bello?
Nulla risponde lei! 
T'imbarazza il contenuto della rivista?
No... risponde lei mentendo spudoratamente
Vedo che è interessata al capitolo lesbo? ribatte lui con un sorriso malizioso
Ma no! risponde Livia l'ho trovato qua anzi... stavo per metterlo nel cestino...
No, e perché mai annuì Giulio... fammi dare un 'occhiata! 

Lei gli passa la rivista, e Giulio senza il minimo imbarazzo la sfoglia e dice... Siamo tutti grandi e vaccinati… ti scandalizza vedere due donne che fanno all'amore?
Lei è diventata viola dalla vergogna! chi ci dice che l'amore etero sia quello perfetto? Quello che ci soddisfa a pieno?
Ti dirò... anzi, vi dirò... vedere due donne che si baciano e s'accarezzano intimamente per me è la cosa più bella che possa esistere.
Io sono senza parole, siamo qui con uno sconosciuto a parlare di un argomento imbarazzante ma al dir il vero molto intrigante.
Mentre sfoglia la rivista sembra eccitarsi, allunga la gamba e si strofina alla mia abbiamo le ginocchia vicine ed io in silenzio lo lascio fare. Mi piace pensare che magari sta avendo un erezione, e che osservando quelle due donne che si strofinano si sia eccitato a tal punto da volere il mio contatto.
Stringo le gambe sento le mie calze che sfregano la pelle, tolgo le scarpe sotto al tavolino e gli metto il piede sul suo cazzo. Lui avverte il mio tocco, il suo cazzo è gonfio e duro eccitato da tutto ciò che stava succedendo... Finisco di toccarlo perché il controllore è in arrivo. Giulio per togliersi dall'imbarazzo chiede? Siete sorelle? Si... rispondo io, sorelle e profondamente amiche... qualcosa che va oltre il legame di sangue. Sai, quel legame che si rafforza e rende speciale un rapporto scontato.
Giulio ci guarda, si passa la mano tra i capelli e si allenta la cravatta.
Fa un po' caldo dice sorridendo... l'argomento toccato da me sotto al tavolino gli stava accendeva lo sguardo...
Siamo solo noi tre nel vagone... Incominciamo a parlare di svariati argomenti e il viaggio diventa interessante. Le ore volano in fretta tra gli sguardi complici di noi due.


Verso le 21 arriviamo a Termini...
Posso domandarvi dove passerete la notte ragazze? Non sappiamo rispondo io siamo partite senza una meta precisa troveremo qualche B&B a poco prezzo nei paraggi...
Ma no, dice Giulio... vi ospito io, sono solo ed i miei sono alla casetta al mare. Per questa notte sono libero.
Livia guarda e mi fa cenno di no con gli occhi... io invece sento che mi posso fidare, anzi, volevo pazzamente andare da lui.
Emmh... dai su accettiamo! Siamo stanche e dove andiamo da sole in questa grande città a quest'ora??
Prendiamo un taxi che ci porta a casa sua, saliamo e sistemiamo la valige in camera... Ha una casa molto accogliente... sorridendo dice "fate come foste a casa vostra"...
Come chiudiamo la porta alle spalle, Livia inizia la ramanzina... lo sapevo! Ma possibile che non cambi mai?... uffffaaaaa quando fa cosi non la sopporto, la solita pippa, la solita prudente e malfidata.
Smettila! Possibile che non ti lasci mai andare a nulla di nuovo... le urlo arrabbiata! Mica ci mangia? Eppoi sembra una bravissima persona.
Innervosita faccio la doccia e dopo la fa anche lei, abbiamo indossato i nostri accappatoi e fatto qualche telefonata.
Dai andiamo a ringraziarlo... Livia dai andiamo da Giulio, lo salutiamo gli diamo la buona notte e poi a nanna!
Avevo una gran voglia di rivederlo anche solo un minuto ...
La prendo e la trascino nel corridoio. Giulio? toc toc? Giulio dormi? Di gia?
Nessuna risposta... ad un tratto la porta si apre e lui ci dice entrate su!
Non è ancora in pigiama ha solo sbottonato la camicia, è bellissimo la maglietta bianca lo fascia e lo rende virile e maschio.
I miei occhi incontrano i suoi e senza parlare si avvicina e mi bacia di colpo inaspettatamente, quel bacio era quello che con gli occhi mi aveva dato in treno mentre lo toccavo... 
Livia rimane allibita muta senza parole, imbarazzata al mille x mille, non capiva cosa stesse succedendo

Lui invece aveva già capito che solo io potevo coinvolgerla, solo io avevo il potere di farla sciogliere del tutto... così la prendo per mano e la trascino lentamente verso di noi.

Finisce con la mia bocca e dolcemente passa alla sua, scende con la lingua sul suo collo e con la mano mi tocca i capezzoli dentro l'accappatoio.

L'atmosfera si riscalda.
Ci prende per mano e ci porta sul letto… ci slega l'accappatoio e si mette in mezzo a noi due, ci bacia le spalle e con le dita ci disegna carezze. Sulla pelle… arida di tante cose che nessuno mai ci dona... Quell'uomo ha una tenerezza nel baciare che ti spiazza l'anima ed ha un sapore di buono che mi fa ricordare i lecca lecca che di nascosto rubavamo al nostro papà quando faceva il droghiere.
Livia mi guarda meravigliata ma non si allontana, ha bisogno anche lei di quell'uomo che ci vuole entrambe in modo cosi intenso...
Colta da raptus improvviso, comincia ad armeggiare con i suoi pantaloni fino a farli scivolare a terra… gli accarezza le gambe vellutate e li segna il profilo con le unghie dolcemente
Lui con le dita gli tocca lievemente la figa saggiandola e affonda le dita nel grondante calore, girando attorno al clitoride lentamente delicatamente beandosi dei mugolii di lei che ansima.
Io aspetto eccitata e li guardo, allargo le gambe e mi tocco, più forte, mi masturbo accovacciata sul letto. E' meraviglioso vedere Giulio che tocca la figa di Livia. Gli piace stare al centro di noi, se la prende comoda, la stende sul letto e la scopa davanti, più volte. Si toccano si leccano, mordono la carne l'uno dell'altro, e l'odore di sesso si sente in tutta la stanza.
Non potendo più stare a guardare ecco che la mia bocca cercare quella di Livia… Lei mi passa la lingua e poi la cede ancora Giulio.
Lui la tiene a gambe divaricate mentre lei si tortura i capezzoli continuando a cavalcarlo con un ritmo costante ad occhi chiusi e testa reclinata indietro.
Mentre sono sul letto vedo un paio di scarpe nere di vernice scivolo giù e le indosso, mi calzano a pennello, forse sono della sua donna...
Mi distendo sul letto e allargo le gambe aspettando Giulio che era ancora a stantuffare Livia.
Eccitato dalla cosa mi vede e mi porta sullo scrittoio che sta di fronte toglie i fogli e mi mette a carponi. M'afferra i fianchi e mi porta verso il suo cazzo duro che è li caldo ancora degli umori di Livia.
Mi allarga le gambe e me lo infila dolcemente, lo sento schizzarmi dentro morbido e umido.
Mi scopa, mi fotte con un ritmo che mi fa smaniare... Livia s'avvicina e gli bacia la schiena da dietro… gli struscia le tette sulla schiena…
Falle indossare un pò anche a lei ora - mi dice mentre mi sta scopando - ... io adoro le scarpe, e voglio vedere come le indossa.
Le sfilo e le passo a mia sorella.
A quel punto lui si inginocchia e gli lecca le gambe con la lingua, gli massaggia le cosce, lei si contorce, io m'avvicino di lato e la bacio sui seni.
Un incontro magico, fatto di voglie e di cose nuove da scoprire, di umori che si fondono ognuno nei desideri dell'altro... quei desideri che mai nessuno dei nostri compagni ha saputo, mai e poi mai, soddisfare.
Tra poco vengo dice Lui... sdraiatevi qua, voglio venirvi sopra! E lui eccitato dalle nostre lingue che lo leccano ci viene sopra le tette, e sopra la fica, le nostre dita toccano il suo seme caldo e ce lo spalmiamo addosso come nettare prelibato... gli stessi gesti quasi fossero stati predefiniti prima.
Tutto finisce, Livia abbraccia Giulio da dietro e io davanti, le mie mani e le sue s'incontrano e lei felice mi fa l'occhiolino.
Giulio ci lecca la bocca ripetutamente succhiandoci la lingua... dormite qua con me questa notte non andate in camera vostra...
E chi si muove, rispondo io, non ci penso nemmeno :)))))

*
photo dal web

23 ottobre 2009

Femmine


Succede che tra sorelle ci si confidi a volte,e quando poi si lavora insieme di tempo c'è ne a disposizione. Livia parla del suo matrimonio vicinissimo alla rottura definitiva, perché lei ha il sospetto che suo marito abbia un 'amante. La vedo triste e giù di morale, ed in certi giorni non so cosa darei per farla sentire più serena. Mentre stiro, lei riordina la cucina e da una stanza all'altra cerco di farla sorridere con delle battute... ma invano oggi non è giornata. Mi distrae il suono del videocitofono e lei mi dice di rispondiiii! Spengo il ferro da stiro e vedo una macchina bianca parcheggiata fuori la cancellata nera.
Apro? gli chiedo!? Visto che lavoriamo ogni mercoledì in una villetta in campagna è meglio assicurarsi chi entra e chi esce. Apro! la macchina costeggia la strada e raggiunge l'entrata. Mi avvicino e vedo scendere un uomo sui 55 anni, alto dai capelli brizzolati con una valigetta in mano. Mi guarda e sorridendo mi dice...."Buongiorno signora c'è suo marito? mi ha chiamato perché devo vedere il lavoro che debbo svolgere al piano di sopra. Mentre parla io gli guardo le labbra, carnose e disponibili alla parola e quant'altro si possa immaginare, sono in estasi ha una camicia aperta sui primi 3 bottoni che lascia intravedere la pelle, un paio di pantaloni blu, e al braccio sinistro un braccialetto di perline rosse. Ummmhh.... particolare il tipo penso... ora toglie gli occhiali come per dire "ma questa che guarda a fare"?.
hem... mi scusi, si chiama? per togliermi dall'imbarazzo e lui... Sergio!
Ok Sergio, mi sa che oggi ha sbagliato giornata il padrone non c'è e noi siamo le ragazze che vengono a fare le pulizie ogni mercoledì.
Uffa! sbuffa infastidito e pensare che mi son fatto un bel poco di km e con questo caldo che avete qua non è stata proprio una passeggiata per trovarvi poi ho dovuto cercare non poco.
Comunque gli rispondo non posso farci nulla... se vuole entrare, le posso offrire un caffè e poi magari ritornerà un'altro giorno
Acconsente un po' infastidito.
Entra posa la valigetta sul tavolo di legno della sala e si siede.
Però dice guardandosi intorno... mica male qua!
Beh si rispondo io il vedovo non se la passa male, lui ride alla mia battuta...
Vado a prepararle il caffè... ok risponde Sergio, faccia pure.

Accendo la macchinetta e prendo le tazze dalla vetrina mia sorella era nella stanza accanto e mi raggiunge subito chiedendomi "Laura chi è il Tizio?" mah... un geometra venuto qua per un lavoro, ma lo sai... qua è difficile trovare qualcuno che ti dia retta. Bello però dice Livia, sorridendo lo guardiamo ma hai visto che classe dico io... lei si hai ragione!! e quanti capelli ricci... ammazza che macchina che ha...zitta che ti sente, dai su smettiamola non diamo una brutta impressione, portiamogli il caffè. Prendo il vassoio e insieme andiamo da lui. Ah finalmente, non arrivava mai questo caffè dice scherzando....
Si zucchera il caffè e porta la tazzina alle labbra e cosa ho provato in quel momento non so spiegarlo, quella bocca mi stava creando un certo travaglio mentale lui finisce il caffè e guarda Livia e poi me...
Ma siete sorelle? ci chiede, si vede tanto rispondo io...?
Si! siete uguali a parte gli occhi vi somigliate moltissimo!
Comunque io sono Livia... ed io Laura... piacere ragazze siete la cosa più bella oltre al mare che ho visto nel mio viaggio
Ci da la mano e s'avvia verso la porta .Ok vado grazie del caffè!
Ma in quell'istante mentre siamo vicini all'uscita a Sergio cadono dei foglietti che aveva nella cartelletta, Livia si china per raccoglierli e lui malizioso la guarda sotto la gonna. Nel sollevarsi si sfiorano e qualcosa accade... Sergio la prende e l'appoggia al muro, le da un bacio, poi prende anche la mia mano e se la porta sul cazzo.
"Andiamo sul divano... chiudo bene la porta e tiro la tenda della sala... " Sergio si siede sul divano giallo di pelle e noi due incominciamo a spogliarlo. Livia gli sbottona la camicia, ed io i pantaloni... Mani bocche,unghie sul suo corpo su quello sconosciuto così meravigliosamente attraente

E’ nudo, il suo pene diritto è grosso. Ora tocca a me, voglio sentire il suo odore, il suo sapore mi inginocchio davanti a lui e inizio a succhiarglielo. Lui urla di piacere, tirandomi la testa verso di lui, per farlo entrare più in profondità nella mia bocca mi metto di lato in modo tale che Livia possa guardare. Dopo lei toglie le mutandine e si siede sul suo cazzo dritto che aspetta d'esser cavalcato a dovere, lui con le dita lo sistema in modo che possa entrare tutto fino in fondo.
Livia è felice, gli noto nello sguardo una rivincita, una felicità che da molto tempo non aveva negli occhi, la fiamma del piacere si era riaccesa anche per lei. Poi non immaginavo mai quanto potesse attrarmi mia sorella... a saperlo, me la sarei già scopata da un pezzo... proprio una gran figa!!
Sergio ansima e con le mani gli tortura i capezzoli poi passa al culo bello sodo... gli da il giusto ritmo e l'affonda a dovere. Livia apre le gambe per farsi scopare tutta. Dopo avergli dato un bel po' di spinte si solleva e mi da la mano, vieni mettiti con le gambe aperte qua... distenditi voglio scopare anche te. Mi stendo allargo le gambe metto i tacchi intorno ai suoi fianchi e lo spingo dentro me. Il suo cazzo è caldo e la sua cappella mi sfrega deliziosamente il clito, poi s'abbassa con la lingua e me lo succhia e me lo lecca da su a giù con la lingua come se volesse cercare l'inizio di me.
L'eccitazione è indescrivibile. Preso da noi due, non vuole smettere e noi due pretendiamo le sue attenzioni, i nostri odori si mischiano, e ognuna di noi vuole essere scopata all'infinito. Giratevi dice Sergio... mettetevi tutte e due a pecora sul divano, lasciate le scarpe mi eccitate da morire
Prima si dispone Livia ed io vicino a lei.
Sergio si strofina il cazzo e lo dirige verso Livia che aspetta vogliosa, "hai la figa umida dice... umida da leccarla all'infinito".
S'abbassa alla sua altezza e la scopa, gli da dei colpi continui e lei si torce sulla schiena... si tiene ferma allo schienale del divano, Sergio irrefrenabile passa a scopargli il culo.
Io non c'è la faccio più... lo voglio anche io... lo tiro verso di me aprendo anche la mia figa, s'abbassa e incomincia a leccarmi nuovamente. Lo sento entrare dentro più volte ed io mi apro ad ogni sua spinta carnale. Sto per venire dice Sergio... e s'avvicina al seno di Livia che, pronta, glielo accoglie in mezzo poi lo passa anche a me. La sua sborra calda c'invade ci gratifica ci rende femmine.
Ma non smette vuole guardarci ancora... siete bellissime ci dice, sedetevi a gambe larghe mentre mi vesto e masturbatevi per me!
Sergio prende i pantaloni dalla sedia e gli slip e si incomincia a rivestire, non è uno spogliarello io lo chiamerei "vestirello" perché quando un uomo si riveste è sensualmente meraviglioso e masturbarsi non è affatto difficile.
Sono i suoi dettagli che m'accendono nel guardarlo, il modo che ha di sistemarsi l'orologio o tirarsi su la lampo dei pantaloni che mi fa sditalinare ancora....
Si riavvicina lecca Livia e poi me dicendo:
"voglio portarmi via questo sapore oltre a quello del vostro caffè...!"

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01 luglio 2009

L'attesa



Sono salita come ogni mattina al secondo piano, fa un caldo tremendo e mi sono svegliata con un poco di malessere generale. Cerco le chiavi nella borsa... apro la porta, la casa è sempre vuota, tutti sono al lavoro anche Paolo dovrebbe esser già uscito. Invece con meraviglia noto che la sua giacca è li sul divano. Non ci penso più... mi reco in cucina, cerco i detersivi e l'aspirapolvere per iniziare a lavorare
Riempio un secchio d'acqua dal lavandino, apro le persiane, esco sul balconcino della sala per pulirle le accosto dal di fuori e lascio lo spazio tra una e l'altra per facilitarne la pulizia. Mentre sono quasi a meta' del lavoro sento un rumore provenire dalla camera da letto, guardo bene e dalla persiana semichiusa vedo Paolo... è sceso a prendere qualcosa, senza scarpe, con addosso solo un paio di boxer che addosso gli stanno una meraviglia.
Non mi ha vista, e non sa d'esser osservato. Nel guardarlo mi mordo le labbra e spiarlo mi eccita da pazzi... non l'avevo mai visto cosi'. Lui sempre ben vestito sempre in giacca e cravatta... cosi è più sensuale, più intimo. Di certo una situazione informale di uno che non sa di essere spiato.
Il mio respiro si fa silenzioso e, un po imbarazzata, mi rendo conto di non riuscire a togliergli gli occhi da dosso... qualcosa dentro me mi sta dando un gran calore. Mi scopro con le mutandine bagnate. Lui, nel frattempo, prende un bicchiere e si versa un liquore da bere. Poi, si passa una mano tra i capelli...
Dio! quant'è bello....Voglio ricominciare a respirare, voglio farmi notare... mi piace però tanto anche star li a guardarlo.
Va in bagno togliendosi la camicia nel corridoio, suppongo quindi che stia per farsi una doccia. Lascia la porta socchiusa... sento l'acqua che scorre e decido d 'avvicinarmi di nascosto. Mi decido... entro!
Le vetrate sono appannate e lui non mi vede... è di schiena. Apro lentamente il box della doccia e inizio a toccarlo da dietro, gli carezzo il collo… le spalle ha tutti i capelli bagnati... stranamente non ha una reazione, non si muove, non parla... non mi aspettavo questo ma, è segno che stesse aspettando le mie mani. 
Percorrono ogni centimetro di lui tra la schiuma ed il getto d'acqua... scendo sui glutei e poi, senza più ritegno, cerco le sue palle ora cariche di schiuma profumata.

Ed ecco che si gira e mi sorride, ora ho la certezza che mi stesse aspettando... chiude l'acqua e mi fa inginocchiare tra le sue gambe... il suo cazzo è duro ed umido... lo catturo tra labbra e lingua. Lo assaggio, lo lecco e lui con le mani mi trattiene verso di lui... me lo infila oltre le tonsille. Poi, sfilandolo, mi gira di schiena, io appoggio le mani sulle piastrelle per non scivolare, mi sbottona la divisa e mi trova i capezzoli nel balconcino nero, incomincia a leccarmi la schiena ed il collo. Un turbinio di vibrazioni. Ora stavo in doccia anche io... mi sussurra "ti voglio"... e da un poco che ci pensavo...
"son rimasto a casa apposta ho finto di star male oggi, sapevo che dovevi venire"... così dicendo mi spoglia di ogni mio abito e di ogni ritegno.
Inizia quindi ad accarezzarmi le cosce a mano piena, infila le dita dentro la mia vagina e con la bocca mi succhia la lingua. La sua saliva è crema per il mio cuore! E miele per la mia pelle assetata... un pezzo di un desiderio che si stava realizzando.
La sua carnagione chiara sembra emettere una luce propria, è cosi che mi domina. Non è lui a entrare, ma io a introdurlo in me. Non è lui dentro di me, ma io che avvolgo lui. Il suo movimento è avvincente, una lusinga una promessa, un offrirsi e un immolarsi. 
Lo sento caldo dentro, gonfio, sento che sta per esplodere... lo lascio fare fino all'ultima goccia. Ora è la sua bocca, i suoi denti a lambirmi la pelle, cosi' come l'avevo sempre immaginato e con una punta d'invidia solo osservato.
Mi rimane dentro, il suo seme mi cola tra le gambe.
Esce dolcemente ed io l'abbraccio e lo trattengo a me
Gli chiedo..."ci sara' una prossima volta?" 
Lui e mi bacia sugli occhi mi sussurra "mi hai fatto godere come nessuna… pensiamo ad oggi. Ora rivestiti che ho davvero fatto tardi..."
"Subito, ma prima ti preparo il caffè!"


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10 aprile 2009

Il posto delle mele


Francesca ed io ci conosciamo da due anni... la nostra amicizia è nata per questioni di lavoro e ogni tanto ci scambiamo anche delle confidenze. Lei è molto al passo con i tempi, un passato burrascoso alle spalle, due figli ed un divorzio imminente, si mantiene facendo la segretaria all'Università qui in puglia. Mi capita spesso di portargli della frutta a casa oppure, insieme, ci piace andare a raccoglierla dall'orto di un mio amico passando così qualche pomeriggio in campagna. Capita così una domenica che Francesca passa a prendermi con la sua auto per andare a raccogliere. Prendo due cesti di vimini, li carico in macchina e via... si parte. Dopo una ventina di minuti arriviamo, io ho le chiavi scendo... apro il cancello scorrevole e la faccio entrare, perché la strada poderale è stretta e non ci si può parcheggiare. Scendo le ceste e ci avviamo verso gli alberi da frutta, in questo periodo maturano le mele, e lei ne è ghiotta assai. Prendo la scala di legno a pioli e l'appoggio all'albero. Francesca soffre un poco di vertigini così salgo io per prima. Fatti quei pochi gradini, la mia visuale assume contorni inaspettati. Oltre il muretto a secco di confine, poco più avanti, c'è un uomo che dipinge nel proprio giardino... è di spalle e quindi non riesco a distinguerlo bene. Non ha però l’aria d’essere uno del luogo, poi che dipinge... figurati!! 

"Ehi... - dice Francesca - cosa guardi?" 

“Zitta - rispondo - non urlare c'è un uomo qua di fronte che dipinge...” 

Lei di rimando, da buongustaia... "com'è il tipo, è bono?" 
"Dai Fra'... smettila, sempre agli uomini pensi? E' di spalle e non riesco a vederlo." 
"Ok - replica lei - sbrigati allora, raccogli questa frutta e scendi!" 
Incomincio a raccogliere la frutta ma lo sguardo mi va sempre li, su quelle spalle che mi stanno distraendo assai. 
"Uffa, ma ti sbrighi? - grida Francesca - mi sto stancando a tenerti questa scala... Ho capito vado a vedere chi è!" 
"Sarà di sicuro qualcuno che è venuto in ferie". La curiosità stava prendendo anche lei, eppure tanto. Si avvia quindi verso il cancello e mi lascia sulla scala da sola. Io sono sfacciata, l'ammetto, ma una faccia di bronzo come Francesca, in vita mia, non l'avevo mai vista...


"Scusi signore... ehi dico a lei?... Signore? ...Si dico a lei... cosa dipinge???..." 
Ed eccoci arrivate, come due sceme, davanti ad uno sconosciuto che dipinge. Gran bella figura! Quel signore, girandosi verso di noi, si alza e ci viene incontro. E' molto alto, ha un viso disteso e da l'idea d'essere una persona a modo. 

"Buongiorno ragazze, siete del posto??? MA che belle siete! Qual buon vento vi ha portato in questo luogo solitario? Pensavo di passare tutto il pomeriggi tra pennelli e questi bei alberi ma mi sbagliavo, ora ho altro d'ammirare." 

"Maledetta... lo sapevo - gli sussurro -... ehm grazie si, siamo di qui io mi chiamo Anna e lei è Francesca. Siamo qui a raccogliere la frutta quando dall'alto della pianta l'abbiamo intravista, sa… ci ha incuriosito perché un pittore da queste parti non s'era mai visto... e così eccoci qua..." 
"Piacere mio, visto che ora ci siete potete farmi compagnia sempre vi aggrada, anzi... potreste farmi da modelle, sono due giorni che dipingo natura morta. Qualcosa di splendidamente vivo non mi dispiace affatto!" 
Francesca mi guarda basita e mi strizza l'occhio... io gli do un pizzicotto sul braccio, ma inutilmente... lei acconsente per entrambe - "ne saremmo liete, con piacere, e quando ci ricapita di essere modelle"! 
L'avrei ammazzata giuro ma ormai la frittata era fatta. 
"Ehm... lei si chiama?" 
"Sergio, scusatemi non mi sono presentato... sono di Ancona. Qui solo per rilassare la mente in santa pace... potrei io venire dal lato vostro? Gli alberi sono più belli e carichi di frutta. Facciamo così, voi continuate a raccogliere la frutta mentre io vi ritraggo." 

"E lo sapevo... questo ci vuole modellare o scopare? Ma sei tutta scema tu?... bisbiglio nell'orecchio di Francesca. Dai lasciati andare è un'esperienza nuova, chissà che non sia piacevole alla fine..."! 
Così, di nuovo sotto la pianta, riprendo il cesto e molto stizzita mi avvicino all'albero. Sergio si siede, sistema la sua tela e i pennelli e incomincia a dipingere, prima di salire sulla scala mi volto e, per un attimo, i suoi occhi incontrano i miei. Sicuramente, vedendomi alterata, si rende conto che la cosa non mi garbava molto... 
Si alza e viene verso di me chiedendomi "posso?" - "Cosa?" - rispondo io- 
"Posso scioglierle i capelli?" ma senza avere risposta già l'aveva fatto togliendomi la forcina dai capelli. Non pago, con estrema confidenza, mi sbottona un poco la camicetta e poi si avvicina a Francesca... le toglie la collana dal collo e le solleva leggermente la gonna sopra al ginocchio... "in campagna non si va con le collane!" - asserisce. Ci guardavamo esterrefatte... mai visto un tipo così sicuro di se... quelle sue mani di un caldo accogliente, che era bastato sfiorarmi e quel piccolo tocco per avermi quasi rilassata... 
"Dai, fate finta che io non ci sia... raccogliete la frutta come facevate prima..." 
Mentre io salgo sulla scaletta però lui si riavvicina, incomincia a carezzarmi le gambe sulle calze nere... 
"voglio stare un po' qui, fatti guardare..." 
Non c'era un perché a tale disarmante richiesta. Quindi non gli dissi nulla che assomigliasse ad un "no". Sentivo quelle mani calde salirmi addosso, su fino al reggicalze... Francesca, li vicino, mi guardò ed io non trovai una parola, non c'era una valida, ne motivo, ne una giustificazione... così la vidi avvicinarsi all'uomo e, d'istinto, chiedergli: "c'è qualche carezza anche per me?" 
Sergio sempre preso dall'esplorazione, si piega a porgerle la bocca... si baciano, si leccano, avidi, mentre con le dita lui è già dentro la mia figa... me la esplora con delicata perizia come se fossi sua proprietà, come volesse esplorarmi i desideri... l'atmosfera si surriscaldata. 
Bacia lei e contemporaneamente masturba me con le dita. 
"Scendi di qualche gradino, dice, voglio annusarti e tu, rivolto a Francesca, inginocchiati qua tra le mie gambe"! Obbediamo entrambe come fossimo in trance possedute da una foga inconsueta. Dall'alto lo guardo, la guardo... lui ha le dita sporche di colore, sporche di quel blu orizzonte che vuole farmi sentire. Scendo ancora due gradini mentre lui, con il viso, si sposta sotto alla mia gonna. Sposta con sapienza lo slip e la sua lingua mi arriva per direttissima nella figa. Francesca, ai suoi piedi, gli ha aperto i pantaloni, e tiratogli fuori il cazzo, lo sta spompinando di gran gusto. Sergio gode da pazzi e lo spettacolo è davvero eccitante... la sua lingua entra ed esce dalle mie mutandine, la posizione non è delle più comode ma riesco a gustarmi bene anche i loro movimenti e la cosa amplifica il piacere oltre ogni immaginazione. E' un piacere intenso, completo, mai avuto prima. Le sue mani mi vanno dentro ovunque, sono eccitata da morire e lui non è da meno in quanto Francesca, da sotto, gli lecca le palle come una cagna in calore... sale e scende da quell'asta con una fame feroce. Non me la sarei mai aspettata così porca... nel frattempo Sergio gode, alla grande... ha la sua mano sulla testa di Fra' per dargli il giusto ritmo. "Venite qui da me belle ragazze... ora voglio scoparvi entrambe!" 
Scendo definitivamente dal quel mio strapuntino e ci spostiamo vicino al capanno... mi metto al lato di Francesca che ha già divaricato le sue cosce, senza ritegno, la guardo e decido di regalargli un'alternativa, così mi giro e gli porgo il mio gran bel culo... lei è di fronte Sergio, lui ha il cazzo dritto e duro, se lo fa succhiare ancora un poco da lei ma poi mi raggiunge e lo poggia sulle mie natiche... lo struscia bene bene poi si mette le dita in bocca, e le bagna per lubrificare per bene il suo cazzo. 
"Cosi ti scivola bene dentro, sai Anna, vedrai ti piacerà!" 
Fu proprio vero... il suo cazzo entrò dentro al mio culetto in un attimo... ci sono vie del piacere che hanno bisogno di umori per dare il massimo... entrava e usciva con il giusto ritmo della passione... l'asta mi scivolava dentro e fuori. Ad ogni affondo era un sussulto di piacere... 
"Ora a te Francesca, allarga bene bene, ti porto il mio regalino li nella tua tana regale" Francesca appoggia così una gamba sulla scaletta permettendo a lui di penetrarla facilmente sotto ai miei occhi... la scena è molto erotica... vederli scopare sotto ai miei occhi mi fa sbavare dall'eccitazione. La scopa, la allarga, la morde sul collo, la strizza, poi lo estrae e gli passa il cazzo sulle tette e via di nuovo tra le cosce a pettinarle la bionda conciatura della figa. Dopo un poco, torna a corteggiare le mie tette, mi catapulta il seno fuori dal balconcino e incomincia a succhiarmi i capezzoli, poi prende una mela dal cesto e la porge a Francesca... "Mordila gli dice! Mordila... fammi vedere come lasci i segni." 

Francesca anch'essa eccitata, morde la mela tenendola con una mano mentre con l'altra gli carezza le palle. Era un insieme di sospiri di tette che si sfioravano... le mie e quelle di Francesca... ci ritrovammo a limonare come cagne infojate mentre lui entrava ed usciva dai nostri buchi come fosse il padrone, con le sue mille mani. Tutto si stava mischiando e tutti ci leccavamo a vicenda senza ritegno. Quasi esauste ci stendiamo vicine sul prato, poi Francesca prende la mela e me la mette tra le cosce incominciando ad accarezzarmi mentre Sergio è intento ad esplorarmi la figa... si stende anche lui su di noi e ci scopa entrambe, una attende l'altra... una gode del piacere dell'altra... vedo il reggicalze di Francesca sul prato mischiato alle mele, il mio reggiseno impigliato sulla scala... siamo nude, a disposizione di quest'uomo che ci sta scopando. 
"Dai vi voglio insieme... ora leccatevi a vicenda"! Eravamo talmente eccitate che Fra’ non se lo fa ripetere, incomincia a succhiarmi alla grande un clito bollente. Sergio, visto l'andazzo, comincia a leccare la sua di fica, poi si alza e la penetra di gusto da dietro. Il piacere al massimo ed i nostri orgasmi sempre pronti a fioccare
"Dai Anna, invertitevi così mentre Francesca ti lecca, tu mi succhi l'uccello... ho voglia di regalarti tanta bella panna da spalmarti ovunque. 
La mia lingua è ora sull'asta di Sergio mentre, tra le mie gambe, Francesca succhia come ape regina il mio miele. Poi ci volle assieme sulla sua asta a gustarci il proprio latte. Lui ora godeva violentemente e mentre si teneva le due bocche sul pezzo, ci carezzava i capelli spronandoci a non smettere... a continuare. Eravamo lì, ai suoi piedi, pronte a gustarci quello che la natura ci stava offrendo... Il suo cazzo non tardò dal riempirci la faccia di sborra mentre continuavamo a leccarlo fino a quando la sua mano non lo portò per un giro d'onore tra le nostre tette, sui capezzoli induriti dal piacere... 
Dopo l'inaspettata scorpacciata di cazzo che facemmo, io e Francesca potemmo constatare sulla nostra pelle che, le mele, vantano inaspettate proprietà per favorire la digestione. Il giorno dopo eravamo nuovamente sul posto, pronte a raccogliere nuove ceste di frutti ma... non trovammo più alcun pennello! 


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Cioccolatanera
fotografia: Irina Nekeldicova

10 giugno 2008

Acquablu


Finalmente è arrivato agosto, io e Lina decidiamo dopo un anno di faticoso lavoro di prenderci un po’ di riposo. Vogliamo qualcosa che ci rilassi veramente, non la solita vacanza… niente figli, niente mariti solo io e lei. Una settimana da dedicare alla cura del corpo e dell'anima (messa a dura prova dalle circostanze).
Faccio un giro su internet e cerco un centro benessere dove prenotare. Per ovvi motivi che non sto qui ad elencare scelgo Bologna... Eccolo qui il centro benessere "Acquablu'", mi sembra invitante. Sul sito dice che... “coperti di un solo telo bianco, ci si prepara ad un viaggio verso se stessi, ad un momento di ascolto profondo del proprio corpo, di abbandono e di meditazione”... Mica male! 
Faccio la mia prenotazione e decidiamo di partire la settimana successiva. Lina è molto entusiasta ed approva subito la scelta. Arriviamo quindi a Bologna di pomeriggio, ci fermiamo giusto il tempo di un caffè e poi di corsa scappiamo a tuffarci in quella atmosfera surreale. Arrivate al centro, tutto sembra perfetto, una ragazza con un camice bianco molto bella ci accompagna in camera e ci descrive il programma, gli orari e le regole che dobbiamo seguire. Lina è stanca vuole riposare io invece, che dormo appena il tempo di far fare al cervello una pennichella, incomincio a curiosare in giro.
Scendo nel piano terra adibito ai massaggi, e guardo gli orari de "massaggio con olio essenziale ore 18". Non voglio perderlo assolutamente, cosi vado a svegliare quella li che, ahimè, non la svegliano nemmeno le cannonate. Scende dal letto finalmente ci prepariamo e scendiamo. Apriamo la porta e due lettini comodi comodi aspettano d'esser provati… manca il massaggiatore però… qualcuno che ci faccia sentire un po’ di quel benessere dimenticato da un pezzo! La porta si apre ed entra un uomo con un camice verde, occhiali da vista mani bellissime portamento elegante... Lina mi lancia un'occhiata meravigliata perché magari s'aspettava una massaggiatrice donna e invece è arrivato lui... sinceramente non mi preoccupo più di tanto e incomincio a cercare di creare un po’ di atmosfera confidenziale...
Lui è discorsivo... si esprime bene insomma... in semplici parole è “bono”! 
- Da chi incominciamo dice? - ehm mi scusi, ribadisco io, quale è il suo nome per favore?
Pietro risponde lui! sistemandosi gli occhiali. 
- Beh faccia lei tanto siamo uguali. Abbiamo riso... e la mia battuta ha smorzato un po’ l'imbarazzo di Lina che uffa, quant'è precisa. Anche prima d'aprir bocca Lina prende le misure, poi la distanza, poi la cerca su Google e, se io avessi avuto il suo carattere, ora non sarei qua a raccontare nulla.
- Bene! Signorina si sdrai a pancia in giù… Gulp! guardava me!... Pietro si tira su le maniche del grembiule, prende un olio dal tavolino, ne mette poche gocce sulle dita e incomincia a massaggiarmi la schiena. Il telo mi copre solo il bacino e le gambe, ho legato i capelli dietro la nuca e trovarmi il collo per lui è un gioco da ragazzi. Ha le mani morbidissime, incomincia a scendere sui fianchi usando dei movimenti che avrebbero rilassato anche un leone. Mi piaceva il tutto, non avevo nessunissima intenzione di muovermi da li e lui sembrava percepisse la mia partecipazione al suo lavoro. Mentre mi massaggia mi chiede "le piace?"...  cosa rispondergli? Si mi piace un sacco... lui s'appoggia con il bacino vicino al lettino e sfiora il mio fianco destro, noto che sta avendo un'erezione e la cosa eccita anche me. Vede che non mi sposto e incomincia a spingere, mischiando il massaggio alla spinta del suo cazzo, grosso, che pulsava contro me. Non ero imbarazzata anzi... giro la testa verso Lina che era sull'altro lettino vicino al mio, e gli faccio l'occhiolino lei capisce il messaggio subliminale e accenna un sorriso...
Lascio fare Pietro, mi piace il tutto e appena mi dice si volti Laura, io mi giro. Lui aspetta che io mi sistemi e con mia meraviglia mi toglie il ferretto che tiene legati i capelli dicendomi... "Lasciali cosi, mi ricordi qualcuno che ho amato tanto..."
Si china e mi bacia le labbra la sua lingua saporita mi lecca il contorno della bocca e la sua mano profumata d'olio di rose scende nella mia fica, infila il dito e incomincia ad accarezzarmi.
Solleva la testa verso Lina e dice sorridendo tra un po’ vengo anche da te o meglio, vieni tu qua insieme a noi sei bella quanto la tua amica ed ora vorrei essere l'uomo dalle mille dita per forgiarvi insieme. Lina lascia l'asciugamano e si siede sul lettino Pietro apre la zip e fa uscire il suo cazzo. Ci guarda leccandosi il pizzetto dicendo..."mmhh voglio scoparvi insieme..."
Siamo a gambe aperte, lui passa nella fica di Lina... le sue leccate diventano intense e profonde e guardarli mi fa' morire d'eccitazione.
Con le mani le apre le labbra e poi passa al clito, lo sistema come i petali di un fiore e lui ora è l'ape che succhia e gusta il prelibato nettare. Dopo, si solleva e si mette tra le mie gambe con il cazzo è tra le mie tette... me le sfrega, le stringe, mentre Lina mette fuori la lingua facendogli capire che ha voglia di prenderlo in bocca. Pietro è nudo con indosso solo il suo camice verde, il suo meraviglioso cazzo spicca eretto e sembra una spada che ci vuole infilzare nella fica. Lina scende dal lettino e gli succhia le palle mentre io mi lecco l'asta… le mani di Pietro ci accarezzano la testa mugolando di piacere e noi, inginocchiate ai suoi piedi, a turno lo seghiamo. Basta dice lui o vi vengo in bocca. Appoggiatevi alla mia scrivania… io salgo su, sposto i suoi registri e mi distendo su a gambe aperte mentre Lina, di culo, gli porge la fica… ma prima entra in me. Sento le sue palle che vogliono arrivarmi dentro e più' spinge più allargo le gambe.
Lina aspetta il suo turno vogliosa... intanto prende dalla scrivania un oggetto e se lo struscia ed infila nella fica bollente... si masturba nell'attesa, si prepara perché Pietro la possa trovare pronta e umida quanto basta. Lui, notata la cosa, prende quel dildo improvvisato e Lina gode, mugola e lui allora alterna il dildo alla lingua. Lei urla di piacere. Pietro è quasi li li per venire... ha il cazzo gonfio e lo infilza dentro Lina. Lei lo sente, duro come non mai, incomincia a stantuffarla. Pietro in quell'istante prova un piacere indescrivibile, un calore che agli arriva fino alla punta del cazzo, un piacere mai provato prima…
Godiamo assieme tutti e tre, se non fosse chiusa quella parte della villa... ci avrebbero ascoltati. Ora siamo un unico corpo, un unico culo. Le spinte di Pietro si amplificano e arrivano al culo e alla fregna di Lina che gode come un'ossessa. Questo è una pomeriggio magico... da ricordare. Io scendo dalla scrivania e mi metto dietro a lui, voglio godere della sua spinta... gli carezzo le palle e, mentre sta per venire, mi giro e mi scopa il culo. Lo infila dentro delicatamente, prima la punta accorgendosi anche che prima di lui nessuno aveva valicato quella parte. Si mette la saliva sulle dita e me le passa sul buchetto... Lina mi aiuta aprendomi pian piano lo sfintere ed eccolo tutto dentro mentre le sue palle mi esplodono tra le cosce turgide, ora ...
Il suo sperma caldo mi cola tra le gambe. Lina, fattasi scaltra, con la lingua lecca le mie cosce e insieme alla mia pelle anche gli umori meravigliosi di Pietro!
Tutto si compie... la scopata è splendida. Esausti e soddisfatti, ci sediamo sul divanetto che e' nell'anticamera. Lina, ancora infojata, si struscia alle spalle di Pietro mentre io gli lecco le labbra e lo ringrazio per la tanta amorevolezza e cura riservataci. Le sue mani sono caldissime e morbide, ora capisco perché son cosi belle. Le sa usare bene e poi, alla delicatezza delle mani, sa aggiungerci quella della mente, ed ecco qua che nasce qualcosa di speciale!

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photo dal web

07 gennaio 2008

Il mio padrone



Solitamente il venerdì non lavoro e la mattina mi piace starmene più tempo a letto, svegliarmi senza la fretta della settimana addosso... il letto è vuoto, mio marito è andato già al lavoro. Non mi ha svegliata per preparargli il caffè. Le lenzuola sono fresche, mi piace il cotone sulla pelle ancora abbronzata. La luce prova ad entrare dalla tapparella abbassata… allungo la mano per cercare il telecomando dello stereo sul comodino e la mano mi passa sul cellulare che proprio in quell'istante incomincia a vibrare. E’ il numero di Lorenzo, una persona tanto a me cara deve per forza avere un numero speciale e segreto! Prendo il cell al buio e leggo Lollo :-), si sveglia sempre prima di me. A volte è lui a darmi il buongiorno e se lo dimentica, lo faccio io. C'è una foto sua con scritto baby… adoro i suoi messaggini, adoro il suo modo di svegliarmi, adoro il suo parlare, adoro la sua mente così pulita ed a volte tagliente più di un rasoio affilato! Un uomo deve esser così, ti deve scovare l'anima, ti deve capire senza che tu muova un dito… è questione solo di intelligenza mischiata ad un sano intuito, degno di un investigatore privato! Conosco Lory dal 2002, sono già 5 anni che ci scambiamo pareri emozioni, voglie e siamo diventati amici... anzi, super amici! Siamo due persone sposate ma mai sposate... siamo giacca e cravatta, siamo pelle e carezza. 

Ma veniamo al messaggio… nell'mms  si vede lui seduto sulla sua poltrona, in ufficio, con un dito sulla bocca. Sa che adoro le sue mani, sa che mi piace come si veste sa che mi piace tutto di lui, sa che vado in tilt "emozionale" quando vedo una sua foto! La osservo metto in dimensione originale e me la sfoglio attimo x attimo come se stessi leccando un cucchiaino di nutella. Gli guardo gli occhi, la bocca che leccherei a non finire, l'immagino legato a quella sedia con le braccia dietro lo schienale con la camicia aperta davanti. Una sciarpa di seta servirebbe per bendargli gli occhi, non dovrebbe vedere nulla... dovrebbe solo sentire la mia lingua e il mio odore, le mie dita che lo frugano e lo mettono a nudo! 
Il lavoro può attendere... con gli occhi chiusi lo posseggo tutte le volte che mi piace, e quando gli scrivo "voglio vederti" lui sa cosa voglio anzi sa di cosa ho voglia. Continuo a non aprire gli occhi, debbo godermelo tutto fino in fondo. Questa mattina ho voglia della sua voce del suo respiro e tra le dita il cell incomincia a vibrare... è lui che mi richiama. Apro il cell e rispondo ma dalle poche parole che ho capito in risposta al mio "pronto " sono state parole di lavoro... Gli era partita forse per sbaglio la chiamata ma ascoltarla anche per pochi secondi è stato un tuffo al cuore. Ho richiuso educatamente e sorridendo sorniona ho messo le dita nelle mutandine volevo cercare li la sua lingua, volevo sentirlo in mezzo alle gambe, ero umida ed eccitata e allo stesso tempo arrabbiata con me stessa, perché con lui è così non riesco a controllarmi, perché la mia determinazione fa così ogni qual volta sento la sua voce o lo vedo! Continuo a salire sul mio corpo l'aspetto a gambe aperte come una madre aspetta un figlio con la devozione che solo il cuore sa dare, sarei li ad accogliere il tuo latte sulla mia lingua, sul mio seno, ovunque. Il respiro mio diventa affanno e non riesco a smettere questa foto mi ha svegliato i sensi...mi ha creato la voglia di scoparlo li,proprio su quella scrivania. Quante volte ho sognato di farlo solo Dio lo sa. L'orgasmo sta per arrivare e quando accade io mi passo le dita sulle labbra e sollevo il bacino, le gambe sono li avvinghiate a te come l'edera al suo muro. Ti scopo con la mente ti ho baciato con il cuore, conosco il tuo sapore e le tue carezze e farne a meno io non ne sono più capace. Voglio peccare di te tutte le volte che tu vorrai, voglio appartenerti come schiava devota al suo padrone.

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photo dal web

04 ottobre 2007

Basta poco


Io sto bene con poco addosso,
mischio bianco e nero
come dolcezza e veleno
e mentre mi vesto
penso ai tuoi occhi che, ingordi,
condannano il mio cuore!

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fotografia: Paolo Ferrario Fulsi