26 novembre 2007

Il Paradiso


Accarezzami dove fioriscono i capelli, sopra le macerie fumanti dei miei sudori. Ripeti il mio nome come se non m’avessi mai chiamata, come se non m’avessi mai toccata. Chiamami, perché il paradiso non può essere altrove. Sono queste mani che disegnano esatte il profilo dei fianchi, il ventre del sesso dove intingi le dita e ne gusti il sapore M’avvicini in un gioco sospeso dove non capisco regole e ruoli, e i tuoi occhi danno già per certo che perdo, che il pegno che trattengo in mezzo alle gambe sarà disponibile come una sposa, come una madre che brama dalla voglia di esserlo. Ascolta il rumore di questo seno che dondola e selvaggio ti sfida ad essere fedele ad un’unica bocca. Ti strizza i pensieri e te ne chiedi ragione, ti fa dolore dove nessun sentimento potrà mai darti conforto. Se questo fosse il paradiso vorrei già essere morta, ma se per caso fosse l’inferno peccherei ogni giorno per guadagnarmi questo oblio di spirito e carne. Ora le sento, queste mani scellerate che continuano a toccarmi, a sfiorarmi come se conoscessero ogni istante che segue, come se alba e tramonto non avessero un giorno di mezzo e continuassero a girare in un vortice di brama e passione. Ora ti sento! Impaziente Mi volti e mi rivolti per riempirmi di maschio in ogni dove natura m’ha fatto capiente. Taci, ti prego taci, perché se amore esiste, non ci sono parole dentro questo silenzio.

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Blackmamba78
photo dal web

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