31 gennaio 2008

Not so bad


Tre ore di lezione in un'aula al profumo di stalla si curano solo con un po' di shopping. Cammino scoperta e ancheggiante sotto i portici tra sguardi ammirati e infastiditi, e ogni colpo dei tacchi sottili sul pavé risuona come un richiamo che solletica le voglie dei passanti. Una ragazza mi osserva, tira una gomitata al fidanzato fisso sulla mia scollatura e mi fulmina in un'occhiata... lo so cosa pensa e ha ragione... le sorrido e passo oltre.
Una voce mi chiama attirando la mia attenzione sul mucchietto di ossa e griffe che mi raggiunge correndo. Elisa mi saluta con un bacio sulle labbra. E' ancora più magra dell'ultima volta e s'intravedono le occhiaie sotto il trucco e le lenti colorate, ma ai maschietti piace così. Tanto ricca e tanto snob da diventare preda desiderata.
M'invita pigolando alla sua festa di compleanno chiedendo perché non le ho ancora risposto alla mail di qualche giorno fa. Invece d'inventare una scusa rispondo che avevo altro da fare, e che non so se andrò. "Ma non puoi non esserci!" fa il broncio come una bambina maliziosa e mi dice che ci verrà anche Jack. Lo so che non è vero, Jack se le scopa le figlie di papà ma sono amplessi che odorano di rivalsa e di odio. Amplessi violenti che ho imparato ad amare anch'io... se volete un giorno vi racconterò.
Mentre Elisa parla inutilmente entriamo in un locale modaiolo per l'aperitivo... decine di corpi curati e vestiti firmati. Ordino un Mojito, lei un Martini Bianco liscio... roba da sturarci i lavandini per una come lei che non toccherà cibo o che vomiterà tutto. Ma ognuno sceglie la propria via verso la distruzione.
Osservo le occhiate di sufficienza che riserva alle cameriere, e ricordo quando quelle occhiate erano rivolte anche a me. Ora mi prega per avermi alla sua festa regalandomi una sensazione di piacere e potere che risveglia i miei appetiti. Ricordo la sua testolina spigolosa fra le mie cosce morbide e rotonde, il suo viso premuto contro la mia micina umida. Seduta sull'alto sgabello, con le gambe in bella mostra sfioro le sue. Pelle contro pelle, carne contro carne (poca la sua). Appoggia una mano sulla mia coscia e io le stuzzico il collo minuto con le unghie. Salgo dietro l'orecchio poi scendo verso il seno minuto e vedo la stoffa che si tende sotto la spinta dei capezzoli. Mi racconta che la villa dei suoi è troppo lontana dall'università così ora sta in un appartamento lì vicino che divide con Manu, l'amichetta del cuore che purtroppo è a lezione. "Certo, così abbiamo una nostra indipendenza." A casa invece... La interrompo e le dico mentendo che forse alla festa ci andrò, ma che ora sarei contenta di vedere l'appartamentino nuovo.
Le s'illumina lo sguardo e in un attimo siamo fuori. Cinque minuti a piedi e raggiungiamo la casa di ringhiera completamente ristrutturata. Saliamo all'ultimo piano ed entriamo nell'ex mansarda trasformata da un certo architetto famoso di cui mi ripete più volte il nome. Apro una finestra facendo volar via un paio di piccioni mentre il sole scende dietro la collina. La piazza e tetti tinteggiati dai colori del tramonto, l'acqua scura del fiume che brilla riflettendo la luce. Sento le dita ossute che mi accarezzano e la lascio fare... mi abbraccia da dietro, si riempie le mani con i seni abbondanti mentre il suo petto quasi piatto preme contro la mia schiena. Si inginocchia senza lasciare la presa. Allargo un po' le gambe e mi piego appoggiando i gomiti al davanzale. Sento i baci che partono dai piedi, la sua lingua tra le dita e i laccetti dei sandali, poi più su, lungo le gambe lisce e nude. Contemplo il panorama, osservo la gente in piazza senza degnare lei di uno sguardo. Allargo ancora un po' le gambe per incitarla a continuare. Le sue mani risalgono accarezzandomi le cosce e scivolando sotto il vestitino. Massaggia la mia micina coperta dalla stoffa del perizoma umido, poi lo prende e lo fa scivolare via, alzo un piede, poi l'altro per facilitarle il compito, non sono certo così cattiva come sembra. Riprende a massaggiarmela sistemandosi sotto di me. Comincia a leccare da brava cucciola. La lingua gioca con le grandi labbra, ne segue i contorni regalandomi piccoli brividi di piacere, brevi scosse veloci. Si sofferma sul clitoride, mi circonda le cosce con le braccia aggrappandosi al mio sedere e avvicinandosi ancora di più. Svetto sui tacchi alti, piena nelle mie forme. Eli lecca avida il mio piacere, il miele di cui vuole cibarsi. Labbra contro labbra come in un bacio, infila la linguetta lunga nella bocca della mia micia. Sento il piacere che sale, il brivido fisico della sua lingua che mi stimola e il voluttuoso piacere di usare come un giocattolo una ragazza che un tempo mi disprezzava. Sente il mio respiro accelerato e si getta con più foga contro l'oggetto del suo desiderio. La lingua veloce e nervosa in un ritmo incalzante e regolare, le braccia sottili stringono più forte, le mani si avvinghiano alla mia carne e le dita segnano la pelle. Ad ogni mia contrazione, ad ogni gemito risponde con un mugolio disperato e avido. Sento le gambe che mi si piegano molli, m'irrigidisco per non cadere e un caldo orgasmo si protrae sotto la sua insistente voracità mentre il mio piacere cola nella sua bocca. So che nell'ultima luce qualcuno potrebbe vedere la mia faccia sudata in una maschera di piacere e che dalle altre finestre aperte qualcuno ascolterà i miei gemiti confusi nel rumore del traffico. Mi stacco dal davanzale, le premo la testa contro il mio corpo, e tremante mi sciolgo in un ultimo piacere liberatorio.

*
Mademoiselle Satin
photo dal web



Io ti amo


Io ti amo
e se non ti basta
ruberò le stelle al cielo
per farne ghirlanda
e il cielo vuoto
non si lamenterà di ciò che ha perso
che la tua bellezza sola
riempirà l' universo.

Io ti amo
e se non ti basta
vuoterò il mare
e tutte le perle verrò a portare
davanti a te
e il mare non piangerà
di questo sgarbo
che onde a mille, e sirene
non hanno l' incanto
di un tuo solo sguardo. 

Io ti amo
e se non ti basta
solleverò i vulcani
e il loro fuoco metterò
nelle tue mani, e sarà ghiaccio
per il bruciare delle mie passioni. 

Io ti amo
e se non ti basta
anche le nuvole catturerò
e te le porterò domate
e su te piover dovranno
quando d'estate
per il caldo non dormi.
E se non ti basta
perché il tempo si fermi
fermerò i pianeti in volo
e se non ti basta...
vaffanculo! 

*
Stefano Benni
fotografia: Fiona foto

Il cielo sopra


Il cielo sopra le nostre case unisce le distanze, annega fiumi di parole alle quali pongo ascolto; e guardo e miro e ammiro il mondo. Il cielo sopra le nuvole separa regioni confonde la neve con il sole, sono immagini; e penso e sogno e mi giro tutto il mondo. Il cielo sopra le nostre case è di un azzurro intenso o forse è nuvoloso, io non so vederlo; dipende dalle nebbie che conducono i nostri occhi. Il cielo sopra le nuvole è bianco e nero non è chiaro avvolto dal mistero; razzismi e influenze nemici di comune idee. Io ammiro questa luce che si muove inquieta dalla costa frastagliata fino alla Torre di Pisa. Ti avverto oh luce tu parabolica ove in un luogo ove in un altro; e penso e sogno le sue stagioni o anni appena sorti a quelli passati nella mia terra di calore e guardo e miro le primavere o estati appena colte che vivere si sentono sino al Vecchio Ponte. Potessi catturare quest'aria... sei la mia gente petulante e smorfiosa; oh cielo tu soffochi ridendomi. L’aria che respiro è la mia casa soffocante e accogliente; il cielo oggi ride sofferente. Allora volgo ai bei tramonti disto dalle albe e la smania di gridare, e l'eco che si perde tra le mura di palazzi erti e i panni stesi,i cani televisioni accese pianti di bambini,poi silenzi. E allora mi perdo fra i tramonti e le albe e la voglia di volare, e il suo soffio si confonde con le pietre assolate e ardenti e le grida, le mura, i prati freschi, le campagne, inondate di luce e verdi; tutto mi confonde mentre anche questo giorno spira con forza leggera e la terra sospira. Tutto è nuvola mentre muore il giorno con vento severo mentre la mia terra spira. Il cielo sopra le nostre case è un siparietto danzante, palco di speranze e sogni e fiumi di pensieri; Principesse di creta sono anime in ascolto coinvolte in un volo più grande di loro: e guardano e mirano e ammirano il mondo. Il cielo sopra le nuvole è un angolo di tanti angoli teatro di sospiri e mutismi di belle speranze; siamo Principesse nere turbini di neve valanghe di voli di presagi: e pensano e sognano e girano tutto il mondo. Come Principesse di creta anche noi abbiam volato travolte da un sogno in un canto agitato. Come Principesse bianche anche noi vogliam esserlo sofferte da un sogno ancor più' soffocato.

*
SparklingDiamond & DeaChiara
fotografia: Alexander Margolin

La strega di Portobello


"... Per vergare una semplice lettera dobbiamo riversare in essa tutta la forza che contiene, come se ne scolpissimo il significato. In questo modo, nei testi sacri, è rintracciabile l'anima dell'uomo che servì da strumento per divulgarli al mondo... comunque non riguarda solo i testi sacri, ma ogni cosa che trasportiamo sulla carta. Perché la mano che traccia un segno riflette l'anima di chi scrive... La penna con cui stai scrivendo questi versi è solo uno strumento: non ha alcuna coscienza, segue la volontà di chi la impugna. Ed in questo assomiglia molto a ciò che chiamiamo "vita". Tanti uomini si trovano sulla terra solo per ricoprire un ruolo, ma non capiscono che esiste una Mano Invisibile che li guida. In questo momento, nelle tue mani, nella penna che traccia lettere risiede ogni intenzione della tua anima. Voglio che tu comprenda l'importanza di ciò".


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Paulo Coelho
fotografia: Anna Grigorenko

Il vero senso delle parole



AMICO: dicesi della persona di sesso maschile in possesso di quel "certo non so che" che cancella qualsiasi velleità di andare a letto con lui.

AMICA: dicesi della persona di sesso femminile in possesso di quel "certo non so che" che ti fa venire una voglia pazzesca di andare a letto con lei.

AMORE: parola di cinque lettere, tre vocali, due consonanti e due idioti.

ARCHITETTO: dicesi di un tipo che non è sufficientemente macho per essere ingegnere, né abbastanza finocchio per essere stilista.

AUTORITA': colui che arriva dopo la battaglia e prende a calci i feriti.

BALLARE: è la frustrazione verticale di un desiderio orizzontale.

BANCHIERE: è un tipo che ti presta l'ombrello quando c'è un sole splendente e lo reclama quando inizia a piovere.

BOY SCOUT: un bambino vestito da coglione comandato da un coglione vestito da bambino.
CALCIO: è ciò con cui si sposano tutte le donne senza saperlo.

CONSULENTE: è uno che ti prende l'orologio dal polso, ti dice l'ora e si fa pagare la prestazione.
DIPLOMATICO: è chi ti dice di andare a fare in culo in modo tale che non vedi l'ora di iniziare il viaggio.

ECONOMISTA: è un esperto che saprà domani perché ciò che ha predetto ieri non è successo oggi.

ETERNITA': lasso di tempo che trascorre da quando hai finito a quando l'hai riaccompagnata a casa.

FACILE: dicesi della donna che ha la moralità sessuale di un uomo.

FISICO QUANTICO: è un uomo cieco in una stanza buia che cerca un gatto nero. Che non c'è.
HARDWARE: parte del computer che riceve i colpi quando si pianta il software.

IMPAZIENZA: aspettare in fretta.

INCRESCIOSO: uomo con un'erezione che cammina contro il muro e la prima cosa con cui lo tocca è il naso.

INDIFFERENZA: atteggiamento assunto da una donna nei confronti di un uomo che non le interessa, interpretato dall'uomo come "sta facendo la difficile".

INFLAZIONE: è dover vivere pagando i prezzi dell'anno prossimo con lo stipendio dell'anno scorso.

INTELLETTUALE: individuo capace di pensare per più di due ore a qualcosa che non sia il sesso.
INTER-VISTA: ciò che si vede tra le gambe dell'intervistata.

LAVORO DI SQUADRA: possibilità di addossare la colpa agli altri.

LINGUA: organo sessuale che certi degenerati usano per parlare.

MAL DI TESTA: anticoncezionale più usato dalla donna degli anni 90.

MONOGAMO: poligamo represso.

NANOSECONDO: frazione di tempo che trascorre tra l'accendersi della luce verde del semaforo e il suono del clacson dell'automobile dietro a noi.

NINFOMANE: termine con il quale un uomo definisce una donna che ha voglia di fare sesso più spesso di lui.

PESSIMISTA: ottimista con esperienza.

PRETE:persona che tutti chiamano padre eccetto i suoi figli, che lo chiamano zio.

PROGRAMMATORE: è colui che ti risolve in modo incomprensibile un problema che non sapevi di avere.

PSICOLOGO: è colui che guarda tutti gli altri quando una bella donna entra nella stanza.

STATISTICO: è qualcuno di abile con i numeri ma che non ha sufficiente personalità per essere ingegnere.

TENDERE A (S)TENDERE: trovarsi davvero sul punto di appendere la biancheria, ma senza arrivare a farlo.

UROLOGO: è il medico che ti guarda l'uccello con disprezzo, te lo tocca con disgusto e ti passa la parcella come se te lo avesse soddisfatto.


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Anonimo
photo dal web



30 gennaio 2008

Aforisma


Non è vero che i mariti, appena vedono una bella donna, 
dimenticano di essere sposati. Al contrario... 
proprio in quei momenti se lo ricordano dolorosamente.


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Mark Twain
fotografia: His object od Desire model

La modella non è un manichino


Edward J. Steichen (Bivange, 27 marzo 1879 – West Redding, 25 marzo 1973) fotografo e pittore statunitense, nasce a Bivange, in Lussemburgo. La sua famiglia emigra negli Stati Uniti d'America nel 1881, diventa cittadino statunitense nel 1900. Si impone come un pittore di belle arti all'inizio del ventesimo secolo; assume poi l'approccio di "Pittorialismo nella fotografia", imponendosi tra i migliori grazie alla sua maestria. Tra le tante realizzazioni, Steichen è noto per aver creato "The Family of Man" nel 1955, una esposizione al Museum of Modern Art che consiste di oltre 500 photos che descrivono la vita, l'amore e la morte in 68 paesi.







"la macchina fotografica è un testimone degli oggetti, dei posti e degli eventi... Il processo tecnico serve semplicemente come veicolo di trascrizione e non da arte."


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Edward J. Steichen

Aforisma


L'amicizia fra un uomo e una donna

è sempre un poco erotica,

anche se inconsciamente.

Jorge Luis Borges

 
photo dal web

27 gennaio 2008

Aforisma

Il sesso è come giocare a bridge,

se non hai un buon partner

spera almeno in una buona mano.

Woody Allen

photo dal web