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17 febbraio 2008

Sogni



Contemplo il lago silenzioso
che la brezza fa rabbrividire.
Non so se penso a tutto
o se tutto mi dimentica.
Nulla il lago mi dice
né la brezza cullandolo.
Non so se sono felice
né se desidero esserlo.
Tremuli solchi sorridono
sull'acqua addormentata.
Perché ho fatto dei sogni
la mia unica vita?


*
Fernando Pessoa
fotografia: Christophe Vermare

16 settembre 2007

Il violinista pazzo


Non fluì dalla strada del nord 
né dalla via del sud
la sua musica selvaggia per la prima volta
nel villaggio quel giorno.
Egli apparve all'improvviso, nel sentiero,
tutti uscirono ad ascoltarlo,
all'improvviso se ne andò, e invano
sperarono di rivederlo.
La sua strana musica infuse
in ogni cuore un desiderio di libertà.
Non era una melodia,
e neppure una non melodia.
In un luogo molto lontano,
in un luogo assai remoto,
costretti a vivere, essi,
sentirono una risposta a questo suono.
Risposta a quel desiderio
che ognuno ha nel proprio seno,
il senso perduto che appartiene
alla ricerca dimenticata.
La sposa felice capì
di essere malmaritata,
l'appassionato e contento amante
si stancò di amare ancora,
la fanciulla e il ragazzo furono felici
di aver solo sognato,
i cuori solitari che erano tristi
si sentirono meno soli in quel luogo.
In ogni anima sbocciava il fiore
che al tatto lascia polvere senza terra,
la prima ora dell'anima gemella,
quella parte che ci completa,
l'ombra che viene a benedire
dalle inespresse profondità lambite
la luminosa inquietudine
migliore del riposo.
Così come venne andò via.
Lo sentirono come un mezzo-essere.
Poi, dolcemente si confuse
con il silenzio e il ricordo.
Il sonno lasciò di nuovo il loro riso,
morì la loro estatica speranza,
e poco dopo dimenticarono
che era passato.
Tuttavia, quando la tristezza di vivere,
poiché la vita non è voluta,
ritorna nell'ora dei sogni,
col senso della sua freddezza,
improvvisamente ognuno ricorda-
risplendente come la luna nuova
dove il sogno-vita diventa cenere-
la melodia del violinista pazzo.

*
Fernando Pessoa
photo dal web

25 giugno 2007

Cosa è la felicità...


Nella casa di fronte a me ed ai miei sogni
che felicità c'è sempre!
Vi abitano persone sconosciute
che ho già visto senza vedere.
Sono felici, perché esse non sono io.
I bambini, che giocano sugli alti terrazzi,
vivono tra vasi di fiori,
eternamente, senza dubbio.
Le voci che salgono dall'intimità domestica
cantano sempre, senza dubbio. 
Sì, devono cantare.
Quando è festa qua fuori, è festa là dentro.
E così deve essere laddove tutto si adatta...
l'uomo alla Natura, perché la città è Natura.
Che grande felicità non essere io!
Ma anche gli altri non penseranno così?
Quali altri? Non ci sono altri.
Quanto pensano gli altri
è una casa con la finestra chiusa,
o se si apre,
è perché i bambini possano giocare
sulla veranda inferriata,
tra i vasi di fiori
che non ho mai visto quali fossero.
Gli altri non sentono mai.
Chi sente siamo noi,
sì, tutti noi,
perfino io, che ora non sento più nulla.
Nulla? Non so...
Un nulla che fa male...


*
Fernando Pessoa
photo dal web

17 gennaio 2007

Errore e sogno


Il mondo è tutto intessuto di errore e di sogno
ma una certezza può star nella nostra verità,
che quando rimiriamo qualcosa nel nostro pensiero,
nulla apprendiamo di quanto andiam lì ad apprendere.
Ché lo specchio conosce un lato solo delle cose,
e fredde le conosce nella loro solidità.
La sua verità è una doppia menzogna;
del vero mostra il falso e del non luogo mostra il vero.
Il pensiero annebbia la nostra vita con stranezza,
ma mai con una stranezza maggiore dello strano
ricerca il nostro perplesso pensare, perché dalle
parole trae il loro senso... scienza, verità, scambio.
Conosciamo il falso del mondo, non quello che è vero.
eppure a quel pensiamo, sapendo che mai sapremo.

*
Fernando Pessoa
fotografia: Jacob Sutton