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13 aprile 2011

La danza della vita


Ci sono passi preparatori per avvicinarsi al punto di potersi aprire alla trasformazione, ma questo non è un processo sequenziale, non è un rituale complicato. Può succedere in un batter d'occhio. Richiede un solo passo, una sola decisione, un solo evento. Quando questo ha luogo, è facile come respirare, semplice come un sorriso; all'improvviso, semplicemente sapete; all'improvviso, sapete ad un livello di certezza che rende impossibile ogni diverso tipo di conoscenza.
I vostri occhi si aprono... per la prima volta vedete cosa c'è oltre la parete della prigione, fate un salto. Saltate nell'ignoto: vivi, svegli, per la prima volta consapevoli di chi veramente siete. Quando sarete pronti a fare questo balzo, lo saprete. Non ci sarà altra scelta. Improvvisamente realizzerete che tutte le paure, i problemi, tutti i dilemmi razionali facevano solamente parte di un sogno, di una finzione che avete ostinatamente continuato a tenere in vita.

*
Barbara K. Carey
fotografia: Stefan Beutler


09 novembre 2008

L'amore


Nessuno è creato dalla Vita come sostegno per i vostri sogni, perché due occhi non sono fatti per guardare l’uno verso l’altro, ma entrambi verso la stessa direzione; diventando così ognuno luce per l’altro. Crescete comprendendo questo, e troverete, assieme a ciò che cercavate, anche ciò che non cercavate. Ma dopo questo, non dubitate più. Se dubitate che sia Amore, infatti, già non è Amore. E non calcolate. Se calcolate i vostri passi, infatti, già non è Amore. Non appoggiatevi all'altro con tutto il vostro peso. Ma posatevi come un raggio di Sole su una foglia. E come una foglia accogliete l’altro raggio di Sole. Asciugate le vostre lacrime e senza timore concedete al vostro cuore questa luce e al vostro animo questo calore. Ma state attenti agli incanti! Perché i raggi di Sole non sono il Sole. Non riversate sull'altro tutta la vostra nostalgia di cielo: egli non è in grado di contenerlo, né mai voi potreste contenere il suo. Non valutate l’altro per ciò che non potrebbe mai avere, o finirete per svalutare voi. E tutto questo non è Amore. Non precipitate l’uno dentro l’altro, ma tenendovi per mano camminate insieme. Portate l’amato non al centro del vostro cuore, ma del suo, perché lì troverà anche il vostro, e insieme troverete il cuore al centro del cosmo. Sarete sottoposti a molte prove, e spesso l’orgoglio vi chiederà di scegliere sé al posto dell’Amore. Ma non ritiratevi da queste battaglie, perché altre non ve ne sono di più utili per voi. Se vincerete, avrete vinto. Se perderete combattendo e affilando il cuore, avrete vinto. E quando il tempo vi avrà condotto fino a farvi decidere di fondere per sempre le vostre due vite, conoscerete quote più alte, ma anche la durezza di cadute mai pensate. E vedrete spesso andare in frantumi tutti i vostri sogni. Ma sarà allora che potrete dischiudere davvero le vostre ali. 


Stefano Biavaschi
fotografia: Jose Manchado

12 ottobre 2008

L'unità organica


Radicati di più nel corpo. Ravviva di più i tuoi sensi. Guarda con più amore, assapora con più amore, tocca con più amore, annusa con più amore. Lascia che i tuoi sensi siano sempre più attivi e, all'improvviso, vedrai che l’energia in eccesso nella tua testa si equilibrerà meglio nel corpo. La testa è dittatoriale: continua a prendere energia da tutte le parti, monopolizzandola. Ha praticamente ucciso i sensi: assorbe in pratica l’ottanta per cento della tua energia, lasciandone solo il venti per cento al resto del corpo. Ovviamente, tutto il corpo ne soffrirà, di conseguenza tu ne patirai; infatti, puoi essere felice sono quando funzioni in quanto unità organica, un insieme in cui ogni parte del corpo e dell’essere ottiene la propria porzione di vitalità, né in più né in meno. In quel caso operi con un ritmo, hai un’armonia. Armonia, felicità, salute: sono tutte parti dello stesso fenomeno. E’ l’integrità. Se sei integro, sei felice, sei sano, sei armonioso. Ma la testa crea un disturbo.

La gente ha perso molte parti del proprio essere: per esempio, non è più capace di annusare, ha perso questa capacità. Ha perso il senso del gusto, riesce ad ascoltare solo alcuni suoni, ha perso l’uso delle proprie orecchie. In realtà pochi sanno cosa sia realmente il tatto: la loro pelle è come morta, ha perso sofficità e ricettività. Ebbene, la testa opera come un Hitler, opprimendo tutto il corpo e diventando sempre più predominante. La situazione è veramente ridicola: l’uomo è diventato una caricatura, ha una testa enorme e il resto del corpo piccolissimo e privo di vitalità. Dunque, riporta in vita i tuoi sensi. Fa’ qualsiasi cosa con le mani, con la terra, con gli alberi, con le pietre, con i corpi, con la gente. Fa’ qualsiasi cosa non richieda un gran pensare, un uso eccessivo dell’intelletto, e divertiti... in questo modo, pian piano, la testa si alleggerirà. Sarà ottimo anche per la testa, poiché quando è eccessivamente appesantita, tenta di pensare, ma non riesce a farlo. Come potrebbe pensare, una mente preoccupata?

Per pensare hai bisogno di chiarezza, devi avere una mente che non sia tesa. Sembrerà un paradosso, ma per pensare hai bisogno una mente spensierata, priva di pensieri. In quel caso puoi pensare facilmente, direttamente, intensamente. In quel caso, puoi semplicemente porti di fronte a un qualsiasi problema e la tua mente libera da pensieri inizierà a risolverlo: avrai intuizioni, pure e semplici intuizioni. Quando la mente è eccessivamente gravata da pensieri, pensi troppo, senza scopo alcuno. Non concludi mai nulla, la testa si perde: continui a girare intorno alle questioni, con un gran frastuono di pensieri, ma alla fine non arrivi a niente. Pertanto diffondere l’energia a tutti i sensi non è contro la testa; è a suo favore, poiché quando la testa è equilibrata, quando si trova al suo posto, funziona meglio; altrimenti è troppo affollata, è vittima di un traffico congestionato di pensieri: è sempre l’ora di punta, ventiquattrore su ventiquattro. E ricorda: il corpo è qualcosa di meraviglioso, qualsiasi cosa abbia a che fare con il corpo è semplicemente splendida.

Essere sensuali vuoi dire essere aperti: le tue porte sono aperte e tu sei pronto a pulsare con l’esistenza. Se un uccello inizia a cantare, la persona sensuale sente subito echeggiare quel canto nell'intimità del proprio essere. Una persona non sensuale non lo sentirà affatto, oppure percepirà solo un rumore da qualche parte; quel suono non penetrerà nel suo cuore. Un cuculo lancia il suo richiamo: la persona sensuale avrà la sensazione che non si trovi in un remoto boschetto di manghi, è li’, nelle profondità della sua anima. Diventerà il suo stesso richiamo, la sua segreta aspirazione al Divino, il suo spasimare per l’amato. In quel momento colui che osserva e la cosa osservata sono un tutt'uno. Vedendo un fiore meraviglioso, la persona sensuale fiorisce con esso, diventa un fiore a sua volta. La persona sensuale è liquida, scorre, è fluida. Con ogni esperienza, diventa quell'esperienza. Vedendo un tramonto, è il tramonto. Vedendo una notte buia, immersa in un’incredibile oscurità silente, diventa l’oscurità. Al mattino, diventa la luce. Quella persona è tutto ciò che la vita è: l’assapora in tutte le sue sfaccettature. Di conseguenza si arricchisce, questa è vera ricchezza! Ascoltando la musica, è musica; ascoltando il suono dell’acqua, diventa quel suono. E quando il vento fruscia in un boschetto di bambù e le canne scricchiolano non è lontano da loro, è in mezzo a loro, ne è parte: è una canna di bambù!

La parte bassa del corpo è uno dei principali problemi per la maggior parte delle persone: è praticamente morta, poiché per secoli il sesso è stato represso. La gente ha paura a muoversi al di sotto del centro sessuale. Si limita a irrigidirsi al di sopra del centro del sesso. In realtà, la maggior parte delle persone vive nella propria testa oppure, se ha un po’ di coraggio, vive nel torace. Al massimo, la gente raggiunge l’ombelico, ma non va mai oltre, quindi metà del suo corpo è praticamente paralizzata, per cui metà della vita delle persone è paralizzata In questo caso possono verificarsi molte complicazioni, in quanto la parte inferiore del corpo è simile alle radici: queste sono le radici dell’essere umano. Le gambe sono radici che ti uniscono alla Terra. A causa di questa mancanza di connessione, le persone vagano come fantasmi, del tutto separate dalla Terra. È fondamentale tornare a riappropriarsi dei propri piedi! Lao Tzu era solito dire ai suoi discepoli: “Se non iniziate a respirare dalla pianta dei piedi, non siete miei discepoli”. Respirare dalla pianta dei piedi... ha perfettamente ragione! Più scendi in profondità, più in profondità scende il tuo respiro.

E’ praticamente vero che il confine del tuo essere, corrisponde al confine del tuo respiro: quando si espande fino a toccare la pianta dei piedi, il tuo respiro arriva in pratica fino lì; non in senso fisiologico ma in un senso psicologico. In questo caso, hai riconquistato tutto il tuo corpo: per la prima volta sei integro, un’unità organica, un tutto unico. Dunque, continua a percepire sempre di più i tuoi piedi. A volte, stai semplicemente in piedi a contatto con la terra, senza scarpe; senti il calore, la sofficità, la frescura. Qualsiasi cosa la terra sia pronta a dare in quel momento, percepiscila semplicemente e lascia che scorra dentro di te. Inoltre, permetti alla tua energia di scorrere nella terra, sii totalmente connesso con il suolo. Se sei connesso alla terra, sei connesso alla vita. E se sei connesso alla terra, sei connesso al tuo corpo: diventi molto sensibile e centrato, ed è qualcosa di fondamentale. Nel momento in cui lo percepirai, potrai evolvere, dunque, immergiti sempre di più in questa connessione.

Il senso dell’umorismo infine riunirà le parti che in te sono dissociate. Il senso dell’umorismo fonderà insieme i tuoi frammenti in un tutto organico. Non l’hai notato? Quando esplodi in una risata fragorosa, all'improvviso tutte le parti frammentarie di te scompaiono e tu diventi un tutt'uno. Quando ridi, la tua anima e il tuo corpo diventano un’unità: ridono insieme. Quando pensi, il tuo corpo e la tua anima sono separati. Quando piangi, il tuo corpo e la tua anima sono uniti, funzionano in armonia. Ricorda sempre: sono buone tutte quelle cose che ti rendono un tutt'uno, tutto ciò che ti rende un’unità organica ti fa bene. Ridere, piangere. danzare, cantare: tutto ciò che ti rende integro, in cui tu operi come un’unica armonia, non in quanto entità separata, ti fa bene.


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Osho Rajneesh
fotografia: Jiri Ruzek


08 settembre 2008

Tutto è un miracolo


Amo camminare in solitudine per i sentieri di campagna, tra campi di riso e erbe selvatiche che si stendono su entrambi i lati. Metto giù un piede dopo l'altro con presenza mentale, cosciente del fatto che sto camminando sulla terra meravigliosa. In quei momenti l'esistenza e' una realtà miracolosa e misteriosa. La gente, di solito, considera un miracolo camminare sull'acqua o per aria, ma io credo che il vero miracolo sia camminare sulla terra. Tutti i giorni ci imbattiamo in miracoli che non riconosciamo come tali: un cielo azzurro, nuvole bianche, foglie verdi, gli occhi, neri e curiosi di un bambino... i nostri stessi occhi. Tutto e' un miracolo!

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Thich Nhat Hanh 
photo dal web



05 luglio 2008

La mia strada


Amico mio, io non sono ciò che sembro. L'apparenza è come un abito che indosso, un abito che protegge me dai tuoi interrogativi e te dalle mie negligenze. Amico mio, l'"io" dimora in me nella casa del silenzio e lì rimarrà per sempre, impercettibile e inavvicinabile. Non voglio che tu creda ciecamente in ciò che dico o faccio, le mie parole e le mie azioni infatti non sono altro che i tuoi pensieri e le tue speranze resi tangibili. Quando tu dici "Il vento spira verso est", io confermo "Sì, spira proprio in quella direzione"; perché non voglio che tu sappia che la mia mente non dimora nel vento ma nel mare. Tu non puoi capire i miei pensieri trasportati dalle onde, ne voglio che tu lo faccia. Preferisco navigare da solo. Quando da te è giorno, da me è notte; e pure descrivo il mezzogiorno che danza sulle colline e la furtiva ombra purpurea che attraversa la valle; perché tu non puoi udire il canto della mia oscurità ne vedere il battito delle mie ali contro le stelle; del resto, meglio così. Rimarrò solo con la mia notte. 
Quando tu ascendi al Paradiso, io scendo dall'inferno; e quando, dalla riva opposta del golfo che ci separa, mi chiami: "compagno, amico”, a mia volta ti chiamo "compagno, amico” poiché non voglio che tu veda il mio Inferno. La fiamma ti brucerebbe gli occhi e il fumo ti invaderebbe le narici. E io amo troppo il mio Inferno per fartelo visitare. Resterò all'Inferno da solo. Tu ami la Verità, la Bellezza, la Giustizia e io per amor tuo dico che amare è giusto e decoroso, anche se dentro di me rido del tuo amore. Ma non voglio che tu lo veda. Riderò da solo. Amico mio, tu sei buono, cauto e saggio, certo, sei perfetto. Anch'io, benché sia pazzo, quando parlo con te lo faccio con saggezza e con cautela, mascherando la mia pazzia. Sarò pazzo da solo. Amico o nemico che tu sia, come posso farti capire? Anche se camminiamo insieme, mano nella mano, la mia strada non è la tua. 


Khalil Gibran
fotografia: Dasha & Mari

01 luglio 2008

L'albero degli amici


Esistono persone nelle nostre vite che ci rendono felici per il semplice caso di avere incrociato il nostro cammino. Alcuni percorrono il cammino al nostro fianco, vedendo molte lune passare, gli altri li vediamo appena tra un passo e l'altro. Tutti li chiamiamo amici e ce sono di molti tipi. Talvolta ciascuna foglia di un albero rappresenta uno dei nostri amici. Il primo che nasce e il nostro amico Papa' e la nostra amica Mamma, che ci mostrano cosa e' la vita. Dopo vengono gli amici Fratelli, con i quali dividiamo il nostro spazio affinché possano fiorire come noi. Conosciamo tutta la famiglia delle foglie che rispettiamo e a cui auguriamo ogni bene. Ma il destino ci presenta ad altri amici che non sapevamo avrebbero incrociato il nostro cammino. Molti di loro li chiamiamo amici dell'anima, del cuore. 
Sono sinceri, sono veri. Sanno quando non stiamo bene, sanno cosa ci fa felici. E alle volte uno di questi amici dell'anima si installa nel nostro cuore e allora lo chiamiamo innamorato. Egli da luce ai nostri occhi, musica alle nostre labbra, salti ai nostri piedi. Ma ci sono anche quegli amici di passaggio, talvolta una vacanza o un giorno o un'ora. Essi collocano un sorriso nel nostro viso per tutto il tempo che stiamo con loro. Non possiamo dimenticare gli amici distanti, quelli che stanno nelle punte dei rami e che quando il vento soffia appaiono sempre tra una foglia e l'altra. 
Il tempo passa, l'estate se ne va, l'autunno si avvicina e perdiamo alcune delle nostre foglie, alcune nascono l'estate dopo, e altre permangono per molte stagioni. Ma quello che ci lascia felici e che le foglie che sono cadute continuano a vivere con noi, alimentando le nostre radici con allegria. Sono ricordi di momenti meravigliosi di quando incrociarono il nostro cammino. Ti auguro, foglia del mio albero, pace amore fortuna e prosperità. Oggi e sempre... semplicemente perché ogni persona che passa nella nostra vita e' unica. Sempre lascia un poco di se e prende un poco di noi. Ci saranno quelli che prendono molto, ma non ci sarà chi non lascia niente. Questa e' la maggior responsabilità della nostra vita e la prova evidente che due anime non si incontrano per caso! 


Paul Montes 
photo dal web

26 aprile 2008

Lo yoga aiuta l'amore


Anni fa, per un’intervista, chiesi al maestro buddhista Namkhai Norbu come mai, secondo lui, in Occidente molte coppie finiscano con il divorziare, perché risulta così difficile una serena vita di coppia. Mi aspettavo, da questo importante lama reincarnato della tradizione Bon, una risposta altamente spirituale, che avesse a che fare con valori e ideali. Lui, invece, saggio, mi rispose: «Perché le persone arrivano a sera come se fossero delle carte accartocciate, talmente stressate dal lavoro, dall’economia, dalla gestione dei tanti impegni da non avere più nessuna disponibilità per ascoltare l’altro». 

Allontana lo stress, facilita il dialogo
Il primo modo in cui lo yoga può aiutare la vita di coppia è proprio questo, perché la pratica ha la capacità di alleggerire il carico dello stress eccessivo, di allontanare fatiche e irritazioni, portando tranquillità e capacità di ascolto. «Quando mia moglie andava in palestra - racconta un manager di 40 anni - ne tornava stanca e irritabile. Ora, frequenta un corso yoga, torna più serena e la nostra quotidianità se ne avvantaggia». «La condivisione della pratica - dice Andrea, insegnante di yoga veneziano, fidanzato con un’allieva incontrata a un ritiro - ha creato fin da subito forti punti di incontro. Anche i nostri momenti di conflitto diventano un momento per mettere in pratica lo yoga. Quando abbiamo qualche scontro, lei mi dice: “calma, mettiamoci su un piano più elevato”. Riferendosi ai cinque “piani” (kosha) delle “Upanishad”, mi suggerisce: “mettiamoci in vijna kosha (l’involucro di coscienza-conoscenza)”. Allora lavoriamo un po’ sul respiro, ci pacifichiamo e poi riusciamo a dialogare con serenità. Penso sia un valore aggiunto avere una compagna che pratica yoga». Rispetto reciproco Giorgio ed Elisabetta Furlan, compagni di yoga e vita da 40 anni, hanno fondato (novembre ‘69) l’Accademia Yoga di Roma, dove insegnano ancora. «Lo yoga - spiega Giorgio - offre alla coppia benefici elevati. Nel cammino spirituale si dice: “se vuoi cambiare il mondo comincia da te stesso”. In una coppia che pratica, nel rispetto reciproco, ognuno può vedere nell’altro il proprio maestro. Si crea così una situazione di maggiore consapevolezza, che risveglia le proprie capacità. Questo procedere insieme crea enormi benefici e moltiplica le forze individuali, insieme si è molto più forti. 
Lo yoga è anche una forma di arricchimento energetico per la coppia, tramite i rituali Tantra di unione sessuale (maithuna) e la recita dei mantra. Grazie a queste tecniche i partner possono entrare nella stessa lunghezza d’onda spirituale. Una famiglia fondata su tali basi sarà benedetta da armonia, gioia, bellezza e felicità, a tutti i livelli, e i figli saranno portatori di vibrazioni d’amore molto alte. Per lo yoga noi non siamo costituiti solo di corpo fisico, abbiamo molti corpi, anche un corpo fatto di felicità: ananda maya kosha». «Dopo tanti anni di matrimonio - confida un’insegnante sposata da trent’anni che vuole mantenere l’anonimato - avrebbe potuto verificarsi un’usura dei gesti d’amore, ma l’apertura emozionale, spirituale e fisica che lo yoga regala alla sessualità permette di viverla con rinnovata creatività, in una dimensione quasi mistica».

Aiuta l'eros 
L’Hatha Yoga migliora la vita erotica, perché aumenta la sensibilità del corpo, nonché la capacità di percepire e dare piacere. È questo il secondo grande vantaggio che può dare a una coppia. Anni fa, la maestra torinese Carla Perotti, scrittrice e giornalista, persona di profonda sensibilità, mi raccontò il caso di una coppia di suoi allievi che pur stimandosi e amandosi erano infelici perché non appagati sessualmente. Ma con la costanza di praticare, gradualmente si alleggerirono dalle frustrazioni. I loro corpi divennero meno rigidi, più sicuri, più aperti, più leggeri e con il passare dei mesi aumentarono i piccoli gesti di affetto reciproco fino a quando, una sera, li vide allontanarsi, mano nella mano, con un sorriso nel volto così aperto da non lasciare nessun dubbio che i vecchi problemi fossero stati superati.


*

Amore ancora...


L'amore è resa incondizionata alla sensazione travolgente che si prova quando lo si dà o lo si riceve, dove per resa intendo il perdere se stessi in meraviglia, fiducia, rispetto, gioia e tenerezza nei confronti dell'oggetto a cui ci si arrende. 

*
Patch Adams

28 febbraio 2008

L'arte della scrittura


Dal non essere nasce l'essere;
dal silenzio,
lo scrittore genera una canzone.

Lo scrittore offre
la fragranza dei fiori freschi,
un'abbondanza di germogli che sboccia.

Venti vivaci sollevano le metafore;
nuvole si alzano
da una foresta di pennelli.

*
Lu Ji
photo dal web

24 febbraio 2008

I sogni...


I sogni sono fatti di tanta fatica. Forse se cerchiamo di prendere delle scorciatoie, perdiamo di vista la ragione per cui abbiamo cominciato a sognare e alla fine scopriamo che il sogno non ci appartiene più. Se ascoltiamo la saggezza del cuore il tempo infallibile ci farà incontrare il nostro destino. Ricorda: “Quando stai per rinunciare, quando senti che la vita è stata troppo dura con te, ricordati chi sei. Ricorda il sogno.”


*
Sergio Bembaren
fotografia: Leszek Kowalski

17 febbraio 2008

Sogni



Contemplo il lago silenzioso
che la brezza fa rabbrividire.
Non so se penso a tutto
o se tutto mi dimentica.
Nulla il lago mi dice
né la brezza cullandolo.
Non so se sono felice
né se desidero esserlo.
Tremuli solchi sorridono
sull'acqua addormentata.
Perché ho fatto dei sogni
la mia unica vita?


*
Fernando Pessoa
fotografia: Christophe Vermare

Bramosia


Quando l’uomo
rinuncia ai desideri che giungono al suo cuore
e trova pace in se stesso,
allora si può dire che la sua mente è in la pace.
Colui la cui mente rimane in pace nelle avversità,
che non è sedotto dai piaceri,
che ha superato passione, paura e collera,
è chiamato saggio dalla mente ferma.
Chi è libero da ogni attaccamento,
chi non prova gioia o dolore
di fronte a fortuna o sfortuna,
è persona che ha raggiunto serenità
e consapevolezza.
Avidità, desiderio e collera:
ciò che viene dal demone della passione
tutto distrugge.
E’ nemico dell'anima.
Come fuoco oscurato dal fumo,
come specchio velato dalla polvere,
come feto ricoperto dalla placenta,
Il tutto è oscurato dalla bramosia.
La consapevolezza è annebbiata dalla bramosia,
eterno nemico dell'uomo assennato.
La bramosia è come fuoco che non si sazia mai.
La bramosia ha trovato dimora nei sensi dell'uomo,
nella sua ragione, nella sua mente.
Da qui essa soffoca la saggezza
e acceca lo spirito dell'uomo.
Trova armonia nei tuoi sensi,
contieni la bramosia,
forza distruttrice di ogni sapere
e di ogni saggezza.

Si dice che grande è il potere dei sensi:
ma la mente è ancora più potente.
Più forte della mente è la consapevolezza,
più forte ancora è lo spirito di tutte le cose.
Sii dunque consapevole di ciò che è
oltre la consapevolezza,
fatti invadere dalla pace dello spirito,
o grande guerriero, e sconfiggi la bramosia,
questo potente nemico dell'anima. 

*
Bhagavad Gita
fotografia: Iolantap

16 febbraio 2008

Felicità divisa


Due uomini, entrambi molto malati, occupavano la stessa stanza d'ospedale. A uno dei due uomini era permesso mettersi seduto sul letto per un'ora ogni pomeriggio per aiutare il drenaggio dei fluidi dal suo corpo. Il suo letto era vicino all'unica finestra della stanza. L'altro uomo doveva restare sempre sdraiato. Infine i due uomini fecero conoscenza e cominciarono a parlare per ore. Parlarono delle loro mogli e delle loro famiglie, delle loro case,del loro lavoro, del loro servizio militare e dei viaggi che avevano fatto. Ogni pomeriggio l'uomo che stava nel letto vicino alla finestra poteva sedersi e passava il tempo raccontando al suo compagno di stanza tutte le cose che poteva vedere fuori dalla finestra. L'uomo nell'altro letto cominciò a vivere per quelle singole ore nelle quali il suo mondo era reso più bello e più vivo da tutte le cose e i colori del mondo esterno. La finestra dava su un parco con un delizioso laghetto. Le anatre e i cigni giocavano nell'acqua mentre i bambini facevano navigare le loro barche giocattolo. 
Giovani innamorati camminavano abbracciati tra fiori di ogni colore e c'era una bella vista della città in lontananza. Mentre l'uomo vicino alla finestra descriveva tutto ciò nei minimi dettagli, l'uomo dall'altra parte della stanza chiudeva gli occhi e immaginava la scena. In un caldo pomeriggio l'uomo della finestra descrisse una parata che stava passando. Sebbene l'altro uomo non potesse sentire la banda, poteva vederla. Con gli occhi della sua mente così come l'uomo dalla finestra gliela descriveva. Passarono i giorni e le settimane. Un mattino l'infermiera del turno di giorno portò loro l'acqua per il bagno e trovò il corpo senza vita dell'uomo vicino alla finestra, morto pacificamente nel sonno. L'infermiera diventò molto triste e chiamò gli inservienti per portare via il corpo. Non appena gli sembrò appropriato, l'altro uomo chiese se poteva spostarsi nel letto vicino alla finestra. L'infermiera fu felice di fare il cambio, e dopo essersi assicurata che stesse bene, lo lasciò solo. Lentamente dolorosamente, l'uomo si sollevò su un gomito per vedere per la prima volta il mondo esterno. Si sforzò e si voltò lentamente per guardare fuori dalla finestra vicina al letto. Essa si affacciava su un muro bianco. L'uomo chiese all'infermiera che cosa poteva avere spinto il suo amico morto a descrivere delle cose così meravigliose al di fuori da quella finestra. L'infermiera rispose che l'uomo era cieco e non poteva nemmeno vedere il muro. "Forse, voleva farle coraggio." disse. Vi è una tremenda felicità nel rendere felici gli altri, anche a dispetto della nostra situazione. Un dolore diviso è dimezzato, ma la felicità divisa è raddoppiata. Se vuoi sentirti ricco conta le cose che possiedi che il denaro non può comprare.


*
Anonimo
photo dal web

14 febbraio 2008

Le forze vitali


Nel sonno del mio corpo trovo un piacere infinito,
ma il sonno del pensiero è una tortura.
Questa negazione della vita
fa ribellare le mie forze vitali.

*
Sarah Bernhardt
fotografia: Angelina Jolie model

05 febbraio 2008

Il sesso al lavoro rende più produttivi...


E' questo il risultato a sorpresa di una inchiesta apparsa sul canale "Libero" e che ci piace riportare pari pari senza nulla aggiungere né togliere! State a sentire....



Le relazioni sessuali tra colleghi d'ufficio non distraggono dal lavoro, anzi: pur di stare vicini al proprio partner, c'è chi rimane più a lungo alla scrivania, e in generale migliora il suo rendimento lavorativo. A sfatare il pregiudizio contro i flirt in ufficio ci pensa uno studio condotto nella "fredda" Norvegia dalla sessuologa Elsa Aalmas, pubblicato sulla rivista on-line 'Dagens Naeringsliv', cui fa eco una ricerca condotta in Italia dall'associazione 'Donne e Qualita' della vita' che, sotto la guida dalla sessuologa Serenella Salomoni, ha approfondito l'argomento su un panel di 480 individui di età media fra i 25 e i 55 anni.



Dalla ricerca norvegese emerge che 1 lavoratore su 5 ha ammesso di aver avuto almeno una relazione con un collega e 1 coppia su 10 afferma di essersi formata sul posto di lavoro mentre, in generale, la gran parte degli intervistati afferma che avere una storia con un collega di scrivania dà più felicità ed energia e, dunque, si rende di più. "Le persone che legano con i colleghi - assicura la Aalmas - conoscono meglio i propri sentimenti e questo produce più energia e più capacità di lavoro. Quest'effetto favorisce anche un comportamento più professionale ed elimina la possibilità che si creino problemi con il capo o con altri colleghi". Ad analoghe conclusioni è arrivato lo studio italiano: le persone, per lo più donne innamorate sul lavoro, sostengono di essere più produttive nel 65% dei casi. Un intervistato su tre afferma di superare abbondantemente l'orario sindacale, pur di stare vicino al partner,e uno su due confessa di andare al lavoro più volentieri.


Uno su cinque (soprattutto donne) svela di portarsi perfino del lavoro a casa per mantenere un rapporto ideale e a distanza con la persona amata. Un intervistato su sette ha addirittura rivelato di aver rifiutato offerte di lavoro con aumenti di stipendio o promozioni solo per poter stare vicino alla persona amata. La fallocrazia del mondo del lavoro è confermata però da un dato. Sono il 65 per cento le donne ad avere una relazione con un uomo collocato in una posizione gerarchica superiore. Nel 20% dei casi la relazione è con un pari grado mentre soltanto il restante 15% del campione ha una tresca con un uomo in una posizione inferiore. Quelle donne che hanno una liason con un superiore sono anche disposte ad ammettere (una su tre) che, tra i loro obiettivi 'amorosi', c'è anche la possibilità di un avanzamento di carriera.


Tuttavia appena il 15 per cento delle donne definisce la propria relazione lavorativa 'strumentale'. Significativo il numero di donne che non giudicano negativamente quelle che ricorrono a una relazione per migliorare la posizione sociale. Ben il 24% ammette di capirle, mentre un tollerante 12% non le condanna. Tuttavia rimane un corposo 43% che le definisce 'poco serie'. Le relazioni in ufficio vengono anche promosse dagli uomini coinvolti. Addirittura un 33% ha ammesso di aver conosciuto la propria partner sul luogo di lavoro. Un indicativo 43% non si pente di avere avuto un rapporto sul luogo di lavoro. Per un ottimista 34% una cotta tra le scrivanie migliora la qualità della vita. Per un 23% rende più ottimisti.


Gli uomini, soprattutto quelli piu' in alto nella scala del potere, negano che il sesso in ufficio sia uno strumento di potere. Per l'87% degli intervistati le donne hanno ceduto alla loro corte per motivi che nulla centrano con il loro ruolo sociale. "Un dato discutibile ma evidentemente frutto di miopia e autocondiscendenza maschile", commenta il sessuologo Willy Pasini. C'è anche un cote mediatico dello studio sui capi più vagheggiati. E qui fa capolino l'inquinamento da video. Infatti, il potere soprattutto televisivo si conferma un efficace afrodisiaco se il 18% delle donne si concederebbe all'influente Bruno Vespa per aspirare a una visibilità catodica. Poco sotto (il 17%) quelle che invece unirebbero l'utile al dilettevole con il manager televisivo Giorgio Gori, a seguire con il 13% Matteo Marzotto, apprezzato per le sue qualità manageriali e per la sua indiscussa avvenenza. Quarto con il 9% delle preferenze l'imprenditore Flavio Briatore, miracolatore di molte soubrette da sottobosco gossipparo. A chiudere la top five con il 7% delle preferenze è il "guru" Matteo Cambi.

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photo dal web


04 febbraio 2008

L'amore non è solo una vicenda umana


Se ti sei innamorato una volta, sai ormai distinguere la vita da ciò che è supporto biologico e sentimentalismo, sai ormai distinguere la vita dalla sopravvivenza. Sai che la sopravvivenza significa vita senza senso e sensibilità… una morte strisciante: mangi il pane e non ti tieni in piedi, bevi acqua e non ti disseti, tocchi le cose e non le senti al tatto, annusi il fiore e il suo profumo non arriva alla tua anima. Se però l’amato è accanto a te, tutto. Improvvisamente risorge e la vita ti inonda con tale forza che ritieni il vaso d’argilla della tua esistenza incapace a sostenerla. Tale piena della vita è l’eros. Non parlo di sentimentalismi e di slanci mistici, ma della vita, che solo allora diventa reale e tangibile, come s fossero cadute squame dai tuoi occhi e tutto, attorno a te, si manifestasse per la prima volta e il tatto fremesse di gioia alla prima percezione delle cose. Tale eros non è un privilegio né dei virtuosi né dei saggi, è offerto a tutti, con pari possibilità. Ed è la sola pregustazione del Regno, il solo reale superamento della morte. Perché solo se esci dal tuo Io, sia pure per gli occhi belli di una zingara, sai cosa domandi a Dio e perché corri dietro a Lui.

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Christos Yannaras
fotografia: Ashot Gevorkyan

Insieme è meglio


La molteplicità dei nostri desideri è forse lo strumento più potente per raggiungere l’armonia. Il fatto che due individui senza legami di parentela possano mettere in comune le loro risorse per amore e per tutta la vita è un capolavoro dell’umanità. E tutto questo avviene grazie alle risorse notevoli che ciascuno apporta alla relazione, agli immensi vantaggi garantiti a quanti collaborano tra di loro e al sistema psicologico complesso che ci consente di stringere alleanze stabili. Sapere che siamo sempre stati dipendenti l’uno dall'altra per le necessità della sopravvivenza e della riproduzione e per la soddisfazione dei nostri desideri dovrebbe far nascere in noi un rispetto profondo per il sesso opposto. Questo spiega forse il sentimento di completezza pressoché unico che proviamo quando siamo innamorati. Il legame per la vita sotto il segno dell’amore rappresenta la riuscita eclatante delle nostre strategie. Da quando ebbe inizio la vita sulla Terra miliardi di anni fa, noi siamo la prima specie capace di controllare il proprio destino. Noi abbiamo possibilità eccellenti di arrivarvi nella misura in cui comprendiamo la nostra origine. Ed è soprattutto esaminando la gamma complessa delle strategie sessuali umane che noi potremo capire da dove veniamo.


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David Buss
photo dal web

01 febbraio 2008

La confidenza dell'amore



"La fede non è la credulità stupida dell'ignoranza meravigliata, ma è la coscienza e la confidenza dell'amore; il grido della ragione che persiste a negare l'assurdo, anche dinanzi l'incognito. E' un sentimento necessario all'anima, come la respirazione alla vita. E' la dignità del cuore, è la realtà dell'entusiasmo".

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Elifas Levi
fotografia: Dmitry Baranov

21 gennaio 2008

Rivoluzioni colorate


Gene Sharp è un filosofo politico e intellettuale statunitense. Conosciuto per i suoi studi sulla nonviolenza e sulla disobbedienza civile, è stato soprannominato "il Clausewitz della guerra nonviolenta". Fondatore, nel 1983, dell'Albert Einstein Institute per «lo studio e l'utilizzo della nonviolenza nei conflitti di tutto il mondo». Il suo pensiero e i suoi testi sono considerati fonte di ispirazione per i movimenti studenteschi e popolari che hanno condotto in particolare le Rivoluzioni colorate negli stati indipendenti un tempo parte dell'Unione Sovietica che hanno rovesciato pacificamente i governi in carica sostituendoli con nuovi governi più filo-occidentali. Tre i suoi testi tradotti in italiano: Politica dell'Azione Nonviolenta, Verso un'Europa inconquistabile (nel quale sosteneva la possibilità di una resistenza popolare basata su gruppi di azione nonviolenta e di disobbedienza civile) e La via della non-violenza. Particolarmente diffuso, grazie all'aspetto pratico ed interdisciplinare, anche il manuale in 198 punti sui metodi dell'azione non violenta.

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Gene Sharp
photo dal web

20 gennaio 2008

Un prestito


Ti auguro la gioia di avere sempre qualcuno con cui dividere ogni cosa... Ti auguro di avere dei bei ricordi cui ritornare col pensiero nei brutti momenti... Ti auguro una tra le migliori piccole gioie quotidiane: aprire un libro che ricordi bene, lasciarne le pagine, leggere le prime parole famigliari… Ti auguro la primavera e la meraviglia di constatare che è sempre migliore di quanto avevi osato sperare. Ti auguro la felicità di un regalo da un bambino: - un mazzo di denti di leone appassiti, - una caramella succhiata a metà - una rana - un bacio Ti auguro che tu possa, anche se solo una volta nella vita, vedere qualcosa di infinitamente raro, strano e bello. Ti auguro la malinconia di un giardino in inverno e, dopo mesi d’attesa, i piccoli, verdi vegetali della primavera. Ti auguro di rimanere affascinato dall'infinita varietà della vita animale… Ti auguro la fiducia di una creatura selvatica, conquistata con pazienza e amore. Ti auguro che tu possa non dover comprare l’amore al prezzo dell’umiliazione. Ti auguro che tu possa sempre trovare le parole giuste per mantenere al loro posto gli spacconi e avere abbastanza forza nelle ginocchia per camminare con dignità. Ti auguro che tu possa avere un cuore pieno d’amore e giudizi accorti. Ti auguro la gioia di essere desiderato, e di trovare il regalo perfetto, sentire il profumo della terra, dal prato aperto.

Ti auguro lettere: con una calligrafia che riconosci immediatamente, con una calligrafia che non vedevi da anni. Ti auguro lettere piene di elogi, piene di incoraggiamenti: lettere di gratitudine e di amore. Ti auguro lettere sciupate, macchiate di inchiostro, scritte tutte storte coperte di baci. Ti auguro la felicità di dimenticare il passato e di trovare nuovi inizi. Ti auguro la felicità delle idee, l’eccitamento della ragione, il trionfo della conoscenza, lo schiarirsi della vista, l’acuirsi dell’udito, il protendersi verso nuove scoperte, il trarre piacere dal passato così come dal presente. Ti auguro la gioia della creatività. Ti auguro felicità... ma non la felicità che si ottiene chiudendo fuori il mondo. Nemmeno quella di rinnegare il tuo sogno per amor di agiatezza. Ti auguro la felicità di fare quello che fai nel migliore dei modi. Di correre il rischio di tentare, di correre il rischio di dare, di correre il rischio d’amare. Tratta la felicità con gentilezza: è un prestito.

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Pam Brow
photo dal web