Francesca ed io ci conosciamo da due anni... la nostra amicizia è nata per questioni di lavoro e ogni tanto ci scambiamo anche delle confidenze. Lei è molto al passo con i tempi, un passato burrascoso alle spalle, due figli ed un divorzio imminente, si mantiene facendo la segretaria all'Università qui in puglia. Mi capita spesso di portargli della frutta a casa oppure, insieme, ci piace andare a raccoglierla dall'orto di un mio amico passando così qualche pomeriggio in campagna. Capita così una domenica che Francesca passa a prendermi con la sua auto per andare a raccogliere. Prendo due cesti di vimini, li carico in macchina e via... si parte. Dopo una ventina di minuti arriviamo, io ho le chiavi scendo... apro il cancello scorrevole e la faccio entrare, perché la strada poderale è stretta e non ci si può parcheggiare. Scendo le ceste e ci avviamo verso gli alberi da frutta, in questo periodo maturano le mele, e lei ne è ghiotta assai. Prendo la scala di legno a pioli e l'appoggio all'albero. Francesca soffre un poco di vertigini così salgo io per prima. Fatti quei pochi gradini, la mia visuale assume contorni inaspettati. Oltre il muretto a secco di confine, poco più avanti, c'è un uomo che dipinge nel proprio giardino... è di spalle e quindi non riesco a distinguerlo bene. Non ha però l’aria d’essere uno del luogo, poi che dipinge... figurati!!
"Ehi... - dice Francesca - cosa guardi?"
“Zitta - rispondo - non urlare c'è un uomo qua di fronte che dipinge...”
Lei di rimando, da buongustaia... "com'è il tipo, è bono?"
"Dai Fra'... smettila, sempre agli uomini pensi? E' di spalle e non riesco a vederlo."
"Ok - replica lei - sbrigati allora, raccogli questa frutta e scendi!"
Incomincio a raccogliere la frutta ma lo sguardo mi va sempre li, su quelle spalle che mi stanno distraendo assai.
"Uffa, ma ti sbrighi? - grida Francesca - mi sto stancando a tenerti questa scala... Ho capito vado a vedere chi è!"
"Sarà di sicuro qualcuno che è venuto in ferie". La curiosità stava prendendo anche lei, eppure tanto. Si avvia quindi verso il cancello e mi lascia sulla scala da sola. Io sono sfacciata, l'ammetto, ma una faccia di bronzo come Francesca, in vita mia, non l'avevo mai vista...
"Scusi signore... ehi dico a lei?... Signore? ...Si dico a lei... cosa dipinge???..."
Ed eccoci arrivate, come due sceme, davanti ad uno sconosciuto che dipinge. Gran bella figura! Quel signore, girandosi verso di noi, si alza e ci viene incontro. E' molto alto, ha un viso disteso e da l'idea d'essere una persona a modo.
"Buongiorno ragazze, siete del posto??? MA che belle siete! Qual buon vento vi ha portato in questo luogo solitario? Pensavo di passare tutto il pomeriggi tra pennelli e questi bei alberi ma mi sbagliavo, ora ho altro d'ammirare."
"Maledetta... lo sapevo - gli sussurro -... ehm grazie si, siamo di qui io mi chiamo Anna e lei è Francesca. Siamo qui a raccogliere la frutta quando dall'alto della pianta l'abbiamo intravista, sa… ci ha incuriosito perché un pittore da queste parti non s'era mai visto... e così eccoci qua..."
"Piacere mio, visto che ora ci siete potete farmi compagnia sempre vi aggrada, anzi... potreste farmi da modelle, sono due giorni che dipingo natura morta. Qualcosa di splendidamente vivo non mi dispiace affatto!"
Francesca mi guarda basita e mi strizza l'occhio... io gli do un pizzicotto sul braccio, ma inutilmente... lei acconsente per entrambe - "ne saremmo liete, con piacere, e quando ci ricapita di essere modelle"!
L'avrei ammazzata giuro ma ormai la frittata era fatta.
"Ehm... lei si chiama?"
"Sergio, scusatemi non mi sono presentato... sono di Ancona. Qui solo per rilassare la mente in santa pace... potrei io venire dal lato vostro? Gli alberi sono più belli e carichi di frutta. Facciamo così, voi continuate a raccogliere la frutta mentre io vi ritraggo."
"E lo sapevo... questo ci vuole modellare o scopare? Ma sei tutta scema tu?... bisbiglio nell'orecchio di Francesca. Dai lasciati andare è un'esperienza nuova, chissà che non sia piacevole alla fine..."!
Così, di nuovo sotto la pianta, riprendo il cesto e molto stizzita mi avvicino all'albero. Sergio si siede, sistema la sua tela e i pennelli e incomincia a dipingere, prima di salire sulla scala mi volto e, per un attimo, i suoi occhi incontrano i miei. Sicuramente, vedendomi alterata, si rende conto che la cosa non mi garbava molto...
Si alza e viene verso di me chiedendomi "posso?" - "Cosa?" - rispondo io-
"Posso scioglierle i capelli?" ma senza avere risposta già l'aveva fatto togliendomi la forcina dai capelli. Non pago, con estrema confidenza, mi sbottona un poco la camicetta e poi si avvicina a Francesca... le toglie la collana dal collo e le solleva leggermente la gonna sopra al ginocchio... "in campagna non si va con le collane!" - asserisce. Ci guardavamo esterrefatte... mai visto un tipo così sicuro di se... quelle sue mani di un caldo accogliente, che era bastato sfiorarmi e quel piccolo tocco per avermi quasi rilassata...
"Dai, fate finta che io non ci sia... raccogliete la frutta come facevate prima..."
Mentre io salgo sulla scaletta però lui si riavvicina, incomincia a carezzarmi le gambe sulle calze nere...
"voglio stare un po' qui, fatti guardare..."
Non c'era un perché a tale disarmante richiesta. Quindi non gli dissi nulla che assomigliasse ad un "no". Sentivo quelle mani calde salirmi addosso, su fino al reggicalze... Francesca, li vicino, mi guardò ed io non trovai una parola, non c'era una valida, ne motivo, ne una giustificazione... così la vidi avvicinarsi all'uomo e, d'istinto, chiedergli: "c'è qualche carezza anche per me?"
Sergio sempre preso dall'esplorazione, si piega a porgerle la bocca... si baciano, si leccano, avidi, mentre con le dita lui è già dentro la mia figa... me la esplora con delicata perizia come se fossi sua proprietà, come volesse esplorarmi i desideri... l'atmosfera si surriscaldata.
Bacia lei e contemporaneamente masturba me con le dita.
"Scendi di qualche gradino, dice, voglio annusarti e tu, rivolto a Francesca, inginocchiati qua tra le mie gambe"! Obbediamo entrambe come fossimo in trance possedute da una foga inconsueta. Dall'alto lo guardo, la guardo... lui ha le dita sporche di colore, sporche di quel blu orizzonte che vuole farmi sentire. Scendo ancora due gradini mentre lui, con il viso, si sposta sotto alla mia gonna. Sposta con sapienza lo slip e la sua lingua mi arriva per direttissima nella figa. Francesca, ai suoi piedi, gli ha aperto i pantaloni, e tiratogli fuori il cazzo, lo sta spompinando di gran gusto. Sergio gode da pazzi e lo spettacolo è davvero eccitante... la sua lingua entra ed esce dalle mie mutandine, la posizione non è delle più comode ma riesco a gustarmi bene anche i loro movimenti e la cosa amplifica il piacere oltre ogni immaginazione. E' un piacere intenso, completo, mai avuto prima. Le sue mani mi vanno dentro ovunque, sono eccitata da morire e lui non è da meno in quanto Francesca, da sotto, gli lecca le palle come una cagna in calore... sale e scende da quell'asta con una fame feroce. Non me la sarei mai aspettata così porca... nel frattempo Sergio gode, alla grande... ha la sua mano sulla testa di Fra' per dargli il giusto ritmo. "Venite qui da me belle ragazze... ora voglio scoparvi entrambe!"
Scendo definitivamente dal quel mio strapuntino e ci spostiamo vicino al capanno... mi metto al lato di Francesca che ha già divaricato le sue cosce, senza ritegno, la guardo e decido di regalargli un'alternativa, così mi giro e gli porgo il mio gran bel culo... lei è di fronte Sergio, lui ha il cazzo dritto e duro, se lo fa succhiare ancora un poco da lei ma poi mi raggiunge e lo poggia sulle mie natiche... lo struscia bene bene poi si mette le dita in bocca, e le bagna per lubrificare per bene il suo cazzo.
"Cosi ti scivola bene dentro, sai Anna, vedrai ti piacerà!"
Fu proprio vero... il suo cazzo entrò dentro al mio culetto in un attimo... ci sono vie del piacere che hanno bisogno di umori per dare il massimo... entrava e usciva con il giusto ritmo della passione... l'asta mi scivolava dentro e fuori. Ad ogni affondo era un sussulto di piacere...
"Ora a te Francesca, allarga bene bene, ti porto il mio regalino li nella tua tana regale" Francesca appoggia così una gamba sulla scaletta permettendo a lui di penetrarla facilmente sotto ai miei occhi... la scena è molto erotica... vederli scopare sotto ai miei occhi mi fa sbavare dall'eccitazione. La scopa, la allarga, la morde sul collo, la strizza, poi lo estrae e gli passa il cazzo sulle tette e via di nuovo tra le cosce a pettinarle la bionda conciatura della figa. Dopo un poco, torna a corteggiare le mie tette, mi catapulta il seno fuori dal balconcino e incomincia a succhiarmi i capezzoli, poi prende una mela dal cesto e la porge a Francesca... "Mordila gli dice! Mordila... fammi vedere come lasci i segni."
Francesca anch'essa eccitata, morde la mela tenendola con una mano mentre con l'altra gli carezza le palle. Era un insieme di sospiri di tette che si sfioravano... le mie e quelle di Francesca... ci ritrovammo a limonare come cagne infojate mentre lui entrava ed usciva dai nostri buchi come fosse il padrone, con le sue mille mani. Tutto si stava mischiando e tutti ci leccavamo a vicenda senza ritegno. Quasi esauste ci stendiamo vicine sul prato, poi Francesca prende la mela e me la mette tra le cosce incominciando ad accarezzarmi mentre Sergio è intento ad esplorarmi la figa... si stende anche lui su di noi e ci scopa entrambe, una attende l'altra... una gode del piacere dell'altra... vedo il reggicalze di Francesca sul prato mischiato alle mele, il mio reggiseno impigliato sulla scala... siamo nude, a disposizione di quest'uomo che ci sta scopando.
"Dai vi voglio insieme... ora leccatevi a vicenda"! Eravamo talmente eccitate che Fra’ non se lo fa ripetere, incomincia a succhiarmi alla grande un clito bollente. Sergio, visto l'andazzo, comincia a leccare la sua di fica, poi si alza e la penetra di gusto da dietro. Il piacere al massimo ed i nostri orgasmi sempre pronti a fioccare.
"Dai Anna, invertitevi così mentre Francesca ti lecca, tu mi succhi l'uccello... ho voglia di regalarti tanta bella panna da spalmarti ovunque.
La mia lingua è ora sull'asta di Sergio mentre, tra le mie gambe, Francesca succhia come ape regina il mio miele. Poi ci volle assieme sulla sua asta a gustarci il proprio latte. Lui ora godeva violentemente e mentre si teneva le due bocche sul pezzo, ci carezzava i capelli spronandoci a non smettere... a continuare. Eravamo lì, ai suoi piedi, pronte a gustarci quello che la natura ci stava offrendo... Il suo cazzo non tardò dal riempirci la faccia di sborra mentre continuavamo a leccarlo fino a quando la sua mano non lo portò per un giro d'onore tra le nostre tette, sui capezzoli induriti dal piacere...
Dopo l'inaspettata scorpacciata di cazzo che facemmo, io e Francesca potemmo constatare sulla nostra pelle che, le mele, vantano inaspettate proprietà per favorire la digestione. Il giorno dopo eravamo nuovamente sul posto, pronte a raccogliere nuove ceste di frutti ma... non trovammo più alcun pennello!










