16 maggio 2007

Istruzioni per ammazzare le formiche a Roma


Le formiche si mangeranno Roma, sta scritto. Fra le lastre di pietra vanno; lupa, quale corso di pietre preziose ti seziona la gola? Da qualche parte le acque qui escono dalle fonti, le ardesie vive, i tremuli cammei che a notte fonda biascicano la storia, le dinastie e le commemorazioni. Dovremmo trovare il cuore che fa pulsare le fonti perché si premunisca contro le formiche, e organizzare in questa città turgida di sangue, di cornucopie ritte come mani di cieco, un rito di salvazione affinché il futuro si limi i denti sui monti, si trascini ammansito e senza forze, completamente senza formiche. Prima di tutto cercheremo di individuare la dislocazione delle fonti, cosa facile perché nelle mappe a colori, nelle piante monumentali, le fonti hanno anche zampilli e cascate celesti, basta cercarle bene e inscriverle in un recinto di matita blu, non rossa perché una buona mappa di Roma è rossa, come Roma. Sul rosso di Roma la matita blu traccerà un recinto viola attorno ad ogni fontana, e solo così possiamo essere certi che ci sono tutte, che ne vediamo i fiorami. Più difficile, più segreta e raccolta, è la fatica di perforare l'opaca pietra sotto la quale serpeggiano le vene di mercurio, intendere a forza di pazienza il cifrario di ogni fontana, mantenersi nelle notti di luna penetrante in una veglia innamorata presso i bacini imperiali, finché da tanto sussurro verde, da tanto gorgogliare fiorito non vadano nascendo le direzioni, le confluenze, le altre strade, quelle vive. E senza dormire, seguirle, con bacchette di nocciolo a forma di forcella, di triangolo, con due bacchette in ciascuna mano, con una sola tenuta pendente fra le dita molli, ma tutto questo invisibile ai carabinieri e agli abitanti gentilmente diffidenti, girare per il Quirinale, salire per il Campidoglio, correre esultanti per il Pincio, sbaragliare con una apparizione immobile come un globo di fuoco l'ordine di piazza Esedra, e così estrarre dai sordi metalli del suolo la nomenclatura dei fiumi sotterranei. E non chiedere aiuto a nessuno, mai. Dopo, pian piano, si vedrà come in questa mano di marmo scorticato le vene corrano armoniose, per gioia d'acque, per artificio di gioco, avvicinandosi infine a poco a poco, e confluire, allacciarsi, crescere in arterie, riversarsi dure nella piazza centrale ove palpita il capitello di vetro liquido, la radice di pallide coppe, il cavallo profondo. E sapremo ormai dove si trova, in quale conca di cupole calcaree, fra piccolissimi scheletri di lemuri, ritma il suo tempo il cuore dell'acqua. Costerà saperlo, ma lo sapremo. Allora ammazzeremo le formiche, avide di fonti, con una colata di calce nelle gallerie che gli orribili minatori tessono per avvicinarsi alla vita segreta di Roma. Ammazzeremo le formiche solo se sapremo arrivare alla fontana centrale. E ce ne andremo con un treno della notte e fuggiremo le lamie vendicatrici, oscuramente felici, confondendoci fra i soldati e le monache.

*
Julio Cortazar
fotografia: Mecuro BCotto

14 aprile 2007

Aforisma!


L'amore inespresso
è come il vino tenuto nella bottiglia...
non placa la sete!

*
George Herbert
fotografia: Sergey Grablev

13 aprile 2007

La verità è una terra priva di sentieri


“... non può essere portata al nostro livello, piuttosto noi dobbiamo salire al suo... non si può portare la cima della montagna in una valle... allo stesso modo non è possibile organizzare un credo, una fede... sono aspetti intimi, non si possono né si devono organizzare... se lo fate muoiono, si cristallizzano, diventano convinzioni sistematiche, sette o religioni da imporre forzatamente agli altri... quando create organizzazioni con questi propositi, divengono puntelli, menomazioni, catene, che vi ostacoleranno sino a mutilarvi, vi impediranno di riconoscere la vostra unicità... il vostro unico ed esclusivo modo di procedere verso la Verità... nel preciso istante in cui iniziate a seguire qualcuno cessate di seguire la Verità... intendo determinare un cambiamento specifico nel mondo, e realizzerò questo mio proposito con imperturbabile concentrazione... intendo liberare l'uomo da tutte le gabbie, da tutte le paure... voglio impedire che si creino nuove dottrine o filosofie, e che si fondino nuove religioni o nuove sette..." 


*
Jiddu Krishnamurti
fotografia: Andrew Lucas

Aforisma


Non è stato facile dirti "ti amo",
non è stato facile dirti "amore",
non è stato facile dirti "addio"...
certo che il cinese è una lingua un po' del cazzo!

*

E' notte.
Un gufo mi guarda,
la luna mi sorride
le stelle mi parlano,
e le nuvole creano disegni di ogni tipo...
la devo smettere di farmi le canne!

*

Amore...
il tuo viso mi ricorda la bellezza scultorea di Poppea,
amore la tua tenacia mi ricorda la forza eburnea di Cleopatra,
amore la tua astuzia mi ricorda l'efebica astuzia di Messalina,
amore... c'hai fatto caso che mi ricordi solo delle grandi puttane?


*
Anonimo
fotografia: Anastasia Prudius

08 aprile 2007

Life


"... alcuni amori sono talmente intensi, 
che hai bisogno di allontanarti, 
per non morirci dentro ..."

*
TuaCyrano
photo dal web 

07 aprile 2007

Rimettimi giù


Le incomprensioni sono così strane 
sarebbe meglio evitarle sempre
per non rischiare di aver ragione
ché la ragione non sempre serve.
Domani invece devo ripartire
mi aspetta un altro viaggio,
e sembrerà come senza fine
ma guarderò il paesaggio...
Sono lontano e mi torni in mente
t’immagino parlare con la gente...
Il mio pensiero vola verso te
per raggiungere le immagini
scolpite ormai nella coscienza
come indelebili emozioni
che non posso più scordare
e il pensiero andrà a cercare
tutte le volte che ti sentirò distante
tutte le volte che ti vorrei parlare
per dirti ancora
che sei solo tu la cosa
che per me è importante...
Mi piace raccontarti sempre
quello che mi succede,
le mie parole diventano nelle tue mani
forme nuove colorate,
note profonde mai ascoltate
di una musica sempre più dolce
o il suono di una sirena
perduta e lontana.
Mi sembrerà di viaggiare io e te
con la stessa valigia in due
dividendo tutto sempre. Normalmente...


*
Tiromancino
fotografia: Michel Perez

06 aprile 2007

Un trucco da poveri!


"... Andavo di fantasia, e di ricordi,
è quello che ti rimane da fare,
alle volte, per salvarti,
non c'è più nient'altro.
Un trucco da poveri,
ma funziona sempre ... " 

*
Alessandro Baricco
photo dal web

Da quale sponda


Da quale sponda saprò
che sei ovunque accanto a me ?
Da quale sponda vedrò i tuoi occhi
ridere fuori dal mio tempo?
Scavo,
scavo sempre dentro di me.
Raccolgo con le mani la luce rimasta,
la raccolgo qui, per te.
Quando le onde torneranno
impetuose sullo scoglio deserto,
quel giorno io mi frangerò
dinanzi al soffio d'amore che manca. 

*
Carlo Bramanti
fotografia: Constantine Gedal

Donne!


Ci sono Donne che camminano controvento da una vita... Ci sono Donne che hanno occhi profondi e sconosciuti come oceani... Ci sono Donne che cambiano pelle per amore... Ci sono Donne che donano il loro cuore... per poi ritrovarsi a raccattarne i cocci da sole... Ci sono Donne che in silenzio fanno ballare la propria anima su una spiaggia al tramonto. Se ti fermi un istante le puoi sorprendere mentre lottano contro il proprio istinto mentre fanno passeggiare il proprio dolore a piedi nudi affrontando onde che ad ogni mareggiata sono sempre più minacciose. Ci sono Donne che chiudono gli occhi ascoltando una musica lenta che rende ancora più salate le loro lacrime... Ci sono Donne che con orgoglio ma con il nodo in gola rinunciano alla felicità. 

Ci sono Donne che con i loro occhi fotografano quegli splendidi ma così fugaci attimi in cui si sentono abbracciate dall'amore sperando di mantenerli vivi e colorati per sempre... se apri gli occhi un istante le puoi osservare mentre disseminano briciole di se stesse lungo il percorso verso quel treno che le porterà via... mentre urlano la loro rabbia contro vetri tremolanti di una casa diventata prigione... mentre sorridono di disperazione a chi le vorrebbe far tornare alla vita di sempre Ci sono Donne che non si fermano davanti a nulla perché non troveranno mai la fine di quel filo. Ci sono Donne che hanno fatto un nodo per ogni loro lacrima sperando che arrivi qualcuno a scioglierli... Non fermare il cuore di una Donna, niente vale di più. Non far piangere una Donna. Ogni lacrima è un po' di lei stessa che se ne va. Non farla aspettare da sola ed impaurita seduta sul confine della pazzia. 

Con tutto te stesso stringila e proteggila donale il più bel raggio di sole ogni giorno Tieni sempre accesa quella luce nei suoi occhi quella luce... è speranza è amore è puro spirito, è vento, è la più bella stella di qualsiasi notte !


*
Betty
fotografia: Dasha & Mari


01 aprile 2007

Gitanjali



XIX

Se tu non parli colmerò il mio cuore
del tuo silenzio e lo sopporterò.
Pazientemente, a testa china,
resterò muto e attenderò
come la notte, in veglia stellata.
Certamente il mattino verrà,
svaniranno le tenebre,
e la tua voce verserà
per il cielo raggi dorati.
Allora le tue parole
prenderanno ali in canzoni
da tutti i miei nidi d'uccelli;
le tue melodie fioriranno
in tutte le mie foreste.


*
Rabindranath Tagore
photo dal web

La fenice


Vieni da me,
chiudi gli occhi,
respira lentamente.
Nell'ombra drappeggiata,
ti voglio.
Segui le stelle sul mio corpo,
naviga tra le sue costellazioni.
Con la punta delle dita
prosegui.
Sfiora le sue curve,
affonda nel suo bianco calore.
Non temere sono l'amore.
Sono tutto quello che desideri.
Con dolce violenza
ti prenderò il cuore,
ti divorerò i sensi
e sbranandoli
ti lascerò esausto ed esangue.
Sarò come mi hai sempre sognato.
Sono forza,
sono ardore,
sono follia,
sono la luna e il sole,
sono la vita che scorre.
Non abbassare lo sguardo,
ascoltami,
come la fenice risorgerai.
Al mattino sarò remissiva e tremante...
Come sempre!

*
Francesca
fotografia: Vanessa Ho

16 marzo 2007

Marc Riboud


“Per noi è obbligatorio uscire, camminare all'aperto, osservare la vita, lasciando dietro di se i conti e le carte. Chi non ha mai provato quel momento di grazia, di euforia, quando la passione del guardare, dello scoprire, dell’inquadrare, esercita una passione talmente forte che ci fa barcollare, ci catapulta in un altro mondo? Il bilico, questo punto di disequilibrio dove veniamo spinti fuori da noi, precipitati all'esterno, è un momento di grande gioia, col viso frustato dal vento e gli occhi sommersi da un’ondata di immagini.”





*
Marc Riboud

14 marzo 2007

Aforisma


La memoria è un presente
che non finisce mai di passare!

*
Octavio Paz
fotografia: Toor