08 ottobre 2011

Fine d'anno


Era la sera di capodanno, feste, cenoni, botti, fuochi d’artificio. L’ultimo giorno di un anno come tanti. Aveva già preparato la tavola con largo anticipo perché poi avrebbe dedicato del tempo a se stessa, un bagno rilassante, la schiuma che le avrebbe coperto la pelle, il suo profumo, le candele ai bordi della vasca. Ah… quanto amava questi momenti in cui si prendeva cura di se stessa. Relax assoluto e benessere. 

Ed ora era proprio nella sua vasca, musica, occhi chiusi, ogni tanto si insaponava una gamba facendola emergere dalla nuvola di schiuma. Sarebbe rimasta lì per sempre. All'improvviso sentì suonare alla porta. Cavolo! Si irrigidì… erano appena le sei… gli ospiti non sarebbero arrivati prima delle nove. Chi poteva essere? Sentì suonare nuovamente con insistenza e la sua collera aumentò. Si sciacquò velocemente, si avvolse nell'accappatoio bianco e andò a controllare. Attraverso lo spioncino lo vide. 
Che ci faceva lì a quell'ora? Era uno degli invitati, erano stati insieme ma pur continuando ad avere una forte attrazione sessuale, erano rimasti solo amici. La vita a volte va così. Ti impone delle scelte e lui aveva scelto. Continuò a suonare e non le andava di aprire così, una vera violazione del suo momento di relax ma i vicini si sarebbero inalberati da tanto fracasso. Aprì la porta e lo fece entrare. 
Gli gridò addosso tutto quello che in anni non gli aveva detto, gli intimò di andare via anzi di non presentarsi neanche per la cena, non era questo il modo di fare irruzione dentro casa sua.  Lui la ascoltò ma più che altro la guardava immaginando e ricordando il suo corpo sotto quell'accappatoio. 


- Ti voglio – furono le sue uniche parole.
Senza spiegazioni, senza cercare di farle capire cosa era successo in quegli anni e a lui , in quel momento. Lei cercò solo di replicare con una determinazione che sentì vacillare. 
In un attimo lui si avvicinò, la baciò prima dolcemente mentre lei cercava falsamente di divincolarsi. Poi i baci divennero sempre più focosi, arditi, pressanti. Sentì che stava slacciando la cinta dell’accappatoio. Fu un attimo e lei lo lasciò fare. 
Nuda si sentì presa tra le sue braccia e portata in camera da letto mentre lui, convulsamente si spogliava. C’era una sorta di urgenza in tutto quello che stava accadendo, come la necessità di recuperare anni di vuoto, di assenza, di voglie represse. 
Le fu addosso in un attimo e cominciò ad accarezzarle i seni, poi scese giù con la bocca, passò la lingua nell'ombelico. Si fermò. La guardò, sembrava in estasi e questo gli piacque.
Continuò a scendere, le allargò le gambe, la leccò, le entrò dentro con la lingua. La sentì pulsare di piacere, era calda, bagnata, ansimante. Poi risalì verso di lei e le fu dentro all'improvviso. 
La cavalcò come se fosse solo istinto, voglia di recuperare il tempo perduto in un ritmo sempre più incalzante. 
Era così piccola tra le sue mani che la certezza di poter disporre di quel corpo a suo piacimento lo eccitò ancor di più. Lo sapeva che questo la mandava in estasi.
Erano passati anni ma la memoria, i ricordi, gli odori, le sensazioni non erano mai stati messi da parte. 
La sentì gemere e poi urlare mentre con le mani afferrava la sua schiena muscolosa. 
La sollevò e con un solo gesto la rivoltò sopra di lui.
Ora era lei che si muoveva sopra, si chinò per fargli prendere in bocca un suo seno e sentì che gli stava mordendo il capezzolo.
Poi si avvicinò all'orecchio, gli sussurrò di chiudere gli occhi.
Lui obbedì. 
Ora era lei a comandare, a condurre il gioco. 
La sentì scendere verso il suo sesso, lo leccò, lo mise in bocca fino a trascinarselo in gola. Continuò a girargli intorno con la lingua mentre con la mano seguiva un ritmo molto conosciuto.
Quando lo sentì ansimare e dire che stava venendo, affondò la bocca seguendo quello stesso ritmo. Bevve tutto il suo sperma, lo degustò come si può fare con un vino pregiato, lo ingoiò fino all'ultima goccia e si leccò le labbra.
Poi sfinita si sdraiò accanto a lui. 
Non sarebbe stato un capodanno come tanti pensò… e rise immaginando gli ospiti che poi sarebbero arrivati… Rise insieme a lui e ancora su di lui. C’era tempo prima della cena e un nuovo anno li stava aspettando.

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Storydream
photo dal web

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