C’è una casa sulla collina e dietro i vetri il silenzio
si dice ci dorma un bambino con la penna in mano
si racconta ci sogni un uomo con il cuore di poeta
si muore a guardarla nel buio di sempre.
C’è un albero sempre verde al di là dei miei sogni
un silenzio sempre maturo da mangiare a natale
un vento sempre forte che porta lontano
e un sasso nella scarpa troppo simile al mal di denti.
C’è o almeno c’era uno scrittore folle nella sua stanchezza
c’è o almeno c’era un bambino mai stato vecchio
c’è o almeno c’era un vecchio mai stato bambino..
c’è un fiore e un epitaffio troppo simile a un canto.
Oggi ha un ombrello e sta sicuramente al sicuro
ma nelle vene non scorre più inchiostro rosso
e al di sotto della luce compone i suoi lamenti
tra le pene incessanti d’un mal di morte.
Oggi ha una lastra di granito su cui poggiare la penna
nelle vene non scorre più inchiostro rosso
muore ad un passo dal nascere della nuova luce
e chiude i suoi occhi doloranti al sole.
Il poeta non zoppica più verso il suo tramonto
stanco è di camminare con la penna negli occhi
ed oggi lo sento al di là della collina nei miei sguardi appassiti
domani lo vedrò bussare alla porta del mio udito...
*
Alessandro Lisbon
fotografia: Anna Grigorenko

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