L'impronta. Precisa. Del corpo di lei dopo che se ne è andata. Il fieno addomesticato dal suo calore in persistenza quasi crudele, piccolo universo a se tante generato dall'abbandono di lei. Arreso a seguitare a narrarne la presenza, dolce condanna a trattenere il suo profumo - odore di femmina, cui solo un'essenza discreta contribuisce senza prevalere (forse iris, forse zenzero e papavero scarlatto) - abdicando. lui, il fieno, al proprio selvatico pungente sentore. Sensazione di assenza irrimediabile, spietata, abbandono. Nella trama impossibile da narrare del pizzo trionfante al contatto della pelle di lei, uno stilo di fieno tenace, insinuato all'altezza del fianco destro, si illude di condurre non vinto - vantando diritti di dorati bagliori - le movenze di quel corpo oramai altrove.
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Evaultim@
(da... "Piccoli racconti di una governante")
photo dal web

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