22 febbraio 2010

Andata... venuta e ritorno!


Anna non resisteva più alla tentazione di rivedere Andrea, non riusciva a dimenticarlo. Era impossibile dopo l’incontro al vecchio casale abbandonato. Così decise che gli avrebbe mandato un messaggio... "sono a Pisa ho voglia di vederti... ci vediamo a casa tua…" Prese un taxi che la portò proprio sotto casa sua, sua moglie era fuori città' con i ragazzi… avevano il pomeriggio tutto per loro! Arrivata, scese dall'auto e rimase sola davanti ad un'inferriata rossa, un piccolo cancello, un albero d'abete un numero... il 23! Il 23 si era proprio quello… suona il campanello insieme al cuore che nel petto incomincia a galoppare, una voce dall'altra parte chiede... “chi e?” sono io Anna… ed il click della serratura diede il consenso. Sale in fretta le scale, si sistema i capelli, si bagna la bocca per sembrare calma, ma non lo era affatto, era eccitata e felice. Andrea apre la porta, la guarda, gli dice… “come sei bella, entra… t'aspettavo!” Nessuna parola… tra di loro solo silenzio, solo voglia, solo pelle. La bacia, la sua lingua è sul collo, la lecca, la vuole! Si allenta la cravatta e si siede sulla poltrona di fronte al letto, e gli dice… “spogliati per me”. La mano di Anna scivola nella scollatura, inizia a giocare con un seno, soffermandosi sul capezzolo che man mano si indurisce sempre di più, sollevandosi insolente verso l'alto e contagiando anche l'altro che non sta ricevendo attenzioni. Lui percepisce ogni movimento, ogni tocco, attraverso la stoffa. I loro sguardi giocano, mentre restano in silenzio. Ed è proprio il suo sguardo, dolce e ammiccante, che la eccita. Sbottona la camicetta nera continuando ad accarezzarsi il seno. Anche lui è eccitato, lo vede dallo sguardo e dall'evidente mascolinità che preme dentro i pantaloni, desiderosa di emergere… S'inginocchia tra le sue gambe divaricate, lo accarezza e lentamente sbottona i suoi jeans... Finalmente il suo sesso costretto può emergere, eretto, e lei comincia a giocarci, con le mani prima, con la lingua e le labbra poi. Lui gli preme la testa per dargli il giusto ritmo, poi si ferma e fa sedere Anna sulla poltrona, affonda la faccia tra le sue cosce e inizia a leccarla sullo slip le bacia il reggicalze e lei avvinghia i suoi tacchi sulle sue spalle. La penetra con la lingua, gli spalanca le labbra con le dita e fruga in ogni più piccolo punto, senza sfiorare il clitoride, tortura e piacere si mischiano alla sua carne come a volergli dare solo un assaggio di quanto accadrà... La lascia un attimo… prende una sciarpa di seta e gli benda gli occhi, passa dietro la poltroncina e incomincia a carezzargli il seno, lei spiazzata non capisce dove arriverà il prossimo morso, il prossimo bacio.... Tutto è eccitante, tutto nuovo per Anna… mai nessun uomo l'aveva fatta sentire così. A lei piaceva esser presa da dietro così si voltò… lui capì… la fece appoggiare con le mani ai braccioli della poltrona e incominciò a scoparla…”così ti piace è…?” gli chiedeva... “si …si!” ripeteva lei, “non ti fermare”! Il respiro di Andrea si faceva sempre più irregolare… un brivido sulla schiena di lei, erano l'uno dentro l'altra incastrati fino all'ultimo centimetro di pelle. Ancora due colpi e lui gli lasciò dentro il seme riversandola esausta sulla poltroncina. Gli baciò la schiena e la voltò verso di lui. Rivestiti ora, potrebbe arrivare qualcuno... Non voglio andare via rispose lei... ma devo! Lo baciò ancora e senza che lui se ne rendesse conto prese la sua sciarpa e la nascose nella borsa… gli sarebbe servita a ricordare quell'odore d'uomo che l'aveva scopata come nessuno mai.....

*
NeRa
photo dal web


Nessun commento: