Fammi volare come sai fare solo tu. Con le tue dita belle, mobili e forti che sfiorano la mia pelle. Dita da scrittore. Dita da cuoco. Dita da navigatore. Dita avvezze a maneggiare tastiera, ingredienti e ruvide cime consumate dagli elementi. Non mi piacciono le mani da pianista, troppo curate ed effeminate. Preferisco le tue, che odorano dei fiori di cui ti prendi cura in giardino, del succo verde delle piante che hai appena potato, della terra umida e profumata di humus in cui le affondi con piacere e in modo estremamente sensuale, incurante dei piccoli millepiedi che fuggono quando sconvolgi il loro habitat naturale come un improvviso terremoto in miniatura. Si vede che ami farlo, che adori toccare la terra con le mani. E amo sapere che con lo stesso identico piacere affondi le dita in me, nella carne morbida dei miei fianchi, nell'umidore segreto e privato che sai sempre trovare tra le mie cosce quando le apri con le carezze decise delle tue mani da esploratore, nei miei capelli sparsi sul cuscino quando mi sei sopra e mi scopi lentamente guardandomi negli occhi senza dire una parola.
Mi esplori come fossi territorio di conquista, una conquista sempre rinnovata in quanto sempre nuova. Sai trovarmi e prendermi ogni volta come se fosse la prima, senza essere mai scontato, senza mai ripeterti, ogni volta un altro Uomo che ha di fronte a sé un’altra Donna e la saggia, la tenta, la scopre e trova sempre modi diversi per farla volare. E’ sempre un volo nuovo, di un’intensità che mi mozza il respiro. Le tue mani mi posseggono, sono ovunque, non mi oppongo al tuo tocco a volte delicato e altre volte padrone, ovunque tu voglia dirigerlo. Mi lascio aprire da te come un frutto maturo e succoso. Mi lecchi, mi assapori, mi penetri, mi mordi, facendomi gemere di dolore e di piacere insieme, mi lecchi di nuovo, il mio respiro accelera, mi porti al limite e quando sai che sto quasi per venire sposti la tua attenzione sul mio ombelico, sul seno, sulle labbra. Bastardo, ti adoro. Mi baci e provo il mio sapore. Mi porgi un bacio lungo, lento, sensuale, incurante del mio corpo che freme e vuol essere soddisfatto a un ritmo ben più rapido di questo. Mentre ci baciamo le tue belle dita scivolano tra le mie gambe. Sono aperta, bagnata, sospiro, mi illudo che sia arrivato il momento... Un dito che mi penetra, poi un altro ancora. Non ti muovi, ti godi il mio pulsare intorno alle dita e il movimento del mio bacino che cerca soddisfazione. Mi dici “non ancora, stronzetta” e le estrai piano. Me le fai succhiare e lo faccio con voluttà, guardandoti negli occhi. Adoro succhiarti le dita mentre le spingi lentamente dentro e fuori della mia bocca.
“Ti prego”, ti dico, ma tu sorridi sornione e mi chiudi di nuovo la bocca con un bacio. Mi fai impazzire e lo sai. Ne godi. Ti piace vedere i miei occhi, di solito così fieri, che implorano il tocco delle tue mani. Le mie labbra aperte, pronte per un altro bacio. Mi dici di tirare fuori un po’ la lingua e poi la lecchi, ci giri intorno con la tua, la succhi piano, torni a leccarla. Ti lascio fare, lo sai che mi fai morire quando fai così, quando ritardi il mio piacere e mi torturi con i tuoi baci e le tue mani che mi toccano ma non mi fanno ancora godere. Ormai sto lasciando andare qualsiasi resistenza, mi ammorbidisco sempre più ad ogni tuo tocco, la tensione che provavo sotto pelle sta lasciando posto alla resa più totale. Il mio respiro è meno affannoso e mi godo tutto ciò che mi dai, ogni più piccolo sfioramento, ogni carezza appena accennata. Adoro questa sensazione, essere nelle tue mani e affidarmi a loro completamente, sapere che mi porteranno al piacere ma non sapere quando e godermi l’attesa con tutto quello che essa porta. Questo è il momento che aspettavi, è la tua vittoria.
Sapere che sei riuscito a portarmi al punto in cui mi arrendo completamente ai ritmi che mi imponi ti fa sentire vincitore e ti eccita. Ti sdrai sopra di me e mi penetri col tuo sesso duro. Sono del tutto aperta, lo accolgo e lo avvolgo, lo sento dentro con ogni terminazione nervosa e mi accorgo di non avere più fretta, di godere della sua presenza e del suo lento spingere dentro di me. Poggio le mani sulle tue natiche e sollevo le gambe fino ad avvolgerle intorno a te. Sei in me, in profondità, non hai alcuna urgenza e ti muovi con maestria. La mia eccitazione sale, stavolta più lentamente, questo tuo ritmo tranquillo e al tempo stesso deciso mi fa impazzire. Non accenni ad accelerare e sento il piacere montare dentro di me. Seguo i tuoi movimenti coi fianchi, assecondandoli e cercando di mantenere il tuo tempo senza affrettarmi troppo, però la tentazione di muovermi più veloce contro di te è forte. Tu lo senti e ti fermi, godendo delle mie pulsazioni intorno al tuo membro duro. “Ti prego, ti prego....” ti dico ancora, quasi supplicandoti. Riprendi a muoverti un po’ più rapidamente, adesso, assecondando il mio movimento sotto di te. Accelero sempre più, è così bello sentirti dentro e stringerti mentre mi scopi e muovere i fianchi per spronarti ad andare più veloce. Sempre più veloce. Ora te lo chiedo, “più veloce, scopami più veloce, fammi godere” e tu ti adatti al mio desiderio, ti muovi sempre più rapidamente e profondamente osservando le mie reazioni, il piacere che sale in un crescendo che sembra quasi senza fine.... Poi, improvvisamente, esci da me e riprendi a circumnavigare il mio ventre e il mio seno con quelle mani da "scrittorecuoconavigatore" che hai mentre mi dici “non ancora, stronzetta, non ancora” col sorriso sornione di sempre stampato sulle labbra. Ti sorrido anch'io, poi scoppio a ridere. Ora ridiamo insieme. Bastardo, ti adoro!
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La Cortigiana Scrive
photo dal web

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