30 settembre 2007

Aforisma


"Non sono triste, sono complicato...
alle donne piace!" 


*
Gregory House
photo dal web

29 settembre 2007

Fiato corto...


Se potessi verserei il latte sullo scoglio... quella polvere che si è alzata col vento l'ho aspettata ad occhi aperti, ha raschiato il mio vedere insultando le visioni. Ho dimenticato la mano nella tasca, ho dimenticato di mostrare il dolore afferrato, che ha macchiato le mie dita. Ho dimenticato di gridare, di spogliare la mia rabbia, denudare la mia ira, far crollare le pareti. Ho dimenticato di Non abbassare lo sguardo, di non voltare le spalle, di sputare il mio veleno. ed inseguo la scia del silenzio che racconta tante storie, che racconta tanti volti, che bisbiglia nella notte. Quelle strade ormai spezzate dall'amaro masticato, dall'odio ormai inghiottito, dal sole tramontato. Crescerò dentro di me, sfogliando le ragioni, i percorsi e le stagioni. 


*
Cauta
photo dal web

25 settembre 2007

Oggi non ci sono


Oggi non ci sono 
mi regalo un giorno fuori dal tempo...
oltre sentieri noti di emozioni sospese,
al volo d'un abbraccio, di mani in alto tese,
seguendo una bambina ignara e fiduciosa.
E gira mondo, gira, gira la giostra rosa.

La lumachella azzurra, Cefalù che s'affaccia,
e immenso, nuovo ancora, il mare che l'abbraccia.
Zagare, gelsomini, angeli dispettosi:
protegge Monreale due piccoli mocciosi.

Palermo, 'a vucciria, granite di limone, 
col babbo sulla moto dal porto alla stazione.
Isola delle Femmine in cerca di telline,
portano a casa il mare le piccole manine.

Mandorli in fiore e neve, e giochi a non finire,
fortini improvvisati e un mondo da scoprire.
L'asilo e il grembiulino con un gran fiocco rosa,
finestre chiuse al sole, il nonno che riposa.

Elastici e bastoni per farne dei fucili,
barattoli di latta raccolti nei cortili,
tesori barattati, gelato a cinque lire:
mi raccomando a mamma non lo dobbiamo dire!

A comprar babaluci col pentolino in mano,
seduta sul muretto, sorda ad ogni richiamo,
tu svelto corri corri venendomi a cercare,
e.. un po' per uno a tutti, prima di rincasare.

Vince chi arriva primo, e non ti ho mai battuto,
ma poi quando cadevo, ritornavi in mio aiuto:
mi tendevi la mano, mi pulivi i ginocchi...
Non lasciarmi la mano... cerco ancora i tuoi occhi!

...ma oggi non ci sei
sei volato fuori dal tempo!


*
fotografia: Ferdinando Scianna


17 settembre 2007

Omaggio ai miei fianchi


Questi fianchi sono fianchi larghi
hanno bisogno di spazio in cui girarsi.
Non ci stanno in piccoli spazi meschini.
Questi fianchi sono fianchi liberi.
Non vogliono essere trattenuti
questi fianchi ne essere schiavi,
vanno dove vogliono andare
fanno ciò che vogliono fare.
Questi fianchi sono fianchi possenti.
Questi fianchi sono fianchi magici.
Ho saputo che sono capaci
di fare un incantesimo a un uomo
e farlo girare come una trottola!!!

*
Lucille Clifton
model: Miss Deadly Red




16 settembre 2007

Serenità


Moltissimi uomini hanno posto la massima cura nello ammobiliare la loro casa esteriore senza occuparsi mai della casa interiore. E quando un fatto qualsiasi li pone nella necessità di abbandonare la bella casa, fatta per gli occhi corporali, e rifugiarsi in quella interiore, si trovano di fronte uno sconosciuto: se stesso. Certo, al primo momento, ci si sente smarriti come per un inatteso naufragio. Poi, a poco a poco, a tentoni, brancolando nel buio, ci si accorge che questa solitudine non è assoluta. E che in questa casa interiore, più o meno ammobiliata a seconda della sensibilità di ognuno, vive già un ben strano inquilino, capace di divenir il nostro tirannico padrone o il migliore nostro amico. Purtroppo gli uomini hanno perduto la buona abitudine di rimanere soli senza distrazioni e ad occhi chiusi. Dieci minuti quotidiani di colloquio intimo insegnerebbero, forse una più umana filosofia di quella contenuta in molti libri. Questo “io” timidamente nascosto in noi stessi e che per lo più è in aperto contrasto con l’altro “io” esteriore, possiede la sola, vera, filosofia che ci abbisogna per accordi o per contrasti, per consonanze o dissonanze, a formare l’esatto equilibrio della nostra vita e a donarci la virtù dal nome più bello: “serenità”!


*
Nino Salvaneschi
fotografia: Formento & Formento

Il violinista pazzo


Non fluì dalla strada del nord 
né dalla via del sud
la sua musica selvaggia per la prima volta
nel villaggio quel giorno.
Egli apparve all'improvviso, nel sentiero,
tutti uscirono ad ascoltarlo,
all'improvviso se ne andò, e invano
sperarono di rivederlo.
La sua strana musica infuse
in ogni cuore un desiderio di libertà.
Non era una melodia,
e neppure una non melodia.
In un luogo molto lontano,
in un luogo assai remoto,
costretti a vivere, essi,
sentirono una risposta a questo suono.
Risposta a quel desiderio
che ognuno ha nel proprio seno,
il senso perduto che appartiene
alla ricerca dimenticata.
La sposa felice capì
di essere malmaritata,
l'appassionato e contento amante
si stancò di amare ancora,
la fanciulla e il ragazzo furono felici
di aver solo sognato,
i cuori solitari che erano tristi
si sentirono meno soli in quel luogo.
In ogni anima sbocciava il fiore
che al tatto lascia polvere senza terra,
la prima ora dell'anima gemella,
quella parte che ci completa,
l'ombra che viene a benedire
dalle inespresse profondità lambite
la luminosa inquietudine
migliore del riposo.
Così come venne andò via.
Lo sentirono come un mezzo-essere.
Poi, dolcemente si confuse
con il silenzio e il ricordo.
Il sonno lasciò di nuovo il loro riso,
morì la loro estatica speranza,
e poco dopo dimenticarono
che era passato.
Tuttavia, quando la tristezza di vivere,
poiché la vita non è voluta,
ritorna nell'ora dei sogni,
col senso della sua freddezza,
improvvisamente ognuno ricorda-
risplendente come la luna nuova
dove il sogno-vita diventa cenere-
la melodia del violinista pazzo.

*
Fernando Pessoa
photo dal web

15 settembre 2007

Web Writers Group


Finalizzare le singole capacità intellettuali affinché qualcosa o qualcuno ne possano trarre beneficio, è lo scopo principe per il quale nasce l’idea del “Web Writers Group’s - Libera associazione di scrittura solidale”. In parole semplici si tratta di un’associazione temporanea di persone che hanno voluto convertire in “solidarietà” il proprio tempo nonché mettere a frutto il personale ingegno intellettuale. Spesso, chi si costruisce un blog, è mosso dal desiderio di dare libero sfogo alla propria mente, alla propria anima, cercando quindi un confronto aperto con l’esterno non sottraendosi però, per accertata forza di cose, al sottile filo di un umano narcisistico desiderio di “esserci”. In un mondo dove la comunicazione è diventata sempre più importante, causa l’impoverimento dei rapporti umani diretti, questo “esserci” è quindi causa ed effetto della volontà di trasformare un piatto foglio elettronico in una singolare forma di coscienza civica. I 34 bloggers sparsi in tutta Italia che hanno generosamente aderito al progetto del “W.W.G.”, sono stati quindi gli artefici di una iniziativa editoriale rara, forse non l’unica, ma che spero possa essere a sua volta emulata e migliorata, per una sempre più assidua battaglia all'indifferenza nei confronti dei valori umani e contro ogni forma di violenza nei confronti dei minori. 

Il tema qui affrontato dell’adolescenza, attraverso racconti, poesie e dialoghi, più o meno introspettivi e/o fantasiosi degli adulti, si pone quale reale oggetto dell’attività umanitaria che la LAIF, da circa due anni, cerca di portare avanti nei confronti degli anelli sempre più deboli e indifesi della odierna società: i bambini. 

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Questa la locandina venne creata per pubblicizzare la prima tangibile opera editoriale di "scrittura solidale" realizzata proprio dal Web Writers Group; una unione temporanea di 34 bloggers, mai incontratisi tra loro, che decisero di condividere con spiccato senso sociale ed altruismo, una raccolta di narrativa e prosa finalizzata al sovvenzionamento di una Associazione intenta all'aiuto dei bambini e delle famiglie dei profughi accolti presso centri importanti nel territorio. Il blog "offart.splinder.com" (oggi non più esistente, come tanti altri, per la chiusura della piattaforma Splinder) si fece promotore dell'iniziativa e, con l'appoggio di svariati "amici di penna", si giunse a collazionare queste bellissime 34 persone, 34 alias, ognuno con un grande cuore, che voglio ora menzionare per debito di riconoscenza:

Adelaide Spallino (AG) - Alberto Camerra (VI) - Anna Lamonaca (NA) - Annamaria Carlino (LE) - Antonella Cernecca (TS) - Barbara Ardito (BA) - Caterina Caratozzolo (RM) - Claudia Bertanza (SP) - Claudia Giacopelli (PR)- Dalila Sottani (B0) - Enrica Brocca (VI) - Francesco Luca Santo (SI) - Fulvio Capitani (FI) - Isabella Moroni (RM) - Laura Giarrè (FI) - Lucia Dello Iacovo (CE) - Luciano Strano (MI) - Luisa Froner (CR) - Mara Ungredda (NU) - Marco Busanelli (BO) - Marco St.Termini (RM) - Mario Rovati (PV) - Michele Penco (LI) - Monica Marghetti (BO) - Paola Silvia Dolci (CR) - Paolo Simoncini (RM) - Patrizia Diamante (FI) Raffaele Innamorato (MC) - Rosa Tiziana Bruno (SA) - Rosalba Sgroia (RM) - Samuela Gerace (BS) - Stefania Lastoria (RM) - Viviana Vanni (SI) - Wanda Bornazzini (MI).

Oltre loro, è d'obbligo citare l'amico Maurizio Mannoni (anchorman RAI3) che presentò l'opera all'Assemblea Laif e subito dopo volle essere parte del progetto curandone la prefazione.






Grazie!






09 settembre 2007

Il piacere della scrittura


Scrittura e lettura sono indissolubilmente legate. Si riesce a scrivere solo dopo aver letto molto. L’incontro con altri tipi e stili di scrittura alimenta, per vie misteriose, la possibilità di mettere in moto la propria scrittura. Si “dà corpo di scrittura” a dei pensieri non solo per esprimerli ma a volte per “liberarsene”, per poter dar forma e senso ad una propria trama interna incerta e confusa. Spesso prima di arrivare a un testo definitivo, con una tenuta e un ritmo convincenti, ci sono stesure e ristesure ed è molto più quello che “si lascia perdere” di quanto “viene trattenuto” fino alla fine. Altre volte si scrive “di getto” ma se non c’è il lavoro di trattenere, eliminare, trasformare, credo non si arrivi mai ad uno scritto (tessuto) con una forma unica e personale. Si potrebbe collegare lo scrivere alla “prima fase della vita in cui un individuo diventa consapevole delle proprie potenzialità autonome. Sperimentare la propria capacità creativa di seguire un impulso e di controllarne le conseguenze”.(Paula Heimann).

Roland Barthes chiama: “il grado zero della scrittura” il livello in cui chi scrive attinge alla lingua cui appartiene ma ne fa “un’area di azione”in cui accade altro. Il lessico, le immagini, la costruzione di uno scritto, afferma Barthes, non nascono dalla lingua, ma dal corpo e dal passato dello scrittore. Nello scrivere un interlocutore c’è sempre. Si scrive per un assente. Un assente inafferrabile ma anche tanto presente da fungere da guida, giudice, critico, sostenitore... A volte non ha un volto preciso. Ci si sente ipercritici, non all'altezza. Allora si finisce col stornare, trattenere il pensiero o con lo stordire con parole e citazioni al fine di aggirare l’interlocutore interno. Il vuoto o il troppo. Sarà questa ambivalenza che indica la varietà e l’invenzione di molte forme di scrittura? Calvino ha dei chiodi fissi: “più che dal desiderio di scrivere il mio libro sono sorretto dal desiderio di avere davanti a me il libro che mi piacerebbe leggere e contemporaneamente di pensare che quel libro non esista ancora. Allora provo ad identificarmi con quell'autore immaginario, un autore che potrebbe essere anche molto diverso da me, ma che poi alla fine prende il mio posto o io prendo il suo”.

Borges ricorre ad una finzione per cominciare a scrivere: “penso che il mio compito sia semplicemente quello di esaminare e recensire un ipotetico testo già esistente, di un autore sconosciuto, di un’altra lingua, di un’altra cultura”. Marguerite Duras: “scrivere è tentare di sapere cosa si scriverebbe se si scrivesse. Lo si sa solo dopo. La scrittura è l’ignoto di sé, della propria mente, del proprio corpo, è una facoltà che si ha al di fuori di noi, di un altro che appare e si fa avanti, invisibile, dotato di pensiero, d’ira e che talvolta, per questo stesso motivo, è in pericolo di rimetterci la vita”. Scrive M. Fermine nel suo prezioso piccolo libro “Neve”: “In verità il poeta, il vero poeta, possiede l’arte del funambolo. Scrivere è avanzare parola dopo parola su un filo di bellezza, il filo di una poesia, di un’opera, di una storia. Il difficile è rimanere costantemente su quel filo che è la scrittura non scendere mai neppure per qualche istante dalla corda dell’immaginazione”.

Dunque scrivere ha a che fare con una passione e con la possibilità di rimanere dentro quella passione. Inoltre scrivere ha a che fare con il “sessuale”: concepire, far crescere, nascere, nutrire fino all'autonomia e alla separazione qualcosa di noi stessi. Il piacere della scrittura, perché di un piacere si tratta. E come tutti i piaceri sfida l’interdizione e allora scriviamo bigliettini, lettere, appunti, racconti, filastrocche, poesie, diari, blog. Non importa il prodotto finale, è il cammino dello scrivere, per arrivare a... (continuate voi)!

*
Liubiza
fotografia: Arno Rafael Minkinnen

08 settembre 2007

Un augurio


Non ti auguro un dono qualsiasi, ti auguro soltanto quello che i più non hanno. Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere e, se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa. Ti auguro tempo per il tuo fare ed il tuo pensare, non solo per te stesso ma anche per donarlo agli altri. Ti auguro tempo non per affrettarti e correre, ma tempo per essere contento. Ti auguro tempo non soltanto per trascorrerlo, ma tempo perché te ne resti; tempo per stupirti e per fidarti e non soltanto per vederlo passare all'orologio… Ti auguro tempo per toccare le stelle e tempo per crescere, per maturare… tempo per sperare nuovamente e per amare perché non ha più senso rimandare… Ti auguro tempo per trovare te stesso, per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono e ti auguro tempo anche per perdonare. Ti auguro di avere tempo, tempo per la vita! 

*
Elli Michler
fotografia: Kenneth Willardt

07 settembre 2007

Più fuoco, più vento


"...Perché, per scegliere, e' necessario eliminare tutto il chiacchiericcio circostante, i modi di pensare comuni, banali, i luoghi e i modi della convenienza. Bisogna andare a fondo di se' stessi e mettersi in ascolto... Si deve essere capaci di attendere con pazienza ed umiltà, perché la coscienza profonda e' schiva come un animale selvatico e spesso altri richiami - voci, consigli, oracoli - cercano di sovrastarla. E ancora, fare una scelta consapevole rende comunque la vita più difficile. Perché le scelte costruiscono un percorso. Un percorso che si rivela ben più aspro del semplice farsi trasportare dalla corrente..." 

*
Susanna Tamaro
fotografia: Jean Sebastien Monzani


Le mie labbra


Ti sussurrerò un bacio,
lo farò piano, con dolcezza,
senza che tu te ne accorga...
Le mie labbra cercheranno il tuo volto
per disegnare i suoi contorni
e trasferirvi i sentimenti
che hai scatenato nel mio animo.
Ci metterò tutto l'amore del mondo,
ti donerò amicizia e serenità.
Le mie labbra cercheranno le tue
in un inebriante gioco di emozioni
che non avrà mai fine.
Volerò oltre l'immaginazione
verso un mondo nello spazio ignoto
dove la libertà inebria lo spirito
e mille desideri si intrecciano tra di loro
in un sottile gioco di pensiero
per rivivere in un intenso attimo d'amore.
Ti donerò le chiavi del giardino dei sogni,
quel luogo segreto sepolto nel tempo,
dove sapevo che un giorno saresti entrata
per posarvi un frammento di felicità.
Porterò sempre con me le tue parole,
custodirò il suono della tua voce
per ascoltarti in giornate senza sole.
Vorrei amarti come non ho mai saputo,
come si amano le cose più belle.
Vorrei amarti oltre la stessa vita,
come le cose più eteree ed impalpabili,
nell'ombra tra anima e cuore.
E mi illudo che sarai sempre là
ad aspettarmi nel mondo di fantasia
che abbiamo costruito insieme,
dove vivrà per sempre il nostro amore.

*
Anonimo
photo dal web

05 settembre 2007

Vi confido un segreto...


L'amore è l'inganno più astuto; quando sei dentro speri che non finisca mai, poi lo rimpiangi per anni. Anche se ti accorgi che era solo un' illusione vorresti non aver mai aperto gli occhi... la cosa più divertente?... ognuno crede che il "proprio" sia speciale e quindi non crederà a quel che dico!

*
Anonimo
photo dal web

Quando ami... è così!


Quando ami,
non pensare d'aver trovato l'amore.
L'amore non si può avere,
né trovare, né perdere.
Perché l'amore non è nelle cose fuori di te
ma nella tua mente e nel tuo cuore.
Perché quando ami è così,
non c'è alcuna ragione, nessun perché...
ami e basta, perché l'amore è.
Quando "senti" l'amore,
non ascoltare la mente
che ti fa vedere il rischio.
L'amore è rischio.
Quando "senti" l'amore,
non ascoltare la ragione
che ti fa pensare a ciò che puoi perdere.
In amore ci si rimette sempre.
Quando vuoi comunicare il tuo amore
non dire e non fare nulla.
Per dimostrare tutto il tuo amore
non devi agire in modo particolare,
devi semplicemente essere.
Se ami, ogni cosa che fai
trasmetterà amore.
Se non ami, puoi dire
le più sublimi parole d'amore
fare i più bei gesti d'amore,
ma non trasmetterai niente.

*
Anonimo
fotografia: Helmut Newton

04 settembre 2007

Le catene


La dovete da fa finita de mannamme ste catene der porco dezzio e simili, tipo che er monno è bello, ma solo se rispedisco tutto subbito, sinnò so' no sfigato. Come quer negro dell'Alabama che nun ha risposto a quattromilaseicento imeil e nun ha fatto 'n tempo manco a dì "A" che s'è ritrovato all'arberi pizzuti; o come er caubboi Gion, texano, che tutt'an botto je so cascati li cojoni perché nun ha risposto ecc. ecc. E che te lo dico a fa de quelli che me manneno le imeil dicennome che ce sta 'n provaider, guarda caso americano, che pe ogni imeil che ariva rigala un centesimo in beneficenza alla Lega pe la Lotta alla Peste dei Cojoni, e che quindi bisogna mannanne a secchi. Ma io me so rotto li cojoni!!! Oppure qull'antro che cià er fijo piccolo che cià 'na malatia rarissima che manco se conosce (e quello stà ner Missuri), e che te scrive puro er nummero de telefono perché così je telefoni e je dai tutte le notizie possibili. (Che si poi guardi le date t'accorgi che so passati tre anni da quanno è partita la catena e perciò bonanotte ar secchio!) E poi dico, cazzo, a me me vieni a domannà de robba medica che so de 'a Majana e nun so manco bono a metteme 'n cazzo de cerotto? E de quello che me dice che c'è 'n virus nela posta elettronica, che si nun stai attento te lo piji pure te dalla tastiera, che è peggio de quello che te poi pijà si vai co 'na niggeriana, e nun fate finta che nun lo sapete, che tanto ce lo sapete tutti! E via a mannà imeil... Quelli poi che te manneno la fotocopia der Centro Antitumori der Prenestino dove li scienziati te dicheno che si te magni 'n ovo ar tegamino te viè er cancro all'ucello, o che fasse lo sciampo è peggio de fumasse tre stecche de MS senza firtro. Ancora gireno quelli che dicheno che li giapponesi infileno li gatti dentro le bottije, e te dicheno "annamoje a 'ntasà er sito!!!" E come te poi scordà de quelli che scrivono de quelli dell'ericcson che danno via li telefonini come si fossero fusaje, e che loro c'hanno pure provato e funziona! Basta invià er messaggio a tutti quelli che conosci che ner giro de 'n par de settimane t'ariva a casa Mario J.J.Ericsson in persona, che sa quante imeil hai mannato, e te porta sur portone de casa er cartoccio cor telefonino de urtima generazione, Trial bend, cor GIPPIEREESSE, e la custodia in pitone che ancora se move... A stò punto fateme 'n piacere: mannateme firm porno, foto de nonna, barzellette e artre puttanate, ma ABBASTA CO STE CATENE! Che mò m'apro 'na feramenta e me le venno! E speriamo che st'imeil nun ariva in Luisiana, da una che s'è rotta er cazzo più de me e me manna affanculo! 


*
Sincretico Buddista Anonimo Gandesco
dell' Ascetica "Esho's School of Mantra"
photo dal web


Aforisma


"Adoro le donne...
sono la cosa migliore che sia mai stata creata.
E se vogliono essere come gli uomini
e abbassarsi al nostro livello, a me va bene". 


*
Mel Gibson
Model: Dita Von Teese

03 settembre 2007

Se ti tagliassero a pezzetti


Se ti tagliassero a pezzetti
il vento li raccoglierebbe
il regno dei ragni cucirebbe la pelle
e la luna tesserebbe i capelli
e il viso e il polline di Dio...
di Dio il sorriso.
Ti ho trovata lungo il fiume
che suonavi una foglia di fiore
che cantavi parole leggere,
parole d'amore
ho assaggiato le tue labbra di miele rosso rosso
ti ho detto dammi quello che vuoi,
io quel che posso Rosa gialla rosa di rame
mai ballato così a lungo lungo
il filo della notte sulle pietre del giorno
io suonatore di chitarra
io suonatore di mandolino
alla fine siamo caduti sopra il fieno.
Persa per molto persa per poco
presa sul serio presa per gioco
non c'è stato molto da dire o da pensare
la fortuna sorrideva come uno stagno a primavera
spettinata da tutti i venti della sera.
E adesso aspetterò domani
per avere nostalgia signora libertà signorina fantasia
così preziosa come il vino così gratis
come la tristezza con la tua nuvola di dubbi e di bellezza.
T'ho incrociata alla stazione
che inseguivi il tuo profumo
presa in trappola da un tailleur grigio fumo
i giornali in una mano e nell'altra il tuo destino
camminavi fianco a fianco al tuo assassino
ma se ti tagliassero a pezzetti
il vento li raccoglierebbe
il regno dei ragni cucirebbe la pelle
e la luna tesserebbe i capelli e il viso
e il polline di Dio...
di Dio il sorriso.

*
Fabrizio De Andrè
photo dal web

02 settembre 2007

Il rimorso


"Nelle mie storie d'amore, una volta,
il rimorso mi seguiva... ora mi precede".

*
Ennio Flaiano
fotografia: Lady Schnap

Il fato


"A ciascuno di noi il fato ha destinato una donna,
se riusciamo a sfuggirla... siamo salvi". 

*
Anonimo
photo dal web