13 novembre 2008

La legenda del Santo bevitore


Cap-X 

Il numero della camera dove ormai abitava era l’ottantanove. Appena si trovò solo in quella stanza, Andreas si mise a sedere nella comoda poltrona ricoperta di tela rossa e prese a guardarsi intorno….Dopo aver osservato tutto a lungo, con l’intenzione anche di acquistare familiarità con la camera. La porta con quella maniglia bianca però lo infastidiva e, nonostante la sua paura e la poca dimestichezza con le camere d’albergo si alzò e decise di guardare dove conducesse. E quale fu la sua meraviglia quando la porta, quasi prevedendolo, si aprì da sé. Vide allora che si trattava di una stanza da bagno con le piastrelle luccicanti, una vasca bianca e splendente e una toilette, con quello, per farla breve, che nel suo ambiente si sarebbe potuta chiamare una latrina. In quel momenti sentì anche il bisogno di lavarsi, e lasciò scorrere l’acqua nella vasca dai due rubinetti, acqua calda e fredda.

E mentre si spogliava per entrarvi, si rammaricò anche di non avere una camicia di ricambio perché aveva visto, togliendosela, che quella che aveva addosso era molto sudicia e temeva già in anticipo l’attimo in cui, uscito dal bagno, avrebbe dovuto rimettersela. Entrò nella vasca, consapevole che da lungo tempo non si era più lavato. Fece quel bagno proprio con voluttà, si alzò, si rivestì e poi non sapeva che altro fare di sé. Più per imbarazzo che per curiosità aprì la porta della camera, uscì sul corridoio e vi scorse una giovane donna che in quel momento usciva dalla sua camera, proprio come lui. Era bella e giovane, così gli parve. Gli ricordava la commessa del negozio dove aveva acquistato il portafoglio, e un po’ anche Caroline, così che si inchinò lievemente davanti a lei e la salutò, e poiché quella gli rispose con un cenno del capo, si fece animo e le disse senza esitare: “Lei è bella”.
“Anche lei mi piace” rispose la ragazza “un attimo! Forse ci vedremo domani”. 
E scomparve nel buio del corridoio. Ma lui, bisognoso d’amore come era improvvisamente diventato, guardò il numero della porta dietro cui lei abitava. Era il numero ottantasette. Se lo impresse nel cuore.


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Joseph Roth
fotografia: Peny Lane

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