
L’ho vista all’improvviso, illuminata da un raggio del sole ormai al tramonto, lì, nel soggiorno ormai deserto, dimenticata da tutti e chissà da quanto tempo. Guardando il suo ciuffo scomposto e incanutito e l’aspetto dimesso, sembrava vecchia, triste e sciupata, ma, avvicinandomi meglio, ho visto che in realtà era ancora bella, ben conservata, ne ho inalato il profumo esotico e ho apprezzato la sua ambrata e lucente coloritura e… l’ho subito desiderata! Non ho esitato, volevo cogliere e assaporare quella piena rigogliosa maturità!
Fissandola con intensità, senza parlare l’ho avvicinata e cingendole i fianchi rotondi e invitanti, l’ho portata con me nell’altra stanza. Mi ha seguito senza fare alcuna resistenza, grata, quasi bramosa, di essere spogliata da quella apparente scorza coriacea con cui il tempo e la solitudine l’avevano imprigionata, e tanto desiderosa di far dono del suo cuore, prezioso come oro e di quel suo corpo appetibile e ricco di promesse, quanto io di riceverlo, scoprirlo e goderne appieno. Giunti nell’altra stanza, al riparo da indiscreti, ho scostato quel ciuffo ribelle che mi impediva di guardarla bene nel profondo. L’ho spogliata per raggiungere l’intimo del suo essere e, mentre la stringevo forte, senza più indugiare ho afferrato il mio arnese già pronto e l’ho guidato verso il centro di quel suo corpo meraviglioso, l’ho penetrata a fondo, ripetutamente, con studiata maestria, assaporando ogni suo umore senza perderne una goccia, godendo con lei del suo accogliermi, del suo aprirsi e del suo donarsi aperta e generosa!
Così, nutrito e dissetato, e lei nuda, quasi distrutta, l’ho adagiata, per immortalarla nel suo splendore, per godere ancora della sua bellezza, per gustarla appieno, per rivoltarla e mordicchiarla gustandola tutta a piene labbra e lambire il massimo della sua succosa dolcezza, celata per troppo tempo! Sento ancora il suo sapore sulle mie labbra martoriate.
Ora vi lascio, devo tornare subito da lei, prima che qualcuno rientri. Lei è di la che mi aspetta, per saziarmi e dissetarmi ancora col suo nettare succoso colmo di dolcezza.
Devo far attenzione, voglio che nessun altro scopra il mio tesoro!
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