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01 febbraio 2008

Maruzza Musumeci


Quella voce picciotta all’oricchio che gli parlava d’amuri gli faciva asciugare macari il sangue nelle vini. “Ma l’amuri abbisogna sapirlo trattare” proseguì Minica. “Se uno non sapi come si tratta, po’ finiri a aschifio, a schifio grosso, mi spiegai?” Matre santa, che voci che aviva! Gnazio non arriggì cchiù e sent’ ‘na speci di tirrimoto scatinarisi abbascio, dintra ai so cazùna. Sbrogliò. Ma come potiva ‘na vecchia laida fargli ‘st ‘effetto sulamenti parlanno?

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Andrea Camilleri
photo dal web


04 gennaio 2008

La danza del gabbiano


"Oramà gabbiani sinni vidivano picca, va a sapiri pirchì avivano traslocato in paisi. Ma macari a Montelusa, a deci chilometri dalla costa, ci nn’erano a centinara, era come se l’aceddri si fossero stuffati del mari e sinni stissiro alla larga dalle onde. Pirchì si erano arridotti a circare il loro mangiari nella munnizza citatina invici di annari a piscarisi pisci frisco? Pirchì si erano degradati fino a dovirisi sciarriari coi surci per una testa di pisci putrefatto? Ma si erano volutamente arridotti accussì o era cangiato qualichi cosa nell’ordine della natura? Tutto ìnzemmula il gabbiano chiuì l’ali e accomenzò a picchiare verso la spiaggia. Che aviva visto? Ma quanno arrivò a toccare col becco la pilaja invece di risollevarsi in aria con la preda, s’afflosciò addivintò un immobili mucchietto di pinni cataminate a leggio dal vinticeddro di prima matina. Forse gli avivano sparato, a malgrado che il comissario non aviva sintuto nisciun colpo di fucile. Ma chi era l’imbecille che potiva mittirisi a sparare a un gabbiano?" 

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Andrea Camilleri
fotografia: Sara Helwe