28 giugno 2007

Aforisma


Il piacere è un peccato ma,
qualche volta...
è il peccato ad essere un piacere!

*
Lord Byron
photo dal web

26 giugno 2007

Aforisma


L'eccessivo valore che diamo ai minuti,
la fretta che sta alla base del nostro vivere,
è senza dubbio il peggior nemico del piacere. 

*
Herman Hesse
fotografia: Zibran

25 giugno 2007

Cosa è la felicità...


Nella casa di fronte a me ed ai miei sogni
che felicità c'è sempre!
Vi abitano persone sconosciute
che ho già visto senza vedere.
Sono felici, perché esse non sono io.
I bambini, che giocano sugli alti terrazzi,
vivono tra vasi di fiori,
eternamente, senza dubbio.
Le voci che salgono dall'intimità domestica
cantano sempre, senza dubbio. 
Sì, devono cantare.
Quando è festa qua fuori, è festa là dentro.
E così deve essere laddove tutto si adatta...
l'uomo alla Natura, perché la città è Natura.
Che grande felicità non essere io!
Ma anche gli altri non penseranno così?
Quali altri? Non ci sono altri.
Quanto pensano gli altri
è una casa con la finestra chiusa,
o se si apre,
è perché i bambini possano giocare
sulla veranda inferriata,
tra i vasi di fiori
che non ho mai visto quali fossero.
Gli altri non sentono mai.
Chi sente siamo noi,
sì, tutti noi,
perfino io, che ora non sento più nulla.
Nulla? Non so...
Un nulla che fa male...


*
Fernando Pessoa
photo dal web

The bellism' story of cappuccett red


One mattin her mamma dissed: "Dear Cappuccett, take this cest to the nonn, but attention to the lup that is very ma very kattiv! And torn prest! Good luck! And in bocc at the lup!". Cappuccett didn't cap very well this ultim thing but went away, da sol, with the cest. Cammining cammining, in the cuor of the forest, at acert punt she incontered the lup, who dissed: "Hi! Piccula piezz'e girl! 'Ndove do you go?". "To the nonn with this little cest, which is little but it is full of a sacc of chocolate and biscots and panettons and more and mirtills", she dissed. "Ah, mannagg 'a Maruschella (maybe an expression com: what a cul that had) dissed the lup, with a fium of saliv out of the bocc. And so the lup dissed: "Beh, now I dev andar because the telephoninis squilling, sorry." And the lup went away, but not very away, but to the nonn's House. Cappuccett Red, who was very ma very lent, lent un casin, continued for her sentier in the forest. The lup arrived at the house, suoned the campanel, entered, and after saluting the nonn, magned her in a boccon. Then, after sputing the dentier, he indossed the ridicol night berret and fikked himself in the let. When Cappuccett Red came to the fint nonn's house, suoned and entered. But when the little and stupid girl saw the nonn (non was the nonn, but the lup, ricord?) dissed: "But nonn, why do you stay in let?". And the nonn-lup: "Oh,I've stort my cavigl doing aerobics!". "Oh, poor nonn!", said Cappuccett (she was more than stupid, I think, wasn't she?). Then she dissed: "But...what big okks you have! Do you bisogn some collir?". "Oh, no! It's for see you better, my dear (stupid) little girl", dissed the nonn-lup. Then cappuccett, who was more dur than a block of marm: "But what big oreks you have! Do you have the Orekkions?". And the nonn-lup: "Oh, no! It is to ascolt you better". And Cappuccett (that I think was now really rincoglionited) said: "But what big dents you have!". And the lup, at this point dissed: "It is to magn you better!". And magned really tutt quant the poor little girl. But (ta dah!) out of the house a simpatic, curious and innocent cacciator of frod sented all and dissed: "Accident! A lup! Its pellicc vals a sac of solds". And so, spinted only for the compassion for the little girl, butted a terr many kils of volps, fringuells and conigls that he had ammazzed till that moment, imbracced the fucil, entered in the stanz and killed the lup. Then squarced his panz (being attent not to rovin the pellicc) and tired fora the nonn (still viv) and Cappuccett(still rincoglionited). And so, at the end, the cacciatore of frod vended the = pellicc and guadagned honestly a sacc of solds. The nonn magned tutt the leccornies that were in the cest. And so, everybody lived felix and content (maybe not the lup!). Piaciuts?


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Anonimo
model: Isolda Manero

12 giugno 2007

Francoise-Marie Banier



"Fotografare è scrivere in modo definitivo,

per l'eternità... un viso, un corpo!"





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Francoise-Marie Banier

10 giugno 2007

Mi manchi


Sarà la pioggia...
una pioggia violenta di temporale estivo... gocce scroscianti che lavano via le brutture... sarà che insieme alla pioggia si mischiano emozioni... il vento impetuoso, i suoi mulinelli di petali strappati a rose grondanti acqua ed essenza... sarà che la luce si fa scura, misteriosa e cupa, portando con se' frammenti di memorie scolorite dal tempo... sarà che tutto scompare e ti lascia sola in balia di una forza grande, la forza del tuo ricordo, del tuo pensiero silente... un temporale di metà pomeriggio e, mentre scruto l'orizzonte del cielo così sconfinato, sento che ho voglia di te... di scriverti, di dirti che ci sono... che sono qui e che la cosa più bella che il temporale mi ha portato è stata la consapevolezza di te... mi manchi sai? 

*
AngelGabriel
photo dal web

09 giugno 2007

Aforisma


Le impronte di un angelo sono fatte d'amore
e dove c'è amore possono accadere cose meravigliose. 

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Anonimo
photo dal web


Tra breve....


E' più bello quando scende la sera.
Tutto l'amore che il cielo abbraccia
è raccolto in un'ombra di luce sulla terra,
sulle case della terra...
Tutto è mio, e tutto mi sarà tolto,
tra breve tutto mi sarà tolto.
Alberi, nubi, il suolo che calpesto.
E vagherò, solo, senza orme. 


*
Pär Lagerkvist
fotografia: Sergey Lenin (Popoff)

05 giugno 2007

Aforisma


Immagina la felicità come un succoso gelato
da gustare sotto il sole.
Se lo trascuri si scioglie...
mangialo in fretta o ti colerà tra le dita...


*
Andrea I.
fotografia: Ellen Von Unwerth

La sveltina


La sveltina, una delle poche gioie della vita. Quel raptus che coglie all'improvviso due persone che fino a un momento prima si comportavano normalmente, con gesti misurati, pensieri e parole rivolti a cose banali. Due soli in una stanza, in auto, in qualunque posto lontano da occhi estranei. Poi, d'improvviso, ti rendi conto che lei ti piace e la vedi come una donna e non più come un'altra persona e ti sorprendi a pensare come sarebbe bello se... Lei si accorge del tuo cambiamento, è colta dallo stesso pensiero, rimane un momento turbata ma poi ti guarda in un certo modo, fa capire che anche a lei piacerebbe, che ci sta... E di colpo la vedi come una preda, un'occasione da cogliere, subito, prima che passi. La complicità rende tutto più esaltante, non hai bisogno di corteggiare, di ricorrere a preliminari, l'occasione è lì pronta da cogliere. E allora prende a entrambi una smania, i gesti si fanno febbrili, il fiato esce a strappi, dalla bocca escono parole rotte, la smania di uno aumenta quella dell'altro, i tempi si accelerano, tutto diventa finalizzato a quell'unico obiettivo, il piacere. Non c'è più nessun ritegno, è un delirio che è bello lasciar crescere, fino all'apice. E tutto si risolve in pochi secondi esaltanti. Poi la tensione cade di colpo. Si rimane un momento allacciati, per godere di quel beato sfinimento che segue e lasciar passare l'affanno, ci si scambia baci di tenerezza. Poi torna la paura di venire sorpresi, ci si stacca, si rassettano gli abiti, quasi imbarazzati di essere stati colti in un momento di debolezza, e ci si sforza di tornare composti. Ma dentro a ognuno fluisce una beatitudine animale che dura ancora a lungo. La sveltina non è solo sesso. C'è il contrasto del passaggio improvviso da una situazione normale, tranquilla, rilassata, civile, e un momento dopo lo scatenarsi di tutti gli istinti, un comportamento animale senza pudori e ritegni. E la sensazione di avere colto l'essenza dell'animo umano, senza finzioni, corteggiamenti, preparativi, tutte quelle cose ipocrite che servono solo a convincere e a concedersi un po' alla volta, senza il rischio di andare troppo avanti e rimanere delusi e frustrati. E' bello tornare animali ogni tanto… 

... ed aggiungo... diamoci una “sveltina” ogni tanto allora!!!


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Lunanuova
photo dal web

04 giugno 2007

Le tue lettere


Amica mia penso a te al tuo color di sole alla tua grazia. La casa è vuota da quando il mio raggio di sole è andato a tuffarsi in mare. Se vedi i sommergibili dì loro che t'amo. Se le nubi s'addensano dì loro che t'adoro, se la mareggiata infuria sugli scogli della riva dì agli scogli che sei la mia pietra preziosa. Se qualche granello di sabbia brilla tra i mille granelli di sabbia della spiaggia digli che sei la sola gemma che amo. 
Quando vedrai il postino digli con quanta impazienza aspetto le tue lettere. Ti mando mille baci mille carezze che ti raggiungeranno come le parole raggiungono l'antenna del telegrafo senza fili. Se vedi dei feriti digli che la mia sola ferita è quella che hai inferto al mio cuore. Se a volte pensi, pensa che il mio pensiero è sempre con te e che t'adoro.


*
Guillaume Apollinaire
fotografia: Katie Lee

Infinito


Infinito può essere un amore anche se non sboccia nel gioco del piacere... Infinito può essere un amore che, fra lacrime e sorrisi, ci dà gioia, dolore... amore.. Quando senti che dentro di te tutto si aggroviglia, quando senti lo stomaco che ti si contorce, il cuore che ti batte violento, le parole che non escono... quando senti dentro di te quella strana sensazione di piacere e di dolore stai pur certo che quello è amore. E' un amore lontano, un amore vicino, un amore afferrabile, un amore che ti scivola... è un amore. Non sempre si può dare tutto ciò che si vorrebbe. Spesso l'amore è pieno di contraddizioni, si pensa una cosa e se ne fa un'altra, si dice va via, si vorrebbe urlare resta... resta anche se può far male... resta! E crescendo si impara che l'amore non può essere più spontaneo come quando si è fanciulli, ci si rende conto che l'istinto, l'intuito vanno messi da parte, alle volte bisogna ucciderli dentro di noi se si vuol continuare ad amare. Non sempre siamo attratti dalle persone giuste, anzi, il più delle volte sono proprio le situazioni più ardite che ci attraggono, le situazioni vietate che ci solleticano la fantasia e ci fanno incamminare su una strada contorta, su una strada che spesso ci porta a bivi terribili, bivi che superiamo spinti solo da quella sensazione d'amore che aleggia nei nostri cuori. L'amore non si può guidare né può essere guidato, non si può frazionare, limitare, incatenare... l'amore è uno spirito libero e come tale deve poter esprimere tutta la sua vitalità. Ho sentito persone che confondono l'amore con la pietà, l'amore con la carità, persone che dividono l'amore in tante fettine uguali e pensano che il dare a ognuno uno spicchio sia sufficiente. Ognuno ha il suo parametro nell'amore, ognuno cerca di porvi delle regole, dei traguardi ma nessuno ha compreso che l'amore è al di sopra di tutto questo. L'amore non si può menzionare, dividere in parti uguali... centellinare. Quando l'amore c'è è talmente violento in noi che tutto gira intorno a lui, Signore e padrone dei nostri cuori, la nostra vita si prostra ai suoi piedi e ogni atto, ogni gesto, ogni sguardo, ogni parola sono rivolti a lui. A lui che riempie l'aria che respiriamo, a lui che ci dà vita... che ci porta sull'orlo della morte. Nonostante tutti gli sforzi ci accorgiamo che la nostra volontà diventa nulla dinanzi l'amore, cambia e muta secondo il suo volere ed è un volere che non ci appartiene ma ci trasporta come foglia in balia del vento verso terre lontane e sconosciute. Niente e nessuno può arrestare questa folle corsa verso un cielo pieno di stelle, un mare in tempesta. Il bello e il brutto sono strettamente uniti fra di loro così come il piacere e il dispiacere, la gioia e il dolore. La ragione non ha più motivo di esistere, l'amore è l'unica ragione che riconosciamo e in base ad essa agiamo. Se un giorno trovi sul tuo cammino la disperazione più nera, se pensi che tutto ti è crollato addosso, se piangi nel silenzio della tua stanza e abbracci freneticamente un fantasma che ti si dissolve fra le dita allora, sappi, che il tuo è amore. Spesso lo si riconosce nella disperazione più totale, spesso ci si rende conto che la persona da noi amata non potrà mai essere come vorremmo e ciò ci ferisce profondamente ma, se nonostante tutto, nonostante l'urlo di dolore che si sprigiona dai nostri cuori, nonostante la voglia di chiudere gli occhi per non riaprirli più, noi continuiamo ad amare, a desiderare quella persona, allora quello è il momento che ci rendiamo conto dell'infinito sentimento che va al di là della materialità, che supera le barriere dei nostri stessi corpi e si sprigiona libero, quasi fosse un essere che non ci appartiene, danza, ride, gioisce nel sol vedere la persona che si ama. E quell'amore sa rinunciare, sa aspettare, sa donare e non chiedere nulla, sa essere felice solo perché esiste. In amore la parola mi dispiace non dovrebbe mai esistere perché il dispiacere è una restrizione dell'amore. 
Se non puoi dare all'altro ciò che vuole ma se senti di amarlo, dagli altre cose, donagli un sorriso, una carezza, una parola gentile, un gesto d'affetto, fagli capire che il tuo cuore è il suo, che tutto ciò che lui ti toglie non intacca il tuo amore, fagli comprendere che sai capire ciò che lui si aspetta da te e non infierire mai sul suo comportamento. Se ti senti scivolare aggrappati forte ma non gridare, non sempre lui può essere in grado di salvarti e ciò potrebbe dispiacergli. L'amore è dedizione totale verso un'altra persona ma non si deve fraintendere questo sentimento e renderlo una prigione. Ognuno di noi deve potersi esprimere sempre come vuole, nessuno deve impedirci di essere noi stessi, nessuno al di fuori di noi può decidere se è giusto rinunciare o meno a un qualche cosa. Se l'amore ti detta tutto ciò stai tranquilla, raccoglierai dei frutti prelibati che non si trovano nel possesso, nel sesso, nella sottomissione, si trovano nella vera essenza dell'altra persona e sono sublimi, soavi, dolci e irripetibili. Prendi al volo l'attimo che ti viene offerto e non ti domandare mai quello che potrebbe essere stato o quello che avresti voluto. Prendi ciò che ti viene donato, impara ad amare ogni frazione di tempo che ti viene data, ama tutto ciò che lui può darti e non chiedergli altro, in quel momento lui non può dartelo. Comprendendo tutto ciò ti renderai conto di quanto tutto può essere bello se accettato per quello che è. L'amore è un infinito rincorrersi, è un'altalena che vola in alto, è un soffrire, è uno scoprirsi piccoli e indifesi, è riconoscere i propri limiti, è accettare i limiti dell'altro. L'amore è un vortice che ci solleva dalla banalità quotidiana facendoci scoprire l'immenso potere che è in tutti noi, un potere nascosto, un potere inesauribile... è il potere dell'amore. Lasciati cullare dal suono melodioso dei flauti, dei violini, delle arpe e degli archetti, lasciati andare nella visione del volto di chi ami, non distorcerla, lasciati abbracciare dal calore che sprigiona questa forza, lasciati prendere dall'euforia di un sogno che pensavi potesse essere irraggiungibile e che, invece, è lì, a due passi da te. Mai porre limiti, barriere, recinti. In amore tutto è permesso, tutto è lecito l'unico limite è il rispetto più assoluto verso l'altra persona. Lascia al tuo corpo la possibilità di esprimersi ma bada bene che sia in sintonia con i tuoi desideri più veri. E se ami al di là di ogni regola, se ami ogni istante che lui rappresenta non aver paura mai di piangere, di soffrire, di morire, perché questo amore durerà per sempre. Se ne senti il bisogno sfoga la tua rabbia, se ne senti il bisogno costruisciti un castello dove nasconderti quando ti senti terribilmente sola, trasformati in un camaleonte e osserva il mondo, il suo mondo ma mai devi desistere dall'amare. Scruta te stessa nei meandri più nascosti e scopri ogni segreta che è in te, capisci cosa vuoi realmente e se il desiderio di lui non passa non avere più dubbi, lo ami immensamente. Non credere mai che una decisione presa sia irreversibile, la vita nasconde tante sorprese e ciò che trovavi vero, unico importantissimo fino a ieri non è detto che lo debba essere pure oggi. L'amore è l'unica forza che può sconvolgere ogni cosa. Non vi sono giuramenti, promesse fatte prima che non si piegano alla volontà dell'amore. 
Certo, mi rendo conto che all'inizio può sembrarti assurdo e scacci da te questa idea come se fosse una cosa sporca, come se ciò potesse farti finire nel fango più torrido, ma capirai presto, se sarai sincera con te stessa, che l'amore è la forma più alta d'espressione che ogni uomo ha e, quindi, puoi fidarti di ciò che provi e lasciati prendere completamente senza nulla togliere ai tuoi principi. Se anche tu cerchi l'amore, se anche tu credi che sia l'unica espressione che possiede ogni essere per dimostrare che vive non porti inutili barriere di fronte a te, prendilo per quello che è, e non cercare, ostinatamente, quello che non può darti. Non chiedergli ciò che vorresti domani, non desiderare ciò che non hai avuto ieri, non saltare avanti e indietro lasciandoti sfuggire il destino che hai davanti. Assapora il gusto del momento che vivi in questo attimo irripetibile, ora già potresti rimpiangerlo! Non sconfinare in inutili ideologie di un passato che senti non appartenerti più. Non volere a tutti i costi mantenere in vita un castello basato su fragili fondamenti, non attaccarti a ieri, non sognare il domani, inginocchiati dinanzi la volontà del sentimento più bello. Perché accontentarsi di una briciola di pane se si può avere l'intera pagnotta? Perché non voler vivere se ci è stata donata la vita? Ecco, rinunciare all'amore vuol dire questo, vuol dire prendersi beffa della nostra stessa vita. Se ami non devi aver paura a riconoscerlo, guarda il tuo cuore, osserva il tuo mondo a testa alta, fiero di dire: si, ora amo!? E' solo, semplice amore ciò che tutti vorremmo donare ma spesso, troppo spesso non viene compreso, viene frainteso, oltraggiato, deriso, schernito... vietato! Esisti per la tua visione e non farti portare nell'aridità di un mondo che non ti appartiene. Dall'infinito di questo amore lasciati trasportare nei sogni più veri che hai, lasciati andare all'emozione del momento, fai uscire il bimbo che è in te, ridona la spontaneità al tuo essere... vivi fino in fondo questo dono meraviglioso.


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Ninfea (dolce)
fotografia: Evgeniya Rudaya